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L'architettura mediterranea di Ricardo Bofill come non l'avete mai vista

La Muralla Roja attraverso le lenti di Gregori Civera

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Gregori Civera

La Muralla Roja di Ricardo Bofill è sicuramente nella Top 10 delle costruzioni preferite dai creativi della Terra. La fotografa Aurore Bano l’ha immortalata. Lo stilista Delpozo l’ha usata come set di moda. Perfino il super dj Martin Solveig l’ha scelta come location per un suo video: è proprio la Muralla Roja di Boffil quella che accompagna le note del tormentone “Do It Right”. Questa volta a fotografare l'edificio di Calpe, interpretazione moderna della Casbah araba, è Gregori Civera e il suo committente è importante: Pablo Bofill, il figlio di Ricardo Bofill.

Se chiedi a Gregori di presentarsi in tre parole, lui ti risponderà che è un fotografo freelance di un 1.80 m. (Curioso il dettaglio dell’altezza…). 45 anni, di Barcellona, ha iniziato a scattare a 15 anni: “i miei amici suonavano la chitarra. Io decisi di comprarmi una macchina fotografica”. Figlio degli anni ottanta, cresciuto nel boom culturale catalano, lui voleva essere super moderno mentre mamma e papà erano due hippie. Sin dalle elementari i suoi occhi non erano come quelli degli altri bambini. “Da sempre sono stato conscio che le cose cambiano quando cambia la tua posizione nello spazio, quando cambia il tuo punto di vista. Da piccolo la prospettiva per me era un gioco. Poi, quando ho comprato la macchina fotografica questo gioco ha acquisito un senso più grande. Le mie prime foto erano solo di linee e dettagli”.

Oggi Gregori, oltre a linee e dettagli, fotografa anche top model e star di Hollywood. Poi con la Muralla Roja di Bofill il suo palmarès si è arricchito anche di un’architettura iconica. In generale la spontaneità del soggetto catturata nello scatto è il suo marchio di fabbrica ma nel caso specifico di Bofill racconta: “Il lavoro con Bofill è un documentario, molto interessante poiché mi ha permesso di vedere 50 anni del suo lavoro. Quindi penso che il concept del “tempo” potrebbe essere l’idea centrale del progetto. In questo caso Il mio approccio si è basato più sulla composizione che sulla volontà di descrivere l’edificio. Molto spesso i progetti Bofill nascono da un’idea forte (la simmetria per esempio). Trovare che l'idea è sempre il mio punto di partenza. Queste immagini sono un buon esempio.”

www.gregoricivera.com

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di Pietro Terzini / 30 Agosto 2017

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