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Il Qatar sta diventando uno dei centri mondiali dell’arte?

Nonostante le recenti tensioni politiche il piccolo paese della penisola arabica punta tutto su cultura e architettura contemporanea

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Image © Ateliers Jean Nouvel

Il nuovo museo di Jean Nouvel in Qatar riporta l'attenzione sul piccolo emirato strategicamente posizionato al centro del Golfo Persico, divenuto negli ultimi anni un epicentro mondiale di ricerca e sperimentazione nel campo dell’arte e dell’architettura. Ultima notizia è appunto l’annuncio dell’apertura nella capitale Doha della nuova sede del National Museum of Qatar per dicembre 2018, disegnato da Ateliers Jean Nouvel, autore già presente nella capitale con l’iconico High Rise Office Building. 

Il museo di Nouvel diventerà un’altra punta di diamante della Qatar Museums Authority che include il visionario Museum of Islamic Art di I. M. Pei, il Mathaf Arab Museum of Modern Art e il sito UNESCO di Al Zubarah. Il merito di queste operazioni strategiche è di Sua Eccellenza Sheika Al Mayassa bint Hamid bin Khalifa Al Thani, sorella del sovrano reggente Sheikh Tamin Bin Hamad Al Thani, nominata da Art Review come la persona più influente nel campo dell’arte e inclusa da Time e Forbes tra le cento donne più potenti del mondo. 

Photo courtesy of Qatar Museums

Due fratelli d’oro Al Mayassa e Hamid Al Thani, capaci di costruire in nome di Allah Misericordioso e Compassionevole una nuova immagine moderna del regno per promuovere arte, cultura, un nuovo sistema di educazione e sport (il Qatar ospiterà nel 2022 i Campionati Mondiali di Calcio). Nel mercato dell’arte pare che “nessuno compri quanto il Qatar” e Al Mayassa ha già organizzato le più grandi retrospettive di artisti del calibro di Takashi Murakami, Richard Serra e Damien Hirst.

Images © Ateliers Jean Nouvel

Ma non è tutto oro quello che luccica sulle teste coronate dei fratelli Al Thani, su ogni scelta ricade un pesante prezzo da pagare: poche settimane fa sei paesi musulmani sunniti (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Yemen, Egitto e Maldive, ai quali si è poi aggiunta anche la Mauritania) hanno interrotto, con il beneplacito degli USA, le relazioni diplomatiche con il Qatar accusato di finanziare organizzazioni terroristiche (Hamas ed Hezbollah), di avere rapporti segreti con l’Iran sciita e di appoggiare i ribelli sciiti yemeniti nella guerra contro il presidente internazionalmente riconosciuto Hadi appoggiato dall’esercito saudita. 

L’equilibrio tra gli stati del Golfo Persico, da sempre uniti contro il potente nemico iraniano, risulta alterato dalla diplomazia qatariota che negli ultimi anni si è dimostrata molto attiva ma ambiguamente schierata nell’eterna lotta islamica tra sunniti e sciiti. Al momento il Qatar è isolato e i sopracitati paesi hanno richiesto l’allontanamento dai loro confini dei cittadini qatarioti mentre l’amministrazione Trump gongola.

Image © Ateliers Jean Nouvel

In un clima di forte instabilità politica sembra però che l’arte e l’architettura siano la cura. Il National Museum of Qatar è una scultura metaforica della rosa del deserto, tipica formazione rocciosa sedimentaria dei paesi aridi-desertici composta da un aggregato di cristalli di gesso. 

Photo courtesy of Qatar Museums

L’edificio infatti si compone di una serie di grandi cerchi ad incastro che evocano i cristalli piatti e circolari della rosa del deserto. Il cantiere è in azione e i lavori avanzano con velocità: la recente visita al working site di Sua Maestà guidato dalla sorella, presidente della Qatar Museums Authoirity, è un chiaro messaggio di quanto l’investimento sia una priorità assoluta per fissare il ruolo del Qatar come potenza culturale. 

Photo courtesy of Qatar Museums

Inoltre, operazione insolita per queste latitudini in cui la tabula rasa vince su tutto, il progetto di Jean Nouvel prevede l’inclusione tra i petali del nuovo museo dell’antico palazzo residenziale degli Al Thani, eretto agli inizi del XX secolo da Sheikh Abdullah bin Jassim Al Thani, costruendo così un ponte tra la tradizione e il futuro: le radici della nuova architettura sono indissolubilmente legate alla memoria della dinastia. I corpi del palazzo avranno un ruolo primario uno volta inaugurato il museo in quanto sedi delle Central Exhibition: reperti, reliquie, influenze contemporanee in 40,000 metriquadri sotto la protezione del più nobile fiore del deserto che emerge tra le sabbie spazzate dal vento. A Doha l’arte è una cosa seria.

www.jeannouvel.com

www.qm.org.qa/en


di Giovanni Carli / 27 Giugno 2017

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