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Il museo di Yves Saint Laurent a Marrakech, ecco perché

ll progetto di Studio KO rende omaggio a una città che lo stilista amò profondamente, tanto da sceglierla come sua seconda patria

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© Nicolas Mathéus

Il 19 ottobre aprirà a Marrakech il nuovo musèe Yves Saint Laurent progettato da Studio KO, interamente dedicato all’arte della moda del grande stilista francese. Perché proprio a Marrakech? La città marocchina ha un particolare significato nel percorso professionale e stilistico di Yves Saint Laurent: l’esotismo del Marocco fu la forza ispiratrice per molte collezioni, alcune delle quali divenute leggendarie per la storia della moda. 

In foto: Yves Saint Laurent in place Jamaa el-Fna © Reginald Gray

Saint Laurent non fu solo uno stilista, non rivoluzionò solo l’universo della moda femminile: la sua personalità, associata a quella dello storico socio e compagno di vita Pierre Bergé, recentemente scomparso, ha avuto un peso culturale globale coinvolgendo in modo trasversale tutte le discipline creative.

In foto: Pierre Bergé e Yves Saint Laurent © DR

“L’audacia riconoscibile nel mio lavoro la devo a questo paese, alle sue potenti armonie, alle sua audaci combinazioni, alla sua generosità. Questa cultura la feci mia, ma non ero soddisfatto di assorbirla semplicemente; l’ho presa, trasformata e riadattata al tempo .” Le parole di Yves Saint Laurent contengono l’affetto e la gratitudine verso una nazione che da sempre conquista viaggiatori, avventurieri e cacciatori di sogni e Marrakech non può che esserne il suo centro nevralgico. 

In foto, da sinistra: musée Yves Saint Laurent Marrakech, allestimento della sala dell'esposizione permanente © Christophe Martin Architectes; mantello rosso ricamato con bouganville, collezione couture primavera-estate 1989 © Guy Marineau

Yves Saint Laurent e Pierre Bergé giunsero a Marrakech nel 1966 e fin dal primo istante identificarono la città come loro seconda patria, comprarono subito una casa e stabilirono un asse franco-marocchino che portò alla nascita di numerosi progetti. Uno di questi fu l’acquisto nel 1980 del Jardin Majorelle di Marrakech, dimora dell’artista francese Jacques Majorelle, oggi sede del Musée Berbère promosso dalla Fondation Pierre Bergé - Yves Saint Laurent, caratterizzata dall’iconico colore blu lapislazzuli e da uno dei giardini botanici più scenografici del Marocco.

In foto: musée Yves Saint Laurent Marrakech, facciata © Dan Glasser

Marrakech, la Majorelle e la cultura berbera sono i cristalli della caleidoscopica visione della moda di Yves Saint Laurent, una moda coraggiosa, anti-convenzionale, travolgente che continua ancora oggi nella nuova identità del brand, rinominato Saint Laurent - privo del nome di battesimo del suo creatore - guidato da Anthony Vaccarello. Il pea-coat, la safari jacket, le smoking, il nude-look, l’ethnic look, il Mondrian dress sono solo alcune della creazioni di Yves che hanno contribuito all’aggiornamento del costume e che ancora oggi influenzano la nostra moda, dal fast fashion all’haute-couture.

In foto: musée Yves Saint Laurent Marrakech, facciata © Dan Glasser

Il progetto di Studio KO non ha potuto non considerare la moda di Yves Saint Laurent come ispirazione. Il nuovo edificio è un volume ricamato in mattoni: gli esterni sono un’opera d’arte di tessitura della materia solida resa leggera e plasmabile come una seta, un’organza o un broccato. Il complesso sistema ad incastro dei mattoni disegna curve e movimenti sulle facciate che ricordano il dinamismo di una creazione YSL. 

In foto: musée Yves Saint Laurent Marrakech, facciata © Dan Glasser

All’interno lo spazio della collezione permanente ospita una collezione di 5000 capi e 15000 accessori d’alta moda disegnati da Yves Saint Laurent. L’allestimento dello spazio museale curato da Christophe Martin è una camera oscura dove i colori e la struttura algebrica degli abiti risaltano tra una variazione di luci ed ombre. 

Per il nuovo musèe Yves Saint Laurent di Marrakech Studio KO ha progettato anche un auditorium capace di trasformarsi in teatro, cinema o camera da musica. Il dettaglio che fa la differenza è la presenza dei balconi laterali superiori, citazione degli antichi matronei, ispirati dal film di Luchino Visconti Senso. Il museo è anche sede di un biblioteca collocata al secondo piano: qui è custodita un’eccezionale collezione di libri rari e antichi sulla storia, sulla letteratura e  sulle arti decorative del Marocco. Ma non finisce qui. Il bookshop del museo è la replica della prima boutique aperta da Yves Saint Laurent a Parigi nel 1966 disegnata da Isabelle Hebey. Alla versione 2.0 non sfugge nessun dettaglio: i muri colorati, i display cases in alluminio, i mobili di Olivier Mougue e le lampade di carta di Isamu Noguchi. Sono invece marmo bianco e legno i materiali di rivestimento di Le Studio Café, ovvero la caffetteria del museo ispirata all’ambiente monastico e ultra-contemporaneo dello studio privato di Yves Saint Laurent al civico 5 di avenue Marceau a Parigi.

In foto: musée Yves Saint Laurent Marrakech, Auditorium, Fondation Jardin Majorelle © Nicolas Mathéus

Lo spazio aperto all’esterno include il disegno di un giardino lussureggiante dove, come in una foresta dipinta da Henri Rousseau, crescono papiri, strelitzie, filodendri e monstere. Il musèe Yves Saint Laurent di Marrakech diventa, in sintesi, il sancta sanctorum di un artista universale che fece dell’abito non solo una moda ma un progetto per abitare il mondo.

www.studioko.fr

www.museeyslmarrakech.com

www.ysl.com

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di Giovanni Carli / 27 Settembre 2017

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