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Aspettando gli Oscar, le 15 case più belle del cinema

Occhi puntanti su Hollywood per celebrare gli Academy Awards vi accompagniamo in un tour delle case e ville più spettacolari e intriganti del grande schermo

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GettyImages

La notte più importante e attesa di Hollywood e del mondo del cinema si avvicina: il 26 febbraio a Los Angeles, al Dolby Theatre, si celebra l’89ª edizione degli Academy Awards, i cosiddetti Oscar.

Chi vincerà l’ambita statuetta?
Che spettacolo e sorprese ci riserverà il presentatore e comico Jimmy Kemmel?

Sono giorni cinematografici effervescenti, tra scommesse, pronostici e attesa per le star sul red carpet. E non solo gli Oscar, ma sempre a Los Angeles si assegneranno, la sera prima, il 25, i Film Independent Spirit Awards, senza contare la farandola di cocktail e party offerti dalle varie major in città nella settimana.

Celebriamo anche noi il cinema, rivedendo insieme le location, le ville e le case più belle del cinema, in una carrellata di film ed epoche, tra pietre miliari della storia dell’architettura, Maestri, costruzioni spettacolari e storiche dimore sul Lago di Como.

Sotto i riflettori Los Angeles, scenografia indiscussa di titoli e architetture cult, dalle opere di Frank Lloyd Wright al modernismo, nonché protagonista indiscussa di questi Oscar con “La La Land” - il film delle nomination da record di quest’anno – 14, come solo per “Titanic” ed “Eva contro Eva”. Partiamo quindi proprio da L.A. la città per eccellenza del cinema e delle stelle dell’architettura.

Ennis Brown House ©GettyImages

Posto d’onore spetta alla monumentale Ennis Brown House di Frank Lloyd Wright, completata nel 1924 sulle colline di Los Feliz. Ispirata alle costruzioni Maya, ha ospitato più di 30 film e telefilm, da “Female “(1933) di Michael Curtiz a “Black Rain” (1989), da “Il Giorno della Lucusta” (1974) a “Blade Runner” e la serie televisiva di David Lynch “Twin Peaks”. Oggi la Ennis House è di proprietà del miliardario Ron Burkle, fondatore della Burkle Foundation e membro della Frank Lloyd Wright Conservancy-

Wright è sempre piaciuto alla macchina da presa: per esempio “Scandalo al Sole” di Delmer Daves del 1955 è ambientato nella sua Walker House a Caramel, sempre sulla costa californiana, e addirittura Alfred Hitchcock si fece costruire una casa ispirata alle sue linee.

Sean Connery si rilassa nella Erold House sul set di 007, tra una ripresa e l'altra ©GettyImages

A vantare una carriera cinematografica fortunata sono anche i progetti di John Lautner, formatosi proprio con Wright, come la celebre Elrod House di “Agente 007 - Una cascata di diamanti”.

Sheats Goldstein Residence ©GettyImages

Sheats Goldstein Residence ©GettyImages

Sempre di John Lautner lo Sheats Goldstein Residence visto ne “Il Grande Leboswki” dei fratelli Coen, con Jeff Bridges incorreggibile perdigiorno nei panni di The Dude.

Chemosphere ©GettyImages

Ma di Lautner passa alla storia del cinema e dell’architettura soprattutto la Chemosphere, che come un UFO si distingue lungo l’affascinante percorso della Mulholland Drivesulle colline della città: oggi di proprietà dell’editore Benedikt Taschen, è protagonista di “Omidicio a Luci Rosse” di Brian De Palma con una giovanissima Malanie Griffith.

Costruita nel 1960, ai tempi fu definita “la casa più moderna al mondo”.

Fu progettata per Lauren Malin, giovane ingegnere di aeromobili, sfidando la location impervia in cui si erge (una pendenza di 45°) e le minacce del terremoto della regione, e proprio ricordando le forme di un UFO.

Lovell House ©GettyImages

Lovell House ©GettyImages

Un’altra star di cinema e architettura è il residence Lovell House di Richard Neutra, davanti alla macchina da presa del noir “L.A Confidential” con Russell Crowe e Kim Basinger e di “Beginners” di Mike Mills con Ewan McGregor. Del 1929, tra modernismo californiano e stile internazionale, è ritenuta un monumento della storia dell’architettura e punto di svolta della carriera di Neutra.

Glass House

Una scena del film "Prigione di vetro" ©GettyImages

Sempre a Los Angeles, ma a Malibu, si staglia la casa “gotica” di George Daniel Wittman e Hagy Belzberg immortalata nel thriller “Prigione di Vetro”.

Californication House ©One Fine Stay

E a Venice Beach ecco la residenza dello scrittore dissoluto Hank Moody interpretato da David Duchovny nella serie TV Californication: la Californication House appunto, dell’architetto losangelino contemporaneo David Hertz FAIA, progettata secondo gli ultimi dettami dell’architettura sostenibile.

Una scena del film Hollywood Party ©GettyImages

E per finire con L.A., non si può non ricordare la villa con interni di design (come la Swan Chair di Arne Jacobsen) protagonista della surreale festa del film “Hollywood Party” di fine anni ’60 di Blake Edward con Peter Sellers, con l’escalation finale degli ospiti tutti in piscina con gli elefanti!

Passando in Italia, il Lago di Como vanta una carriera cinematografica altrettanto stellata.

Villa del Balbianello ©GettyImages

La location e i panorami mozzafiato della celebre scena finale di “Guerre Stellari II - L’attacco dei Cloni”, con il bacio nella loggia tra Padmé e Anakin?

Si tratta di Villa del Balbianello a Lenno, costruita a fine ’700, poi di proprietà dell’esploratore Monzino e oggi parte del FAI e visitabile la maggior parte dell’anno: unica la posizione e la natura del luogo, sulla punta di un istmo sul lago e giardino verticale - nel film si chiama Varykino e fa parte della “regione dei laghi” del pianeta Naboo.

Villa del Balbianello appare anche in “Casino Royale” del 2006 con Daniel Craig e la Bond girl Eva Green, ma trasformata per l’occasione in una clinica. E James Bond torna sul lago anche alla fine del film, ma a Villa la Gaeta a San Siro, Alto Lario: bizzarra dimora ispirata a un castello medievale e circondata da 4000 metri quadrati di parco, progettata dai fratelli Adolfo e Gino Coppedè nel 1921.

Villa Oleandra

La cricca di “Ocean Twelve” sceglie invece Villa Oleandra (residenza privata - e blindata - di George Clooney) a Laglio e Villa Erba a Cernobbio, gioiello architettonico di fine ’800 affacciato sul lago, che fu residenza di vacanza della famiglia Erba e oggi ospita eventi fieristici di fama mondiale. Antichi affreschi, soffitti intarsiati e stanze di ispirazione manierista per un’altra nota cinematografica: il regista Luchino Visconti - figlio appunto di Carla Erba - che qui ha trascorso parecchie estati, ha tratto ispirazione da questi ambienti per le scenografie dei suoi film.

Villa d'Este

E sempre a Cernobbio, non si può non citare Villa d’Este, costruita nel 1568 dal cardinale Tolomeo Gallio su disegno di Pellegrino Tibaldi, oggi uno dei più prestigiosi hotel al mondo per eleganza e fascino del contesto. Il suo meraviglioso parco, con l’inconfondibile ninfeo decorato a mosaico con ciottoli policromi, ha ospitato le riprese di “L’Ombra del Sospetto” del 2008, con Antonio Banderas, Liam Neeson e Laura Linney.

Una scena del film "Il Gattopardo" ©GettyImages

La sequenza del ballo de Il Gattopardo a Palazzo Valguarnera ©GettyImages

E a proposito di Luchino Visconti ricordato prima, vi chiederete l’ambientazione dell’indimenticabile sequenza del ballo di “Il Gattopardo”. Siamo a Palermo, a Palazzo Valguarnera Gangi, magnificente dimora nobiliare tardo-barocca.

Villa Curzio Malaparte ©GettyImages

In Italia, da non dimenticare la villa a Capri di Curzio Malaparte, studiata dallo scrittore insieme all’architetto Adalberto Libera nel 1939, capolavoro del razionalismo italiano: co-protagonista, accanto un’esplosiva Brigitte Bardot, di “Il Disprezzo” di Jean Luc Godard

Villa Necchi Campiglio a Milano ©Archivio FAI

Villa Necchi Campiglio a Milano ©Archivio FAI – Foto di Giorgio Majno

E, a Milano, Villa Necchi Campiglio di Piero Portaluppi, che diventa la dimora della famiglia Recchi in “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino con Tilda Swinton, oggi casa-museo del circuito FAI: degli anni 30, è un progetto chiave di Portaluppi, tra linee déco e l’adesione al nascente razionalismo.

Una scena del cortometraggio One Week

E concludiamo questo tour virtuale tornando agli albori della storia del cinema e ancora a Hollywood, con un’immagine in bianco e nero dagli anni 20, dal cortometraggio “One Week”: la leggendaria, spiazzante “casa-fai-da-te” costruita dal novello sposo Buster Keaton in 1 sola settimana, appunto!


di Caterina Lunghi / 23 Febbraio 2017

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