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10 siti archeologici in Italia che ogni architetto dovrebbe visitare

Opere urbanistiche, monumenti celebrativi, templi… qual è la lezione che solo l'archeologia può insegnare?

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Getty Images

Quali sono i siti archeologici in Italia che ogni architetto dovrebbe visitare? Tanti, forse troppi. Non è un caso se il gran tour era una tappa obbligata alla formazione dei gentiluomini di un tempo. Dove, se non Italia, si poteva ammirare la grandezza dell’arte? Ce ne hanno lasciato testimonianza vari illustri pensatori, da Goethe a Stendhal… forse siamo ora più attratti dalle magie del moderno, che ci fanno prendere aerei e stare col naso all’insù, ma ogni tanto un ripasso ci vuole. Pronti a rifarvi gli occhi in terra natìa?

Se passate per Roma, avreste solo l’imbarazzo della scelta, ma se il tempo è potete cominciare con una tappa ai Fori Imperiali. Nel cuore della capitale dell’Impero potrete ammirare un secolo e mezzo di celebrazione di una civiltà intera, tra cui le colonne del Tempio di Venere e il Tempio di Marte. Le opere monumentali e le piazze costruite da Cesare, Augusto, Nerva e Traiano sono ancora oggi uno degli spettacoli più affascinanti del mondo… a due passi dal Colosseo.

Foto: Getty Images

Risalente al VII sec a.C., Metaponto era una delle città più importanti della Magna Grecia, fondata, dice la leggenda, dall’eroe Nestore in seguito alla guerra di Troia e nel corso dei secoli ospitò personaggi come Pitagora e Annibale. La potenza della città è testimoniata dai templi dorici di Atena e di Apollo e da quello ionico dedicato ad Afrodite. Il Castro Romano, un lungo porticato, risale invece all’età romana. Un paese ricco di storia e di lotte, come il saccheggio ad opera di Spartaco e dei suoi ribelli.

Foto: Getty Images

Ma un altro splendido esempio di architettura antica, almeno altrettanto suggestivo perché ben conservato, è la Valle dei Templi presso Agrigento. Il sito risale al V sec. a.C., ed era uno dei fiori all’occhiello della Magna Grecia. Tra tutti e 10, spicca il famoso Tempio della Concordia che può essere visitato anche in notturna. È dell’anno scorso la notizia del ritrovamento di un teatro greco i cui scavi sono incominciati.

Foto: Getty Images

Un teatro romano è invece il pezzo forte di Fiesole. Situato proprio alle spalle della piazza principale, è circondato dall’area archeologica, delimitata dalle mura etrusche. Chiamata nel Medioevo “La buca delle fate”, conserva un’acustica eccezionale, tanto che lasciandovi cadere una monetina al centro, tutti gli spalti possono udirne il tintinnio. Le terme romane e la necropoli longobarda testimoniano stratificazioni culturali davvero suggestive.

Foto: Getty Images

Anche Paestum è un must see. Un’area di 120 ettari circondata da mura in ottimo stato che racchiudono templi greci costruiti tra il V e il VI sec. a.C.  Un’interessante iniziativa è l’Archeotreno, un viaggio a bordo di carrozze d’epoca restaurate che, partendo da Napoli, ferma a Pompei, Paestum e Ascea.

Foto: Getty Images

Dato che l’abbiamo nominata, all’elenco non può certo sfuggire Pompei. Tutti conoscono la storia di questa ricca e sfortunata cittadina di villeggiatura, congelata per sempre dalle fiamme del Vesuvio che nel 79, sorprese gli abitanti, come ci racconta Plinio il Giovane. Moltissimi i siti degni di nota, come le ville patrizie, il foro pubblico, l’anfiteatro, i templi. Un luogo tanto più interessante per gli architetti d’oggi per il notevole stato di conservazione di buona parte degli edifici pubblici che permette di apprezzare la perizia tecnica dei romani capaci di padroneggiare archi, volte a botte, terrapieni, torri e contrafforti.

Tra le bellezze antiche, un posto d’onore va all’Arena di Verona, l’anfiteatro romano meglio conservato al mondo, tanto da essere tutt’ora utilizzato per grandi rappresentazioni, come il festival della lirica, quasi due millenni dopo la sua costruzione. Un esempio virtuoso dell’attenzione dell’Italia al proprio patrimonio, come testimoniano i ripetuti interventi di restauro che si susseguono fin dal Seicento.

Foto: Getty Images

Per i più temerari, un’esperienza degna di un libro di Verne sarebbe una visita al parco archeologico di Baia. Perché? Perché in buona parte è subacqueo. In seguito a ripetuti episodi bradisismici, il terreno è sprofondato sotto il livello del mare, dando vita a uno spettacolo che ha dell’incredibile. A profondità relativamente bassa (7 metri), potete imbattervi in una grande villa, con tanto di porticati e padiglioni ormai abitati dalla ricca fauna marina.

Se vi trovate in Sardegna, potreste fare un salto al tempio di Antas, non lontano da Cagliari. Gli abbondanti giacimenti di ferro e piombo attirarono romani e cartaginesi che eressero i loro templi. Due civiltà nemiche giurate si incontrarono qui, anche se in tempi diversi. Il tempio cartaginese sorse su quello preesistente di culto nuragico anche se purtroppo non ne rimangono che rovine. Il tempio romano, invece, fu edificato per ordine di Augusto ed è in buono stato, come dimostrano i pilastri e i mosaici ancora visibili.

Infine, se vi piace camminare, In Valle d’Aosta, presso Aimavilla, si trova un acquedotto romano lungo 6 Km del 3 a.C. In particolare, un ponte imponente corre per ben 66 metri sulla gola sottostante. Il bello è che ora è possibile camminarci dentro, seguendo uno dei numerosi sentieri che vi conducono.

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di Stefano Annovazzi Lodi / 9 Novembre 2017

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