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Un famosissimo grattacielo di New York cambia faccia con Snohetta

Al 550 di Madison Avenue un'icona degli anni '80 di Philip Johnson rivisitata in chiave contemporanea

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Snøhetta

Dopo il padiglione in memoria dell’11 settembre, Snøhetta torna a New York con un nuovo progetto per il Sony Building, l’iconico grattacielo al 550 di Madison Avenue. Tracciato dalla matita dell’archistar Philip Johnson e completato nel 1984, da un anno e mezzo è sfitto: la Sony ha fatto i bagagli.

Come renderlo nuovamente attraente? Secondo lo studio di architettura norvegese il 550 Madison Avenue deve iniziare a dialogare con la Grande Mela e in primis con la vivacità e la frenesia della strada (che poi è Madison Avenue!).

Come fare? Bene, la proposta prevede la conservazione della parte superiore dell’edificio, già protagonista dello skyline di New York dagli anni ‘80, ma allo stesso tempo lo stravolgimento del basamento.

 

 

Più simile a quello di una fortezza inespugnabile che di un grattacielo, la base del 550 Madison Avenue verrà smaterializzata da un gigantesco curtain wall ondulato. La monumentalità dell’edificio viene così reinterpretata in chiave contemporanea. Le attività all'interno della hall, dell'atrio e dei primi 2 livelli dell'edificio vengono rivelate ai passanti entrando così in relazione con l’energia vibrante della strada.

Il progetto inoltre duplica la superficie destinata a spazio pubblico alla base della torre: si prevede la realizzazione di un giardino connesso al building. Per quanto riguarda gli interni il re-design dell'edificio modernizza gli spazi per soddisfare contemporaneamente le esigenze di una varietà di inquilini: vengono aggiunti servizi specializzati, negozi di alta qualità e ristoranti gourmet.

 

 

Il rinnovato 550 Madison aspira ad essere un punto di riferimento per il rinnovamento delle torri commerciali del futuro, anche in chiave green. La torre, dopo il restyling di Snøhetta punta a una certificazione LEED Gold per la sostenibilità, alla certificazione WELL per i materiali naturali e allla certificazione WIRED per le infrastrutture digitali.

snohetta.com

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di Pietro Terzini / 1 Novembre 2017

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