ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Sudafrica, silo abbandonato diventa il più grande museo di arte contemporanea africana

A Città del capo un monumento al passato industriale della città diventa la sede di Zeitz MOCAA, simbolo di uno presente che guarda al futuro senza dimenticare la storia

museo-arte-contemporanea-zeitz-mocaa-sudafrica
Iwan Baan

Sullo storico V & A Waterfront di Città del Capo, nasce il Zeitz MOCAA, il più grande Museo africano dedicato all'arte contemporanea

La presentazione del nuovo Museo Zeitz di Arte Contemporanea (Zeitz MOCAA) a Città del Capo rappresenta un’occasione privilegiata per fare luce sul sistema dell’arte del paese e mostrare come il cambiamento della situazione socio-politica nazionale abbia influenzato fortemente anche il settore artistico e museale.

La grande varietà di culture sudafricane ha visto infatti la sua valorizzazione solo negli ultimi anni, visto che durante l’apartheid le tradizioni e le usanze locali furono sistematicamente ignorate. Un bene artistico che potesse esprimere contenuti politici poteva addirittura rappresentare un pericolo per il suo possessore e la conseguenza fu che per anni l’arte sopravvisse solo operando in clandestinità. Esempi eclatanti di censura governativa furono la distruzione del quartiere multietnico di Città del Capo, il variopinto District Six, e l’abbattimento di Sophiatown, l’area creativa per eccellenza a Johannesburg. Ed è proprio dalla volontà popolare che il Sudafrica sta rinascendo dal punto di vista artistico, strumento importantissimo per mostrare un autentico cambio di immagine sociale.

Dal punto di vista architettonico il paese ha ancora due anime: la prima autoctona risale alle case dipinte del popolo Ndebele e alle tipiche capanne ad alveare delle tribù Kraal e Zulù ora recuperate dalle donne Basotho che decorano le proprie abitazioni con i tipici elementi di pittura litema per augurare buona fortuna mentre le grandi città presentano spesso ancora un’architettura europea lascito della lunga colonizzazione bianca. Un esempio per tutti è sicuramente Pretoria con i suoi severi ed imponenti edifici progettati dal britannico Sir Herbert Baker. Simili sono anche gli edifici della fine del 1800 a Johannesburg: splendidi palazzi di chi aveva accumulato una vera fortuna dallo sfruttamento minerario. Di stile più vario invece il centro di Durban, con edifici compositi, grazie anche alla presenza della numerosa comunità indiana. Sicuramente in tutte le grandi città sudafricane lo stile decò è stato il più utilizzato dagli europei che vi risiedevano.

Tutte le foto: Iwan Baan

Un altro passo dunque verso la più completa cancellazione della vecchia mentalità politica segrezionista, passa dall’arte e la nascita del nuovo museo di Arte Contemporanea deve essere letta in tal senso. Il museo, che aprirà il 22 settembre, sul V&A Waterfront di Città del Capo in un edificio progettato dallo studio londinese Heatherwick, sarà infatti il più grande museo del mondo dedicato all'arte contemporanea africana e alla sua diaspora. Ospitato nell’edificio più alto del paese, il Grain Silo Complex - monumento al passato industriale della città completato nel 1924 e ormai in disuso dal 1990-  il museo con la scelta di riutilizzare un edificio storico, simbolicamente afferma la volontà di non dimenticare il passato ma di saperne utilizzare la memoria per affrontare il futuro.

Il museo gode infatti di una superficie distribuita su nove piani di design custom-made con gallerie e atrio centrale scolpiti letteralmente nella struttura del silos. Seimila metri quadri dei 9.500 totali sono occupati invece dagli spazi espositivi divisi in 80 sale, oltre naturalmente a quelli destinati alla biblioteca, ai servizi e alle aree tecniche, il complesso presenta anche un giardino di sculture posizionato sul tetto che offre una vista privilegiata sull’oceano e sulle montagne di Tafelberg. Il Museo che fin da subito si vuole profilare come un attivo polo culturale ospiterà tra l’altro anche l’Istituto del Costume, della Fotografia e del Cinema. Il Centro nasce da un partenariato tra il V&A Waterfront - luogo storico di 123 ettari ora divenuto hub residenziale, commerciale e leisure che attira fino 100.000 persone al giorno - e Jochen Zeitz, istituzione culturale pubblica senza scopo di lucro.

 

www.zeitzmocaa.museum

www.heaterwick.com

SCOPRI ANCHE:
Città del capo, cosa vedere secondo i locals


di Paola Testoni / 18 Settembre 2017

CORNER

Architettura collection

[Architettura]

Emozione vs. funzione

La nuova architettura organica di MAD Architects parla cinese

Edifici pubblici

[Architettura]

Grattacielo annunciato

A Toronto iniziata la costruzione del The One di Foster + Partners

progetti

[Architettura]

Milano, 3 eventi imperdibili

Moda, cinema e design il weekend più caldo di ottobre è a Milano

Itinerari

[Architettura]

Da città fantasma a...

Insieme a un nuovo nome, la città si prepara per un nuovo destino

progetti

[Architettura]

Lo zen e l'arte del giardino

Il Japanese Garden di Portland è il tempio della pace

green design

[Architettura]

New memorial per Libeskind

Una stella di David contro le forme "razionali" dello sterminio

Architettura contemporanea

[Architettura]

L'osservatorio da abitare

Un nuovo concept a Roccascalegna, perla medievale in Abruzzo

progetti

[Architettura]

Ritorno al futuro a Dubai

Itinerario alla scoperta di una città che ha già un piede nel futuro

itinerari

[Architettura]

Un Museo della Romanità in Francia?

A Nîmes il progetto di de Portzamparc, tra storia e modernità

Musei

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web