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Palmira e le altre, i siti archeologici distrutti dall'Isis

Templi, statue, chiese, bombe: ecco tutto il patrimonio storico e artistico che la guerra dello Stato Islamico ha distrutto per sempre

palmira-isis-monumenti
Getty Images

Le immagini dei miliziani dell’autoproclamato Stato Islamico intenti a devastare siti archeologici del Medio Oriente hanno fatto il giro del mondo negli ultimi anni. Tra le atrocità di guerra, questa è senz’altro peculiare. Bollata all’inizio come inspiegabile barbarie, e poi riconosciuta dagli analisti come volontà iconoclasta contro idoli pagani pre-musulmani, la pratica dell'Isis di distruggere i monumenti ha colpito nel profondo il mondo occidentale.

Leggi anche: Che ne è dei siti archeologici devastati dalle guerre in Medio oriente?

 

La stranezza, per così dire, è che si tratta di “idoli” che nessuno più adorava in quanto tali, ma che rappresentano piuttosto le vestigia di civiltà in buona parte morte e sepolte, patrimonio comune, umano. Nonostante clamorosi scivoloni, come la riduzione in briciole di statue nel Museo di Mosul, rivelatesi poi essere copie in gesso degli originali di Baghdad, non è scevro da tale pratica un certo ritorno economico. I reperti, sminuzzati per essere più facilmente trasportati, sono stati in larga parte venduti al mercato nero dell’arte, finanziando la guerra. Forse anche così si spiega la sistematicità altrimenti anacronistica con cui l’Isis ha voluto cancellare dalla faccia della Terra il passato dell’umanità. Quali sono, dunque, i monumenti andati perduti? Eccoli qui.

Palmira

Palmira è di certo il sito più eclatante, quello che tutti abbiamo visto in tv e del quale ci sentiamo maggiormente depredati. Forse perché in parte rovine romane alle propaggini dell’impero, forse perché straordinariamente conservate. In circa due anni di occupazione (dal 2015 al 2017) i danni al sito archeologico di Palmira sono stati ingenti. Del tempio di Baal (con propilei, colonnati e porticati) non rimane che l’ingresso. Stessa sorte per il gigantesco leone, animale sacro alla divinità preislamica Allat, nonché per il tempio di Baalshamin, divinità canaanita. Quanto alle rovine romane, sono il tetrapilo di Diocleziano (un gruppo formato da un quadrato ai cui angoli si innalzavano quattro colonne), lo splendido teatro e l’Arco di Trionfo i caduti più illustri.

Ninive, Nimrud e Hatra

Tre le città assire colpite dalla furia dell’Isis. Si tratta di Ninive, Nimrud e Hatra, situate nei pressi di quella mezzaluna fertile che è stata la culla della civiltà mesopotamica. A Ninive sono state distrutta le antiche mura cittadine, risalenti a 1800 e 1500 anni fa. A Nimrud è stata denunciata la distruzione sistematica delle Ziggurat, ovvero le torri templari, con martelli, bulldozer ed esplosivi. Infine, ad Hatra, città fiorente dell’impero partico tra il II e il I secolo AC, sono state danneggiate numerose statue.

Tutte le foto: Getty Images

Mosul

Non lontano da Ninive, sorge Mosul. Oltre alla già citata distruzione delle copie in gesso di statue del museo, l'Isis ha distrutto manoscritti di grande valore presso la biblioteca, raso al suolo la moschea dedicata al profeta Giona (quello che finì nel ventre della balena), la presunta tomba del profeta Daniele (già sopravvissuto alla fossa dei leoni), nonché la grande moschea di Al Nuri, col suo caratteristico minareto inclinato. Completano l’opera la distruzione della Porta di Dio, accesso a Ninive da Mosul, e quella della fortezza del XII secolo Pash Tapia, ancora più assurda in quanto il castello era sfornito di statue e mausolei.

Dur-sharrukin

A venti chilometri circa da Mosul, anche il sito archeologico di Dur-sharrukin ha subito prima il saccheggio e poi la demolizione di quanto rimaneva. Capitale assira dal 722 al 705 a.C., vantava antichi rilievi in pietra, nel palazzo di Sargon II, in un’area quadrata circondata da una cinta muraria di 24 metri, con 7 grandi porte.

Tal Ajaja

Nel nordest della Siria, anche Tal Ajaja è stata presa d’assalto. Non accontentandosi di eliminare quanto già si conosceva, i miliziani hanno scoperto nuovi reperti inestimabili (come tavole di cuneiformi) durante gli scavi per realizzare tunnel a profondità mai toccate, che ora sono pieni di frammenti. Nel complesso, si calcola che il sito sia stato distrutto per il 40%.

Tikrit

Nel 2014, l’Isis ha demolito anche la Chiesa verde di Tikrit, in Iraq, una delle più antiche del medio oriente, poi convertita in moschea.


di Stefano Annovazzi Lodi / 12 Febbraio 2018

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