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I 13 musei più belli che hanno aperto quest'anno

I musei si stanno trasformando: ce lo confermano queste proposte culturali innovative e sorprendenti da tutto il mondo

musei-2017
Nicolas Mathéus

Arte, moda, gioco, storia, architettura: tutto si fonde in una nuova concezione culturale nei 13 musei più innovativi aperti nel 2017

Chi l’ha detto che i musei sono noiosi? Chi è ancora rimasto all’idea di musei un po’ polverosi e anonimi con un’infinita e poco attraente parata di opere mal esposte e poco mordente visuale è rimasto drammaticamente indietro nel tempo. La crisi dei musei sembra che abbia trovato una soluzione dinamica e innovativa proprio nei musei che hanno aperto nel 2017 con un fiorire deciso di nuove sorprendenti location dove anche la spettacolarizzazione e il dinamico impianto architettonico contribuiscono ad aggiungere fascino alle opere in mostra. Un design espositivo, a volte pop, a volte minimalista, che si può accreditare anche il merito di intrecciare le collezioni permanenti con la contemporaneità e unire negli ampi spazi espositivi storia, arte e senso del luogo di oggetti a volte provenienti da luoghi geograficamente molto lontani.

Da Abu Dhabi al Marocco, dalla Norvegia al Giappone, dal Sudafrica alla California: ecco i musei che nel 2017 hanno stravolto l’idea di arte e architettura espositiva e ci hanno fatto diventare degli entusiasti museum addict.

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Giappone: le zucche pop del Yayoi Kusama Museum

Il tanto preannunciato e atteso Museo di Yayoi Kusama ha aperto le sue porte il primo ottobre scorso e rappresenta la seconda età dell’oro per la pluripremiata artista giapponese impegnata a creare vigorosamente le sue travaganti e coloratissime opere d’arte. Il museo espone anche i suoi ultimissimi lavori, per un interessante confronto antologica degli svioluppi artistici della creativa. Da segnalare fino a gennaio 2018 la mostra di Yayoi Kusama a Los Angeles, presso The Broad Museum, con l'installazione "Infinity Mirrors

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Foto: © Yayoi Kusama

Danimarca: andiamo a giocare nella LEGO House

A Billund, cittadina natale dei mattoncini di plastica più celebri al mondo è nata dopo 4 anni di lavori la LEGO House, grazie ad un progetto di Studio BIG fondato da Bjarke Ingels, che è letteralmente la manifestazione delle infinite possibilità del famoso mattoncino nato nel 1932, dalla fantasia del falegname Ole Kirk Chrstiansen, che inizia a costruire i primi giochi in legno.La sua architettura vuole rispecchia questa capacità di immaginare e sbizzarrirsi con nuovi mondi come ogni giorno fanno bambini in tutto il mondo. L’edificio riflette in sé i valori del gioco e i mattoncini LEGO sono stati incorporati nell’architettura in modo semplice ma ingegnoso, mostrando la creatività sistematica che sta proprio alla base del gioco.

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Foto: Courtesy of Lego House

Belgio: a Bruxelles moda e design diventano MAD

Il 20 aprile la piattaforma per la promozione del design e della moda ha aperto le porte nella nuova sede sulla piazza del Nouveau Marchè aux Grains nella capitale europea. Prima ancora di avventurarci negli interni, bisogna soffermarci però sulla ristrutturazione dell’edificio ad opera degli architetti di V+ in collaborazione con i designer di Studio ROTOR che hanno creato nel vecchio edificio delle ampie e luminosissime sale perfette per ospitare fashion ma anche grandi opere di design contemporaneo. Un museo tutto da godere con bellissimi spazi, dall’identità precisa e una circolazione fluida per un ambiente votato alla creatività e all’incontro.

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Foto: © Maxime Delvaux

California: il dolcissimo Museo del Gelato a Los Angeles

Per gli icecream addict una visita al Museo del Gelato non può essere procrastinata. Ma anche gli appassionati del designer possono avere una buona ragione per salire sul primo volo diretto verso la metropoli californiana. Anche solo gli interni dell’Ice cream Museum valgono infatti una visita con i loro sorprendenti interni pop. Dopo la sede newyorkese è infatti ora la volta della California di ospitare un’arte freddissima: si va dall'installazione di diecimila “Banana Split”, ad una “Grow House” interamente dedicata alla menta, fino alla “California Room” con la sua giungla di lecca-lecca ormai sciolti. Vitaminico, pop e divertente: il museo 2017 diventa luogo aggregativo e di immaginazione.

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Foto: Courtesy Museum of Ice Cream

Danimarca: il "museo invisibile"

Può un museo riscrivere la storia? Forse no ma certamente può aiutare a dare un senso a drammatici e dolorosi momenti storici. Uno di questi casi è il Tirpitz Museum che, posizionato in un ex bunker nazista, è stato trasformato in un'oasi di cultura grazie allo studio di design BIG. Lo studio danese fondato da Bjarke Ingels ha trasformato infatti questa costruzione bellica voluta da Hitler, in un centro espositivo sotterraneo di 2800 metri quadri, nascosto tra le dune di sabbia della costa occidentale danese con quattro stretti sentieri che formano i passaggi per i visitatori e convergono verso un cortile centrale da cui la luce penetra negli interni attraverso alte vetrate. All’interno tre mostre permanenti e una temporanea, progettate dallo studio olandese Tinker Imagineers raccontano in maniera tecnologicamente avanzata su schermi 4D la storia particolare e a volte drammatica di questa regione.

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Foto: Laurian Ghinitoiu

Spagna: il primo museo di Renzo Piano

È dell’archistar italiana la firma del nuovo museo della Fondazione Botini, la prima costruzione interamente progettata sul suolo iberico è un museo innovativo in grado si offrire ai suoi visitatori oltre 10.000 mq di spazi per mostre temporanee e per la vasta collezione di opere d'arte contemporanea della Fondazione stessa. Ma non solo: l’ampio complesso ha già in programmazione una ricca offerta artistica, culturale ed educativo che porterà ulteriore dinamismo alla città di Santander finalmente in possesso di un luogo privilegiato dedicato alla cultura. L’edificio, circondato da un ampio parco che giunge fino all’oceano, è stato ricoperto da dischi in ceramica e presenta così la caratteristica di cambiare colore in base all’incidenza della luce solare durante il giorno.

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Foto: © Fundación-Botín, Gerardo-Vela, Belén-de-Benito

Qatar: la rosa del deserto di Jean Nouvel

Pre proprio che il piccolo emirato nella penisola arabica punti tutto su cultura e architettura contemporanea: basti pensare al Museum of Islamic Art, al Mathaf Arab Museum of Modern Art e il sito UNESCO di Al Zubarah, tre perle alle quali si va ad aggiungere anche la rosa del deserto di Jean Nouvel. L’edificio infatti si compone di una serie di grandi cerchi ad incastro che evocano i cristalli piatti e circolari della caratteristica formazione rocciosa tipica dei paesi desertici composta da cristalli di gesso. Tra i petali di questo scrigno verrà anche incluso il nuovo museo dell’antico palazzo residenziale degli Al Thani, come un vero ponte tra tradizione e futuro.

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Foto: © Ateliers Jean Nouvel

Giappone: l’onda di Hokusai diventa museo

Un’onda come ispirazione per un museo? È possibile se l’onda in questione è quella di Kanagawa, la stampa più famosa di Hokusai e se gli architetti appartengono al creativo Studio SANAA capace di trasformare l'opera più famosa dell'artista giapponese in un volume irregolare che ospita il nuovo Sumida Hokusai Museum di Tokyo. L’edificio-scultura custodisce infatti le più importanti opere del famoso pittore giapponese Katsushika Hokusai che visse tra il 1700 e il 1800 proprio a Sumida, ora distretto della megalopoli giapponese. Profondamente legato alla sua terra e alle sue tradizioni l’artista fu maestro assoluto dell’ukiyo-e,la tecnica giapponese che consiste nella stampa di coloratissime xilografie con matrici di legno. L’esterno è rivestito con pannelli di alluminio che riflettono il paesaggio circostante mentre gli interni sono composti da stanze autonome conesse da percorsi per una superficie totale di 3.200 mq.

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Foto: Courtesy of Sumida Hokusai Museum

Norvegia: la scatola d’argento di Studio Snohetta

Museo con annesso? Perchè no. Quando gli ampi spazi del museo d’arte dedicato a Jakob Weidemann progettato da Erling Viksjö nel 1964 non sono più bastati ci ha pensato Studio Snøhetta ad aggiungere nuovamente, dopo 22 anni, dell’altra superficie al museo di Lillehammer accostando 50 anni di architettura norvegese in un unico edificio. Il risultato è un museo tutto da visitare con uno dei più curiosi ampliamenti del settore: un’ampia “scatola” di acciaio specchiato lavorato a sbalzo dall’artista norvegese Bård Breivik in grado di integrare arte, architettura e paesaggio.

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Foto: Courtesy of Snøhetta

Abu Dhabi: il museo sotto le stelle

Un’architettura veramente speciale quella del Louvre di Abu Dhabi, il museo parigina nella sua sede emiratina sceglie infatti il design di Jean Nouvel che capatulta le opere d’arte sotto ad una immensa cupola stellata, un luogo d’arte e cultura in un’isola precisamente concepita a questo scopo. Per chi ama il racconto globale dell’arte all’interno di un’architettura contemporanea ma in un paesaggio che assomiglia ai fiabeschi scenari da 1000 e una notte.

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Foto: © Louvre Abu Dhabi, Mohamed Somji

Lo Zeitz MOCAA di Città del Capo

Se siete alla caccia di musei alternativi non potete mancare di visitare questo luogo espositivo sudafricano posizionato in un vecchio silo abbandonato alla periferia di Città del Capo e divenuto il più grande museo di arte contemporanea africana. La sede di Zeitz MOCAA, e anche architettonicamente il vero simbolo di uno presente proiettato verso il futuro ma non dimentico delle proprie radici. Il progetto dello Studio Heatherwick, che non a caso ha scelto infatti di riutilizzare un edificio storico, rappresenta un altro passo verso la cancellazione della vecchia mentalità politica segregazionista in uno dei quartieri che più ha sofferto delle censure culturali del vecchio regime.

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Foto: Iwan Baan

La sorpresa pop del V&A Museum

“Portare il museo in strada e la città dentro il museo”: con questo motto il Victoria and Albert Museum di Londra ianugura l’Exhibition Road Quarter un progetto dello Studio AL_A dell’architetto britannico Amanda Levete con lo scopo dichiarato di stravolgere i classici canoni e museali e dare ad uno dei musei più famosi e visitati del mondo un nuovo volto ben visibile sull’Exhibition Road, l’arteria della cultura di South Kensington, che si prepara a divenire anch’essa area pedonale. Intanto fa assaporare alla cultura con la C maiuscola un assaggio di mondanità grazie alla studiata ma inedita versione on-the-road.

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Foto: ©Hufton+Crow

Il Museo Yves Saint Laurent di Marrakech

La ragione per la quale il Museo Yves Saint-Laurent trova una sua sede in Marocco, dopo l’apertura di quella di Avenue Montaigne a Parigi è presto chiaira nelle parole dello stesso celeberrimo stilista: “l’audacia riconoscibile nel mio lavoro la devo a questo paese, alle sue potenti armonie, alle sua audaci combinazioni, alla sua generosità” Parole chiare che si sono trasformate in fatti o meglio in un edificio architettonico progettato da Studio KO che pare essere un’ode alla storia e alla cultura marocchina. All’interno in un’ambientazione luminosa e minimalista le meraviglie di haute-couture del genio che ha cambiato per sempre la concezione della moda (foto in apertura).

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di Paola Testoni / 21 Dicembre 2017

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