ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Un Museo della Romanità in Francia? Ecco come l'architettura dialoga con la storia

L’edificio fluttuante drappeggiato da una toga di vetro plissettato di Elizabeth de Portzamparc

00-museo-della-romanita-nimes-elizabeth-de-portzamparc
Serge Urvoy

 

Nîmes nel 2018 verrà inaugurato il Museo della Romanità, ce lo dovevamo aspettare! infatti ciò che caratterizza questa città è il parallelo tra il contesto storico onnipresente nella vita quotidiana e la grande modernità della città stessa. Un equilibrio prezioso che permette ai suoi abitanti e ai tanti visitatori di vivere un contesto urbano storico che risale, in parte, all'era romana e che si sviluppò poi nel Medioevo e nei secoli seguenti, unendo il rispetto e la conservazione del patrimonio a servizi moderni essenziali allo sviluppo sostenibile del suo territorio e alla qualità di vita dei suoi abitanti.

Gli edifici e gli sviluppi moderni sono stati affidati ad architetti di fama mondiale con lo scopo di perpetuare questo storico dialogo con la città antica e allo stesso tempo affermare la scelta di un'architettura decisamente contemporanea che diventerà a sua volta parte della storia futura. È su questo substrato culturale che si è posta la scelta di un museo che diventi la risposta moderna alle storiche Arene romane ed è proprio su questo punto che ha lavorato Elizabeth de Portzamparc, vincitrice del concorso pubblico, e assegnataria quindi del progetto del Museo della Romanità. Il risultato è un edificio leggerissimo, reso possibile dalla tecnologia attuale, che però è in grado di esaltare i 21 secoli di storia di cui tutta la città si nutre. Nasce così un dialogo tra le arene storiche e questo edificio moderno fatto di complementarietà non solo storica ma anche architettonica: da una parte il volume tondo, scandito da archi romani, dall’altra ‘un edificio quadrato, quasi fluttuante e interamente drappeggiato di una toga di vetro plissettato’ così nelle parole della sua creatrice.

Il nuovo Museo della Romanità progettato da Elizabeth de Portzamparc si colloca all’interno di un progetto di conservazione e recupero di tutta l’area archeologica -rappresentata dall’Anfiteatro, dalla Maison Carrée, dalla Tour Magne e dai resti delle Mura-, e contribuisce a forgiare l'identità di Nîmes. Gli scavi archeologici, nel corso dei secoli, hanno reso possibile la costituzione di una collezione archeologica inestimabile a cui si vanno ad aggiungere le recenti scoperte di una casa romana e di due mosaici eccezionali e perfettamente conservati: tutto ciò ha reso necessaria la costruzione di un luogo in cui conservare il prezioso patrimonio culturale, le fondamenta dell’identità della città stessa. Per questa ragione il Museo della Romanità va oltre la semplice funzione espositiva ma viene concepito come un gateway per la comprensione non solo della città ma anche dell'ampia impronta della civiltà romana nell’area del Mediterraneo.

 

La volontà di stabilire un dialogo architettonico forte tra due edifici distanti 2000 anni, situandosi urbanisticamente al limite tra città medievale e quartieri moderni, si esplicita nella costruzione di un belvedere sul tetto terrazzato del museo che raggruppa nel suo panorama i diversi attori storici di questo dialogo. Ma Nîmes non si ferma ai confini cittadini e il  Museo della Romanità segna un nuovo elemento nella conservazione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di tutta la regione occitana.

 

Il museo che verrà inaugurato nel giugno del prossimo anno, ha già svelato la propria facciata: un drappeggio scenografico in grado di annunciare lo spettacolo in arrivo, leggerissimo e sorprendente capace però di evocare con i tasselli di vetro che lo compongono, l’arte tradizionalmente romana del mosaico. La facciata è infatti costituita da tre strati: il primo in pannelli di cemento cellulare; il secondo in metallo con funzione di isolamento termico e il terzo composto da un rivestimento di tessere di vetro che come una pelle filtrano i forti raggi solari del sud della Francia

www.elizabethdeportzamparc.com

LEGGI ANCHE:

Piazza San Marco rinasce grazie a Chipperfield

Il museo Yves Saint Laurent a Marrakech, ecco perché

 


di Paola Testoni / 13 Ottobre 2017

CORNER

Architettura collection

[Architettura]

Una mela al giorno...

A Cupertino Apple apre il Visitor Center progettato da Norman Foster

edifici pubblici

[Architettura]

Nuovo grattacielo a Milano

Lo skyline della città cambia ancora con Gioia 22, pronto tra 3 anni

progetti

[Architettura]

Il volto urbano nella storia

La mostra di Carlos Garaicoa alla Fondazione Merz di Torino

mostre

[Architettura]

L'architettura della giustizia

Il tribunale di Parigi firmato Piano è aperto e trasparente, come la legge

edifici pubblici

[Architettura]

Il salotto di Hong Kong

Quelle nuove terrazze sul porto di Hong Kong...

Travel

[Architettura]

La tundra in un parco

La Russia si mette a nuovo in attesa dei Mondiali 2018

Travel

[Architettura]

Un hotel da veri bohémien

L'Hotel Pilar in Leopold de Waelplaats ad Anversa

Hotel

[Architettura]

Design e nobiltà

Locanda La Raia: la ricostruzione di un luogo tra Gavi e Novi Ligure

restyling

[Architettura]

Into the wild

Il rifugio mobile per avventurieri testato nella natura islandese

progetti

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web