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OMA ha costruito una scuola di ingegneria nella Silicon Valley francese

lo studio di Rem Koolhaas realizza fuori Parigi il suo primo edificio scientifico

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Photograph by Vitor Oliveira, Courtesy of OMA

OMA, il leggendario studio di Rem Koolhaas, inaugura oggi il Lab City Centrale Supélec, un edificio che ospita laboratori di ricerca e una nuova scuola di ingegneria per l’università Paris-Saclay. Questo è il primo passo verso la costruzione di una piccola Silicon Valley tutta francese in un quartiere, il Joliot-Curie, il cui ambizioso masterplan è dello stesso studio olandese. L’idea generativa del progetto di OMA è quella di accorciare le distanze (fisiche e culturali) tra università, ricerca e azienda, ospitando i principali player del tech in un unico campus di 22 ettari.

 

Photograph by Philippe Ruault, Courtesy of OMA

 

Photograph by Philippe Ruault, Courtesy of OMA

 

Il progetto di OMA per il polo di ingegneria della CentraleSupélec (università nata nel 2015 dalla fusione tra due eccellenze dell’ingegneria francese, l’Ecole Centrale e Supélec) è visionario e sfida lo status quo. Infatti nell’era della privatizzazione, dove l’architetto si ritrova ad essere uno strumento nelle mani degli urban marketers (come lamenta Gregotti in una recente intervista), OMA si è autoimposta una sfida. Ovvero quella di esplorare una nuova dimensione educativa, sociale e civica in contrapposizione ad un contesto dominato dalla forza dell’immagine, delle forme e dell’impatto visivo.

E il compito sembra essere stato portato a termine con successo, per altro con due plus: sia i tempi di consegna che il budget sono stati rispettati (un caso più unico che raro). Qundi alla prima campanella di settembre i futuri ingegneri di Francia potranno iniziare ad inserire i voti nei loro libretti digitali mentre OMA aggiungerà al proprio palmarès una nuova realizzazione: il suo primo edificio scientifico.

 

Photograph by Vitor Oliveira, Courtesy of OMA

 

Photograph by Vitor Oliveira, Courtesy of OMA

 

Ellen van Loon e Edouard Pervès di OMA hanno progettato questa scuola di ingegneria su una rigida griglia urbana, dove le aule e i laboratori di ricerca sono ospitati in blocchi indipendenti.  Alcuni volumi sono più alti di altri, su di essi la copertura è costituita da tetti giardino e terrazze. Invece i blocchi che ospitano le aree pubbliche della scuola, i corridoi e la piazza coperta interna, sono illuminati dall’alto dalla luce naturale grazie a una copertura traslucida e trasparente. Tratto caratteristico del complesso è un ampio corridoio che corre lungo la sua diagonale con la funzione di collegare la scuola di ingegneria al resto del campus.

 Ellen van Loon, partner-in-charge di OMA ha dichiarato: "L'aspetto più interessante di questo progetto è stato quello di inventare un nuovo concetto spaziale per una scuola di ingegneria leader a livello mondiale, in un momento in cui molte discipline scientifiche devono mescolarsi e collaborare vigorosamente tra loro per fare in modo di restare competitivi".

 

Photograph by Vitor Oliveira, Courtesy of OMA

 

Photograph by Vitor Oliveira, Courtesy of OMA

oma.eu/

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di Pietro Terzini / 31 Agosto 2017

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