ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

La Fiat, il fascismo, la guerra: Torino raccontata da un artista cubano

L’architettura come metafora delle speranze e dei fallimenti umani nella personale di Carlos Garaicoa alla Fondazione Merz

mostra-carlos-garaicoa-fondazione-merz-torino

El Palacio de las Tres Historias, 2017. Metallo, vetro, legno di balsa, MDF, plastici. Dimensioni variabili. Courtesy l’artista, Galleria Continua (San Gimignano; Les Moulins; Beijing; Havana), Fondazione Merz (Torino). Courtesy Fondazione Merz Photo Andrea Guermani

Suggestiva, stimolante e poliedrica: la mostra El Palacio de las Tres Historias dell’artista cubano Carlos Garaicoa, curata da Claudia Gioia presso la Fondazione Merz di Torino lascia un segno indelebile nei visitatori.

Opere fotografiche e video si alternano a grandi installazioni per un inedito progetto espositivo focalizzato sul tema della città – Torino in particolare – quale spazio di partecipazione e di crescita, di storia e di futuro. Oltre ai modelli che interpretano il paesaggio urbano torinese in forma pura – compresi edifici razionalisti e auto Fiat in miniatura degli anni Quaranta e Cinquanta - l’artista ha installato anche pannelli prismatici rotanti a richiamare i cartelloni pubblicitari degli anni Cinquanta che un tempo erano molto diffusi in città. 

Visibile inoltre un modello architettonico di un campus universitario immaginario che guarda al futuro, con una progettazione originale degli spazi in parte ispirata all’esperienza di insegnante dello stesso artista. Garaicoa in questa mostra personale evidenzia la sua attrazione nei confronti delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche di Torino che ne hanno ridisegnato la struttura nel XX secolo, con una particolare attenzione per la crisi industriale e gli effetti sul paesaggio metropolitano. 

LEGGI ANCHE: → Torino, e se il design fosse il riscatto della città?

Courtesy Fondazione Merz. Photo Andrea Guermani

È molto affascinato anche dal riutilizzo di edifici abbandonati che consente di sperimentare le trasformazioni e le evoluzioni urbane. Tuttavia il focus dell’intera mostra, che le dà altresì il titolo, è proprio la grande installazione El Palacio de las Tres Historias, una costruzione destrutturata, concepita come un punto di osservazione transitorio, capace d’innestarsi nell’architettura della Fondazione Merz, suggerendo nuovi cammini percorribili e annullando la differenza tra il dentro e il fuori. Si tratta di una testimonianza dell’utopia del ‘900, del vuoto industriale e dei luoghi dismessi che assumono nuova vita.

Campus o la Babel del conocimiento, 2002 - 2004, due modelli di legno, acrilico, cartone e argilla (85 x 157 x 157 cm |  20,32 x 205,74 x 205,74  cm), due disegni a matita e inchiostro su carta (61,46 x 259,58 cm | 33,02 x 360,68 cm), testo in vinile e animazione 3D trasferita su DVD. Courtesy l’artista, Galleria Continua (San Gimignano; Les Moulins; Beijing; Havana). Courtesy Fondazione Merz. Photo Andrea Guermani

El Palacio de las Tres Historias, 2017. Metallo, vetro, legno di balsa, MDF, plastici, dimensioni variabili. Courtesy l’artista, Galleria Continua  (San Gimignano; Les Moulins; Beijing; Havana), Fondazione Merz (Torino). Courtesy Fondazione Merz. Photo Andrea Guermani

Ma il palazzo offre in primis un ambiente critico ma suggestivo, per intuire le inesplorate opportunità dell’avvenire. “Sono sempre stato affascinato dal legame tra Futurismo e fascismo, soprattutto poiché ho origini cubane” ha sostenuto in una recente intervista Garaicoa. “A Torino vi è una profonda connessione tra industria, guerra e fascismo e l’intera mostra si occupa di questo legame, del collegamento tra arte e ideologia, per scoprire come gli artigiani, gli artisti e gli intellettuali sono stati coinvolti dalla propaganda e dalla politica”. Insomma, un’esposizione da non perdere!

El Palacio de las Tres Historias, 2017. Metallo, vetro, legno di balsa, MDF, plastici, dimensioni variabili. Courtesy l’artista, Galleria Continua  (San Gimignano; Les Moulins; Beijing; Havana), Fondazione Merz (Torino). Courtesy Fondazione Merz. Photo Andrea Guermani

Fino al 4 febbraio 2018
Carlos Garaicoa,  El Palacio de las Tres Historias
Fondazione Merz, Torino

www.fondazionemerz.org


di Elena Marzorati / 22 Novembre 2017

CORNER

Architettura collection

[Architettura]

Le location del potere

Le ambientazioni del film di Sorrentino, tra cinema e realtà

Costume

[Architettura]

I giardini più belli di New York

Un nuovo libro sugli spazi verdi meno conosciuti della città

Travel

[Architettura]

Dentro la Torre Prada

Una visita, anzi 3, dentro l’ultima architettura di OMA

Musei

[Architettura]

Creatività a passo di tango

Guida di viaggio a Buenos Aires in 10 tappe

Travel

[Architettura]

Week end al Monte Verità

Un itinerario nella vecchia colonia di Herman Hesse

Travel

[Architettura]

Palazzo Citterio, porte aperte

6.500 mq dedicati ad arte moderna e mostre temporanee

restyling

[Architettura]

15 film d'architetto

I film famosi che un architetto deve vedere almeno una volta

Costume

[Architettura]

Asfalto e pallone

Se il calcio italiano (come l'urbanistica) deve ripartire dalle periferie

Costume

[Architettura]

Il Guggenheim nel deserto

Rapponen porta le architetture di NY nei paesaggi più remoti

progetti

Hearst Magazines Italia

©2018 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web