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L'auditorium di Shigeru Ban che cambierà il destino della periferia di Parigi

La Seine musicale, l'ultimo progetto dell'archistar giapponese, qui insieme a Jean de Gastines, e uno sguardo alle prossime sfide

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© Didier Boy de la Tour

Si ispira a un vascello adagiato nelle acque della Senna, anche se i parigini l'hanno già ribattezzato “l’uovo”, l'ultimo avveniristico progetto firmato Shigeru Ban, una cittadella della musica incastonata sulla punta dell’île Seguin, nella periferia ovest della capitale francese. La Seine Musicale (questo è il nome dell’opera) si snoda su una superficie di oltre 36 mila metri quadri, laddove un tempo sorgevano degli stabilimenti Renault abbandonati negli anni 90. Da allora questo sobborgo di Parigi ha conosciuto una profonda crisi, cui il maestoso complesso ideato dall’archistar giapponese punta a porre fine. Un rilancio urbanistico e culturale a suon di musica, grazie a una sala concerti che può contenere fino a 6000 persone, situata nel blocco principale e recentemente inaugurata da Bob Dylan, cui si aggiunge un auditorium più piccolo, circa mille posti, racchiuso nella parte più suggestiva, la sfera, che rivela il marchio inconfondibile di Shigeru Ban Architects.

© Didier Boy de la Tour

Racchiusa in un guscio di vetro e legno, la struttura culmina in una grande vela alta 45 metri e avvolta da un manto di pannelli fotovoltaici. Ogni quindici minuti, la vela si muove per seguire il sole, che fornisce così al complesso tutta l'energia di cui ha bisogno. All’interno, un mosaico cangiante, che passa dal verde al rosso, decora l’involucro acustico, mentre per il soffitto dell'auditorium sono stati assemblati listelli di legno, carta e cartone, a tracciare un reticolo fitto e armonioso.

A completare l’opera, realizzata prevalentemente in cemento, ci sono poi gli spazi destinati agli artisti, le attività commerciali, i ristoranti e gli uffici, tutti collegati dal grande foyer che percorre l'intera struttura. Quest'ultima si congiunge infine alla terraferma attraverso due promenade: una minerale, protesa verso Boulogne, l'altra verdeggiante, in direzione Meudon.

© Didier Boy de la Tour

Il risultato finale è una sinfonia di onde sinuose e spigoli puntuti, verde e grigio, legno e cemento. Dal gusto orientale alla scelta dei materiali, Shigeru Ban ripropone molti dei temi che lo hanno reso celebre.

Qui ad affiancarlo è Jean de Gastines, che dal 2003 co-firma i progetti francesi del grande maestro giapponese: dalle installazioni temporanee per i grandi brand di moda all’edilizia popolare, con una predilezione per musei e poli culturali. Uno su tutti, il Centre Pompidou-Metz, di nuovo un sofisticato equilibrio di curve e linee affilate, con la sua cuspide di 77 metri che ricorda un morbido cappello cinese.

 

© Didier Boy de la Tour

E proprio al connubio tra arte e architettura sono rivolti i prossimi progetti “domestici” di Shigeru Ban, che annovera nella sua agenda la nuova Toto Gallery di Tokyo, il futuro museo del Monte Fuji e il Tainan Museum of Fine Arts. In ognuna di queste opere in progress appare chiaro l'intento di celebrare le origini, giocando con le forme e i materiali per disegnare geometrie ardite, come la grande cupola pentagonale che svetterà su Tainan o la montagna rovesciata che custodirà l'eredità del monte Fuji.

Ma lo sguardo dell’architetto vincitore del Premio Pritzker 2014 non è puntato solo a Oriente. In Svizzera, fervono i lavori per il nuovo Headquarters di Swatch e Omega, ancora un’ode alla duttilità e all'eleganza del legno, protagonista anche del primo progetto canadese dello studio, un complesso residenziale che si preannuncia come il più alto edificio in legno mai realizzato.

© Didier Boy de la Tour

Senza dimenticare l'impegno umanitario: da anni infatti l'architetto nipponico è in prima linea nelle aree del mondo sconvolte da disastri ambientali: Giappone, Turchia, Ecuador, Italia, dove nel 2011 ha preso forma l’Aquila Temporary Concert Hall, un tempio di carta tanto etereo quanto resistente. L'emergenza diviene l'occasione per sperimentare materiali inediti e soluzioni ingegnose ed economiche, da riprendere poi in contesti decisamente differenti, basti pensare al cartone che adorna il soffitto de La Seine musicale, lo stesso adoperato per tirare su in tempi record case e chiese per gli sfollati.

Del resto, provvisori o permanenti che siano, i progetti per Shigeru Ban hanno pari dignità, e a volte basta un rotolo di carta per rendere il mondo un posto migliore.

www.shigerubanarchitects.com

SCOPRI ANCHE:
Shigeru Ban e i mondiali 2014
Il Pritzker Prize 2014
Un'architettura sostenibile in legno e vetro
 L'Asper Art Museum


di Elisa Zagaria / 7 Luglio 2017

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