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In Cina il museo che racconta la ceramica come fosse il primo amore di un adolescente

Il SanBaoPeng Art Museum progettato da DL Atelier è un museo a scelta multipla, dove a ogni percorso corrisponde una storia diversa

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© Haiting Sun

Una corte dall’atmosfera zen, in cui  in architettura e natura si incontrano, per iniziare la visita del nuovo San Bao Peng Art Museum disegnato dallo studio cinese DL Atelier 

“Girovagando per questo museo ne percepiamo la potenza gentile degli spazi, intrisi di tranquillità e pace” così gli architetti cinesi Liu Yang e Xu Dan di DL Atelier descrivono il loro ultimo progetto, costruito nel villaggio di San Bao vicino a Jingdezhen, la capitale cinese della porcellana.

Il nuovo San Bao Peng Art Museum nasce al centro di una stretta valle montana lungo un fiume, sulle cui rive si produce porcellana da migliaia di anni. Il nuovo edificio con le sue forme geometriche pure contrasta nettamente con la natura circostante, portando avanti il tradizionale gioco tra artificiale e naturale tipico delle arti orientali.

"All'inizio i nostri interessi erano più concentrati nel raccontare storie di artisti e creazioni piuttosto che nel progettare un museo egoriferito" ci raccontano. "Dopo esserci confrontati con questi artisti, abbiamo scoperto che il rapporto con le loro creazioni è un po' romantico, come il primo amore tra ragazzi, fatto di sondaggi indiretti, esplorazioni, negoziazioni e manovre sottili. E la trasformazione nel forno della ceramica è un processo pieno di incertezze, fatto di prove ed errori, esplorazione, compromessi tra il designer e la sua creazione: per questo non è esagerato dire che la relazione è piuttosto romantica. Pertanto, nel nostro progetto abbiamo voluto costruire uno spazio interattivo per incoraggiare la comunicazione reciproca tra i visitatori e lo spazio, sia emotiva che comportamentale. Abbiamo tentato di creare uno spazio con un senso di mistero per innescare sensazioni e stimoli psicologici. In un'immaginazione selvaggia, l'architettura può agire come intelligenza artificiale per comunicare in silenzio attraverso gli spazi.!

© Haiting Sun

L’edificio si sviluppa linearmente lungo il fiume per 150 metri, ma al suo interno il flusso delle visite non è progettato in maniera lineare. Al visitatore è data la possibilità di muoversi liberamente, sperimentando un proprio percorso che lo porti ad entrare in sintonia con se stesso e con l’architettura, attraverso il susseguirsi di spazi zen dalla forte atmosfera contemplativa. "Un edificio a scelta multipla" lo definiscono gli architetti, in cui scelte diverse portano ad esperienze diverse, e in cui ogni percorso è una storia tra i visitatori e l'architettura, mista a scoperta, attesa, ansia, delusione e gioia.

© Haiting Sun

Le pareti di questi spazi sono in terra cruda battuta e danno la sensazione di crescere direttamente dal suolo. L’edificio prende così le sfumature rosse della terra locale e si mimetizza nella valle, nonostante le sue forme geometriche e la sua imponente dimensione. 

L’edificio è fatto principalmente di argilla e di travertino, materiali naturali e locali che verranno erosi dal tempo, dando al museo un aspetto unico e sempre in mutamento come si addice ad una poetica opera di land art.

© Haiting Sun

www.dl-atelier.com


di Eugenia Murialdo / 17 Novembre 2017

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