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A Copenhagen il waterfront è firmato. Da uno dei più famosi architetti giapponesi

Kengo Kuma si aggiudica la gara per la costruzione di un centro culturale nel pieno centro della capitale danese

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Kengo Kuma sbarca a Copenhagen, e attracca nel porto più centrale della città, quello di Paper Island. Perché? Per rifarlo, naturalmente!

Dopo aver progettato l’Hans Christian Andersen a Odense, l'architetto giapponese punta dritto al cuore della capitale. Aggiudicandosi, con la collaborazione di Cornelius Vöge, Søren Jensen e Niels Sigsgaard, una competizione internazionale, la costruzione di un centro culturale, di leisure e sport di circa 500000 metri quadri. Il progetto rientra nella più ampia messa a nuovo dell’isola, liberata nel 2012 da un’industria di stampa (da cui il nome) e il cui masterplan è stato affidato a COBE.

Immagine: Luxigon

Rispondendo proprio alle linee guida dettate da COBE, il complesso progettato da Kengo Kuma si presenta come una serie di volumi piramidali che però non presentano una facciata elettiva, ma che invece permettono l’accesso su ogni lato. Sfruttando la posizione ad angolo, la vista può perdersi sul mare dall’interno dell’edificio e dalle terrazze, per sfumare il confine tra terra e acqua.

Immagine:  KENGO KUMA & ASSOCIATES, INC.

Situato non lontano dall’isola libera di Christiania, con vista sull’Opera house di Henning Larsen, il porto di Paper Island è separato dal centro della capitale danese da un braccio di mare su cui è in costruzione un ponte, ed è circondato dagli edifici più antichi. Un’occasione unica per fare la storia della città. Ma, come sottolinea l’architetto, l’idea non è semplicemente di aggiungere un edificio a se stante allo skyline, ma di rendere omaggio a una delle ricchezze di questa terra, cioè il mare.

Immagine:  KENGO KUMA & ASSOCIATES, INC.

“La nostra proposta di design si sforza di offrire le diverse esperienze dell’acqua in vari stati e condizioni che fanno appello ai sensi umani, come il gioco di luce e ombra, il vapore, le onde”.

Immagine:  KENGO KUMA & ASSOCIATES, INC.

Inevitabile, quindi, che nel progetto rientrino piscine interne ed esterne, che si snodano lungo le pareti, fino a una sorta di grotta con tanto di cascata. Inevitabile, soprattutto, la costruzione di un nuovo harbour bath, area ricreativa tradizionale che si aggiunge alle quattro omologhe già presenti nella città.

L’idea progettuale gioca sulla dicotomia positivo/negativo dei volumi. Le strutture coniche sono come spinte e tirate in orizzontale e verticale, creando altezze e vuoti. Sono proprio gli interstizi tra di essi a generare lo spazio per la piscina a cielo aperto dai contorni molto suggestivi in cui si introiettano i tronchi conici.

La struttura vedrà un ampio utilizzo di mattoni a vista, come da tradizione locale, realizzati però in varie gradazioni di opacità e trasparenza. Pareti forate permetteranno alla luce di filtrare e, di notte, di illuminare il mare, promettendo di diventare uno dei nuovi simboli della Danimarca.

Immagine:  KENGO KUMA & ASSOCIATES, INC.

www.kkaa.co.jp 


di Stefano Annovazzi Lodi / 2 Gennaio 2018

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