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A New York la gentrification si misura in... cani

Un articolo del New York Times indaga la presenza e i trend di crescita delle varie razze canine a NY, indicatore cruciale per capire la gentrification in atto

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Photo by Atanas Teodosiev on Unsplash

A New York la gentrification si misura in razze di cani, almeno stando a quanto sostiene il New York Times, che ha fatto le pulci a tutti i cani della Grande Mela, analizzandone presenza e trend di crescita nei diversi quartieri della città. Scoprendo che le razze canine possono diventare un indicatore insospettabile dei cambiamenti in atto nel panorama metropolitano. Simboli a quattro zampe dell’identità di un quartiere, i cani ci raccontano molte cose della personalità e del tenore di vita di chi lo abita, aiutandoci a comprendere meglio la gentrification e talvolta a prevederla. 

Leggi anche del rapporto tra gentrification e lampadine Edison

Un esempio? Quando per le strade cominciano a passeggiare cuccioli di piccola taglia ben agghindati, si può star certi che in quella zona sta per riversarsi un’ondata di cittadini abbienti, con annesso aumento dei prezzi delle case. Insomma più un quartiere è trendy e in ascesa, più piccoli e costosi diventeranno i cani. Prendete il caso del barboncino, sovrano indiscusso dell’Upper East Side. Adesso la razza più soffice e snob di Manhattan sembra puntare a sud: il numero di barboncini registrati tra Chelsea ed Hell’s Kitchen è più che raddoppiato tra il 2012 e il 2016. Un dato che fa il paio con un altro, assai significativo: per la prima volta nel 2013 i prezzi delle case a downtown hanno superato del 5% quelli di Central Park e dintorni.

Ma diamo un’occhiata più nel dettaglio al rapporto simbiotico tra New York e i cani. Dei circa 584 mila esemplari registrati dal New York Times, quelli di razza si aggirano intorno ai 371 mila. A guidare la classifica canina nel 2016 troviamo lo Yorkshire terrier, o Yorkie, il cagnolino mignon perfetto da portare a spasso, magari in borsetta, così come il collega peloso che lo segue a ruota, lo Shih Tzu, che si aggiudica il secondo gradino del podio. Tra il Labrador, terzo, e il pit bull, quinto, due cani ben più grandi e muscolosi, si infila un altro piccoletto amatissimo dalle celebrities, il Chihuahua. A metà classifica spuntano il maltese e il pastore tedesco, mentre a chiudere la Top Ten dei cani più diffusi nella Grande Mela troviamo il beagle, il barboncino e il pomerania. I nomi più gettonati? Max (il capofila), Bella, Coco, Charlie, Rocky e Lola. Ma facciamo insieme un giro della città per scoprire come si sta trasformando la sua anima a quattro zampe (e con essa la sua identità).

Parlando di gentrification, è doveroso iniziare da Brooklyn, il quartiere che nell’ultimo decennio ha conosciuto il boom più eclatante. Qui i prezzi delle case sono saliti da $ 615.000 nel 2012 a $ 995.000 nel 2017, un balzo di quasi il 62 %. Non sorprende allora che le razze miste un tempo prevalenti abbiano ceduto il posto a cani costosi, dal pedegree pregiato, come il bulldog francese, il Jack Russell, il Labrador, ma anche l’elegante levriero afgano da 1.500 dollari, senza contare il solito, onnipresente chihuahua. Una curiosità riguarda il pit bull, ancora fortemente radicato sul territorio. La ragione è presto detta: si tratta di una delle razze più resilienti, e dunque più rappresentate nei canili e rifugi del quartiere. E tra i ceti più abbienti l’adozione va di moda (più 20% nell’ultimo anno): ecco perché molti amanti degli animali portano a passeggio per Williamsburg il loro pit bull, fieri di averlo salvato e accolto in casa.

E veniamo ora a Midtown. Tra Chelsea e SoHo, come detto, fioccano case sempre più care e lussuose, e i cani, nel loro piccolo, si adeguano. Oltre all'invasione dei barboncini, si registra un'impennata di bulldog francesi e una sempre crescente preferenza per razze rare e ricercate. La detronizzazione dell’Upper East Side è vicina? Forse, se consideriamo che tra i motivi che spingono i ricchi a spostarsi a Midtown uno dei più rilevanti è proprio la vita a misura di cane. I vecchi condomini signorili del Museum Mile, coi loro delicati tappeti rossi e lo staff in livrea, possono rivelarsi restrittivi e poco ospitali con gli animali. Al contrario, la nuova edilizia a Midtown è rigorosamente dog-friendly (e non meno elitaria).

E le periferie una volta malfamate? Fino a poco tempo fa attiravano cani più grossi e “cattivi”, come il corpulento Rottweiler, i cui numeri sono calati vertiginosamente in tutta la città, eccetto il Bronx. Nei complessi residenziali dei quartieri bene, del resto, un cane del genere, dalla reputazione pericolosa, non è ben visto. Ma ora anche da queste parti iniziano a scorrazzare gli Shih Tzu, segno che qualcosa è cambiato. E puntualmente ci sono i prezzi degli immobili a confermarlo. Se la vecchia generazione resta fedele ai suoi Rottweiler, Labrador e pastori tedeschi, guardando con sospetto i cagnolini tascabili dei newcomers, presto dovrà inevitabilmente rassegnarsi. La New York violenta e degradata del secolo scorso si è rifatta il trucco ed è facile supporre che seguirà l’esempio di Brooklyn ed Hell’s Kitchen.

 


di Elisa Zagaria / 17 Febbraio 2018

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