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Il museo di Pinocchio di Moon Hoon in Corea, sogno di un appassionato diventato realtà

Un collezionista coreano apre il suo museo, con tanto di trenino, statue e uno stagno, per mettere a disposizione di adulti e bambini tutte le sue bambole del personaggio di Collodi

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Namgoong Sun

Sembra uscito da una favola, il museo dedicato a Pinocchio progettato dall’architetto sudcoreano Moon Hoon, di certo non nuovo alle provocazioni: Pino Familia sorge ai margini di una foresta, al confine nordorientale di Seoul, diviso dalla zona più abitata da un muro voluto dal committente, proprietario anche del vasto terreno su cui sorge. È proprio per assecondare il desiderio di quest’ultimo, ovvero che la sua immensa collezione di bambole e manufatti del personaggio di Collodi fosse finalmente goduta da adulti e bambini, che è stato realizzato questo museo in tre edifici curvilinei rivestiti in metallo, all’interno di vasto cortile erboso che ospita anche uno stagno, un trenino che corre su binari sopraelevati e qualche imponente statua di Pinocchio, qualcuna più alta degli edifici stessi.

 

Tutte le foto: Namgoong Sun

Il primo edificio, Wave and whale, concepito per ospitare la collezione vera e propria, cerca di riprodurre la forma di una balena e di una tempesta che si fondono a formare un’unica entità, seguendo la suggestione della storia di Pinocchio. Organizzato intorno a un cortile circolare aperto, che aprendo le portefinestre può diventare un prolungamento del museo e uno spazio di gioco, ha una forma tubolare curvilinea che ricorda “un feto accovacciato nel grembo materno”, per usare le parole dell’architetto.

Alcune aree a gradini di differenti dimensioni creano uno spazio per la messinscena di spettacoli e altre interattività, per il momento ancora chiuso, mentre la cromia neutra e chiara di pareti e pavimenti contribuisce a far risaltare i colori vivaci delle moltissime riproduzioni del burattino che sognava di diventare un bambino vero.

 

Il secondo edificio, Whale Tale, è invece una costruzione che riproduce, appunto, una balena, e contiene esposizioni dedicate agli altri personaggi della storia. Il doppio ponte sostenuto da colonne in acciaio del ventre sfrutta l’altezza per creare uno spazio in cui avvengono diverse attività, con enormi bambole e tabelloni, mentre la testa contiene un auditorium dall’alto tetto curvo per concerti e film per adulti e bambini.

 

Adiacente allo stagno e al trenino sopraelevato, sorge il terzo edificio, anch’esso con un nome didascalico, come succede nelle fiabe, e una forma antropomorfa che aggiunge un tocco di linearità alla tendenza curvilinea del complesso: Nose Fountain è dotato di una fontana d’acciaio che riproduce esattamente il naso tubolare di Pinocchio e di due piattaforme laterali a fare da orecchie. Finestre ai lati e una vetrata frontale rettangolare creano la suggestione di occhi e bocca.

L’edificio ospita al suo interno un negozio, una caffetteria e alcuni laboratori.

Moon Hoon rivela inoltre che l’ordine in cui sono disposte le finestre vuole ricordare simboli del codice Morse e suggerire alcune semplici parole. Oltre al rumore costante di acqua corrente dato dal getto d’acqua che dal naso dell’edificio si riversa nello stagno sottostante, anche il balcone del secondo piano, che si apre da entrambi i lati, incoraggia la connessione con la natura circostante, un aspetto che è stato fondamentale nella progettazione del museo.

Com’è facile immaginare, le dimensioni curvilinee del tutto inusuali degli edifici hanno richiesto un grande lavoro di progettazione non solo da parte dell’architetto, ma anche dei carpentieri, che hanno dovuto realizzare impalcature precise ed efficienti e sistemare secondo il loro occhio la finitura metallica del rivestimento, che già alla stima preliminare dei costi è stato evidente che non sarebbe mai potuto essere liscio e levigato.

Anche se l’effetto patchwork e l’”artigianalità” del risultato, che ricorda un po’ delle navicelle spaziali futuristiche e infantili insieme, ancora una volta accresce la suggestione di un mondo di favola.

www.moonhoon.com

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di Lia Morreale / 13 Dicembre 2016

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