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4 storie d'amore per San Valentino ad alto contenuto di architettura

Per il giorno degli innamorati ripercorriamo attraverso 4 commoventi omaggi gli amori di Le Corbusier, Vignelli, Ridolfi e Mendini.

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GettyImages

Non più solo muse ma compagne, amiche, amanti, colleghe. Comunque le si voglia etichettare, le donne hanno perso la propria natura divina ma non la capacità di ispirare il lavoro degli artisti (e degli architetti).

Con l’avvicinarsi di San Valentino, il giorno degli innamorati, è proprio dell’amore che vogliamo parlare. L’amore di 4 architetti per le proprie compagne di vita e di lavoro, donne dotate e indipendenti che poco hanno a che fare con le figlie di Zeus ma che hanno saputo giocare un ruolo fondamentale nella vita (privata e lavorativa) dei propri compagni. Tanto che questi ultimi hanno dedicato loro libri, dimore, pezzi di design.

Le Cabanon Roquebrune-Cap-Martin, France, 1951

La musa.

Primo tra tutti Le Corbusier. La sua storia del suo Cabanon è su tutti i manuali di architettura. Giunto con la moglie moglie Yvonne a Cap Martin, in Costa Azzurra, per trascorrere le vacanze e godersi un momento di riflessione, conosce Thomas Rebutato, proprietario della piccola osteria L’Etoile de mer dove l'architetto e la compagna diventeranno clienti abituali. È qui, a un tavolino del caffè, che il 30 dicembre 1951, in poco meno di un'ora, Le Corbusier disegna lo schizzo di un capanno, un rifugio a pochi metri dal mare il cui pensiero diventa regalo di compleanno per la moglie, modella originaria di Monaco con cui l'architetto vive una storia d'amore controversa fatta di complicità al limite della dipendenza reciproca ma anche di tradimenti. Fonte d'ispirazione indiscutibile per Le Corbusier, Yvonne incarna l'ideale di complicità amorosa, tuttavia, dal punto di vista lavorativo, la modella poco ebbe da condividere con l'architetto. Parla da sola, a tal proposito, la voce secondo cui gli proibì di parlare di architettura a tavola. 

Designed by: Lella Vignelli, Massimo Vignelli

La collega.

Compagni di vita e compagni di lavoro, raccontano una storia completamente diversa Massimo e Lella Vignelli. Sposati giovanissimi (26 anni lui e 23 lei) vivono una vita simbiotica tra Stati Uniti e Italia dove fondano insieme il loro studio di design prima e la Vignelli Associates dopo. Nell’atto creativo di Massimo, Lella era l’occhio critico, la coscienza profonda. E di questo l'architetto ne era ben consapevole. È pensando a lei che Vignelli scrive “il ruolo che le donne architetto, o designer, hanno svolto in collaborazione con i propri mariti o compagni non ha ricevuto sufficiente considerazione”. Queste le parole dell'architetto nel volume Design by Lella, un toccante omaggio di Vignelli alla compagna di una vita, fonte di ispirazione non solo per lui ma anche per le donne designer di tutto il mondo che rivendicano con forza i meriti del proprio lavoro.

Cavatappi Anna G., Alessandro Mendini per Alessi

L'amica.

Diversa forma d'amore, ma indubbiamente sempre di amore si tratta, è l'amicizia. Parliamo di quella tra Alessandro Mendini e la designer e amica Anna Gili. Sono i tratti del suo volto, il suo caschetto di lucenti capelli neri, a ispirare una delle più iconiche creazioni di design di Mendini: il cavatappi Anna G.

“Ricordo quando, da bambino, a tavola mia nonna apriva una bottiglia di vino. Mi ha sempre ricordato una piccola performace, una sorta di balletto” racconta Mendini. “È sulla scia di quel ricordo che ho deciso di dare all'oggetto una forma antropomorfa. Ho fatto il disegno di una ballerina, una figura femminile. Risultò subito evidente che avevo inconsciamente realizzato un ritratto di Anna”

Casa Lina, Marmore (Terni)

La compagna.

È grazie all'amore profondo infine, che l'altro diventa sinonimo di famiglia. E cosa, più della casa, incarna l'unità famigliare? Concludiamo quindi raccontando Casa Lina, la dimora che l'architetto Mario Ridolfi progettò per sé e la moglie Adelina in località Marmore. Affettuosamente denominata col nomignolo della compagna, è il rifugio dove il maestro ha trascorso gli ultimi anni di matrimonio e di vita, terminata tragicamente nel 1984. L'enorme sforzo progettuale che caratterizza Casa Lina racchiude in sé il grande amore per la moglie e la volontà dell’uomo di creare un luogo speciale per gli affetti protetto di mondo. La propria casa.


di Chiara Chioda / 17 Gennaio 2017

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