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In mostra a Milano il paesaggio norvegese e le sue infrastrutture

Allo SpazioFMG una mostra fotografica racconta la natura della Norvegia attraverso le infra-architetture del programma National Tourist Routes

A Milano la mostra fotografica Norway: Architecture, Infrastructure, Landscape, ospitata dal 23 giugno al 22 luglio allo spazioFMG, sotto la cura di Luca Molinari, dimostra come sia possibile valorizzare un paesaggio già carico di enormi potenzialità, attraverso la manipolazione dell’uomo.

Se la storia di questo difficile rapporto è costellata da numerosi mostri ingegneristici che spesso hanno deturpato luoghi di grande valore ambientale, non mancano tuttavia episodi che dimostrano come sia possibile unire l’esigenza di collegare luoghi anche remoti per renderli visitabili, insieme a quella di esaltarne le caratteristiche naturali. Dalle mitiche autostrade bianche, progettate in Germania a partire dai primi anni dello scorso secolo, concepite come vere e proprie opere di land art, per arrivare alle sperimentazioni di ibridazione tra architettura infrastruttura e paesaggio dei maestri moderni come le case viadotto di Le Corbusier ad Algeri del 1931 o lo spettacolare edificio parcheggio sinusoidale di Kostantin Melnikov del 1925, da sempre gli architetti hanno cercato di progettare il paesaggio alla velocità dell’automobile.

Negli spazi della galleria FMG scorrono le immagini, scaturite dalla macchina fotografica del fotografo tedesco Ken Schluchtmann che inquadrano le 50 opere firmate dagli studi più interessanti nel panorama nordico, sviluppate nel contesto del progetto di valorizzazione e promozione del territorio norvegese, promosso dal programma National Tourist Routes.

Si tratta di visioni affascinanti che ritraggono sempre l’oggetto architettonico come elemento di cerniera tra il paesaggio di cui è parte e la strada che lo mette in rete con gli altri manufatti, documentando la sintesi efficace e proficua tra l’intervento umano e il suo contesto naturale.

Si passa da micro installazioni come il rifugio per ciclisti sulle isole Lofoten di 70° N Arkitekter, un parallelepipedo in legno e vetro che diventa in piccolo landmark nel paesaggio artico, attraverso la passerella di 90 metri in calcestruzzo, disegnata da LJB a Aurlandsfjellet, che ha l’unica funzione di condurre il visitatore a cogliere la meraviglia del paesaggio, allontanandosi dalla strada, per arrivare a edifici veri e propri, come il museo Petter Daas di Snøhetta, ricavato da un taglio operato nella collina, o il memoriale della caccia alle streghe di Zumthor sul mare di Barents, che ricorda le strutture per l’essicazione del merluzzo.

Per Molinari, curatore della mostra insieme a Alessandro Benetti con la collaborazione di Christiane Bürklein, “Il programma del governo norvegese per le National Tourist Routes è un’iniziativa pubblica d’eccezionale interesse. I luoghi più spettacolari attraversati dalla rete viaria nazionale sono presidiati da una sequenza d’interventi architettonici e artistici di altissima qualità, che non solo rispondono alle esigenze funzionali dei viaggiatori, ma diventano luoghi di vita nel paesaggio e di scambio tra architettura e natura”.

www.spaziofmg.com

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di Massimilano Giberti / 4 Luglio 2016

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