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OMA inaugura a Rotterdam Timmerhuis, imponente edificio modulare a pixel

Lo studio di Rem Koolhaas ha ultimato una nuova costruzione in vetro e acciaio progettata all'insegna della massima efficienza e versatilità

OMA, lo studio di architettura di Rem Koolhaas, ha ultimato a Rotterdam una nuova costruzione in vetro e acciaio multifunzionale e green: la Timmerhuis, commissionata dalla città olandese e inaugurata l’11 dicembre scorso. Il progetto consiste in un edificio modulare di quasi 50.000 mq le cui cellule sovrapposte formano due specie di ziggurat che arretrano rispetto alla strada. Compatto e quasi monumentale visto dal Coolsingel, l’arteria principale di Rotterdam, il nuovo complesso si rivela trasparente e accogliente visto dal building preesistente della Stadstimmerhuis che lo circonda su due lati.

Costruita sfruttando un sistema strutturale innovativo, la Timmerhuis è stata progettata all'insegna della massima efficienza e versatilità. Al suo interno, oltre a una serie di servizi comunali e al nuovo museo cittadino, ospiterà uffici, appartamenti con giardini pensili, diverse unità commerciali e un parcheggio. Tutte le superfici abitabili sono state concepite in modo da cambiare facilmente la propria destinazione d'uso. Al livello della strada la struttura presenta un ampio spazio aperto e dinamico disegnato per interagire con la città.

Punto di forza della Timmerhuis è la sostenibilità. I due grandi atri, che agiscono come polmoni, sono collegati a un sistema di climatizzazione che memorizza il calore in estate e il freddo in inverno e li rilascia sotto forma di aria calda o fredda quando viene richiesto. La facciata, realizzata con parete a tripli vetri, utilizza un isolante traslucido hi-tech che permette un’efficienza energetica senza precedenti.

Afferma Reinier de Graaf, responsabile del progetto per OMA: «La Rotterdam di oggi è un insieme delle convinzioni architettoniche che si sono succedute nel tempo: il modernismo della ricostruzione post-bellica; l'umanesimo degli anni settanta; il postmodernismo degli anni ottanta; i grattacieli e la città compatta degli anni novanta e una sorta di "liberi tutti" del nuovo millennio. Piuttosto che essere l'ennesima affermazione in questa storia di pianificazioni affollata e un po’ caotica, la massa fluida e apparentemente improvvisata della Timmerhuis media tra gli edifici esistenti che la circondano e funge da eco dello stato d’animo della città».

www.oma.eu

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di Paola Testoni / 14 Dicembre 2015

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