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Cosa c'entra il nuovo padiglione della Serpentine Gallery con l'Africa

La struttura realizzata dall'architetto Diébédo Francis Kéré si ispira alle sue origini, portando a Kensington Garden una struttura che si ispira all'albero, punto d'incontro dei villaggi africani

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Il nuovo Serpentine Pavilion progettato da Diébédo Francis Kéré e ispirato ad un albero africano sarà tra i giardini londinesi di Kensington quest'estate. (Foto: Serpentine Gallery)  

Ora in fase di realizzazione, il nuovo Serpentine Pavilion porterà entro l'estate un enorme disco in legno chiaro galleggiante sopra una base di sottili doghe blu elettrico ai Kensington Gardens di Londra.

Questa, è la visione di Diébédo Francis Kéré, il primo architetto africano ad essere stato scelto per progettare il padiglione annuale della Serpentine Gallery. Le sue origini, (Kéré proviene dal Burkina Faso) influenzeranno fortemente il design della struttura di quello che lui chiama già "albero". "L'albero è sempre stato il punto più importante nel villaggio in Africa dal quale provengo", spiega."Era qui che le persone si riunivano sotto l'ombra dei suoi rami per discutere e prendere decisioni di qualsiasi genere e importanza. Voglio dare al Serpentine Pavilion lo stesso ruolo e funzione. Un rifugio aperto che crei un senso di libertà e di comunità per chi lo visita".

Foto: Serpentine gallery

E mentre l'albero (quello vero), è spesso la soluzione per ripararsi dal sole cocente dell'Africa occidentale, questa volta Kéré ha contestualizzato la sua chioma al meteo londinese, creando un sistema di incanalamento della pioggia tramite un'apertura centrale, dove un anello d'acciaio sottile posto alla base raccoglierà le gocce e le veicolerà all'esterno.

La parte inferiore dello spazio, sarà parzialmente chiusa da una serie di pareti curve blu elettrico, formate da blocchi di legno sfalsati e uniti tra loro in modo da formare tanti triangoli posti uno accanto all'altro. "Questo è un chiaro riferimento ai pattern dei capi d'abbigliamento indossati dai giovani africani del suo villaggio d'origine, durante i giorni di festa", spiega Kéré.

Foto: Erik-Jan Ouwerkerk

L'architetto, che negli anni si è costruito una reputazione internazionale per la progettazione di strutture in Africa a bassissimi costi di realizzazione, avvalendosi per la maggior parte di mattoni di fango e telai in acciaio leggero, sovvenziona i lavori architettonici che continua a realizzare nel suo Paese grazie alle commissioni che riceve in tutta Europa.

Con una mano, tra i tanti progetti “occidentali” disegna boutique per il brand di calzature Camper, installazioni di tunnel di cannucce colorate alla Royal Academy (nel 2014) e prende parte alla Biennale di Venezia dove presenta il suo progetto per il nuovo edificio del parlamento in Burkina Faso. Con l'altra, continua a costruire scuole, centri sanitari e biblioteche in India, Mali e Yemen, oltre a un campus educativo in Kenya, nel villaggio dove il padre di Barack Obama è nato.

www.serpentinegalleries.org

www.kere-architecture.com


di Valentina Mariani / 22 Febbraio 2017

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