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Portogallo, l'architettura di specchi che omaggia Álvaro Siza Vieira

Una struttura poligonale che rappresenta un ponte tra natura e arte, il progetto di Studio depA

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Josè Campos

Fuori un gigantesco specchio in grado di riflettere la natura circostante dentro interni neutri per la proiezione di cortometraggi: è nato il Pdiglione Liquido nel Parco del Museo di Serralves in Portogallo

A Porto, nel parco di Serralves, il museo più visitato del Portogallo, è nato un padiglione riflettente utilizzato per lo screening di cortometraggi. Si tratta di un’opera progettata dallo studio portoghese depA, su commissione della Fundação de Serralves all’interno dei lussureggianti 18 ettari di verde che circondano l’istituzione culturale progettata da Álvaro Siza Vieira che comprende oltre al museo di Serralves, anche una villa in stile Art Déco.

Già il museo, commissionato al grande architetto all’inizio degli anni 90 era stato concepito come un progetto che prendesse in considerazione le caratteristiche specifiche della natura del luogo e la necessità di integrazione dell’edificio con il paesaggio circostante. Questa lezione di architettura armonica naturale non è stata dimenticata da Studio depA che ha letteralmente immerso il padiglione nella vegetazione boschiva.

Tutte le foto: Jose Campos

E proprio in questa singolare location, sulla riva del lago al centro del parco, gli architetti portoghesi hanno progettato questo padiglione riflettente che vuole stabilire una relazione diretta con la costruzione del museo di Siza Vieira, inaugurato nel 1999. Il design del padiglione è un poligono irregolare che trae origine dal layout del museo, con una forma che viene spesso ripetuta lungo i sentieri e che pare avere un contraltare nelle caratteristiche paesaggistiche naturali. La forza che pare assumere dallo specchiare la natura circostante, l’edificio poligonale concavo pare poi restituirla moltiplicata allo spazio interno, luogo ideale per la proiezione di cortometraggi, la cui serie viene inaugurata dall’opera dell'artista brasiliano Jonathas de Andrade "O peixe" visibile in questo momento.

Il titolo per l’edificio è stato già trovato, il nome di "Padiglione Liquido", pare infatti perfetto per definire questa struttura rivestita di facciate a specchio che interagiscono vivacemente con il contesto veramente unico del denso fogliame del parco e la superficie riflettente e mobile dell'acqua del lago. Un poligono che pare estrapolato dal suo contesto geometrico per essere impiantato in una natura che lo accoglie generosa e ne cambia così la funzione. In un contesto alterato, come quello di un parco, si compie la trasformazione definitiva di forma e materialità, si distacca dal contesto museale per diventare qualcosa di completamente nuovo e diverso.

All’interno, la superficie riflettente mimetica diventa neutrale e trasforma il padiglione come il luogo ideale per visionare il video che viene proiettato. Grazie alla sua struttura in/out l'interno pieno di colore e luce, fa del padiglione una struttura di passaggio , un vero ponte tra l’ambiente e l'arte che è in grado di contenere e mostrare.


di Paola Testoni / 31 Dicembre 2017

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