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I 10 indirizzi più belli dell'arte in Asia

Questi spazi artistici del sud est asiatico dimostrano che l'oriente non è mai stato tanto vivace e creativo

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In un recente articolo, The Guardian ha passato in rassegna alcuni degli spazi culturali del sud-est asiatico più promettenti . Nonostante i movimenti per diritti umani e libertà di espressione abbiano alzato la voce, molti artisti continuano a lavorare sotto lo sguardo della censura. Questi centri costituiscono dunque piattaforme di inclusione, e terreno fertile di dibattito, nella convinzione che l’arte parli sempre la stessa lingua. In molti sono anche residenze artistiche internazionali aperte a contaminazioni d’ogni dove.

Primo centro artistico indipendente di Singapore, The Substation (foto in alto) nasce nel 1990 in un edificio che prima era una sottostazione elettrica. Da allora, oltre ad aver ospitato artisti locali del calibro di Alvin Tan, Goh Boon Teck, Amanda Heng, Lee Wen e Kok Heng Leun, Substation ha organizzato numerose mostre e rappresentazioni, anche grazie al teatro di cui dispone. Estetica punk e ideologia inclusiva, come testimoniano le numerose classroom che si tengono al caffè.

A Bettambang, da sempre uno dei centri artistici più vivaci della Cambogia, si trova la galleria Romcheick 5, aperta nel 2012 da quattro artisti poco più che ventenni, animati dallo stesso amore per l’arte ma anche dall’infanzia travagliata. Dopo essere stati espulsi dalla Tailandia, dove erano stati costretti a lavorare da bambini, sono riusciti a convincere un finanziatore francese ad aiutarli. Il gruppo espone ora quadri surrealisti moderni, ospita artisti liberi di vivere e lavorare presso la galleria e si finanzia grazie alla promozione dei propri talenti in patria e all’estero. Romcheick 5 sta inoltre costruendo un museo permanente, che darà lustro agli artisti delle campagne di Bettambang, in aperta contrapposizione alle opere concettuali di Phnom Penh, percepite come mainstream e simili a quelli di ogni altro luogo del mondo.

Nato nel 2012, Manzi, il cui nome deriva da una stortura di Man di, che vuol dire “barbaro”, ma anche “libero”, è un centro multidisciplinare che sostiene la creatività in tutte le sue forme. La villa anni ’20 che ha per sede crea un felice contrasto con le installazioni artistiche. Perno di tutto è il caffè, vero centro di aggregazione e di dibattito, che ospita letture pubbliche e proiezioni. Una formula ibrida di non-profit e for-profit, esemplificata dalle esposizioni libere e dalla vendita di manufatti artistici e di design con cui sostenere il centro stesso.

In Tailandia, la residenza per artisti Ne’-Na è un vero paradiso per creativi. Dislocata in due sedi, uno vicino alla città di Chiang Mai, l’altra circondata dal verde, Ne’-Na, oltre a ospitare numerosi artisti insieme è in grado di fornire assistenza sia per quanto riguarda tecniche locali, sia per progetti artistici d’avanguardia. Nata dalla collaborazione tra artisti tailandesi e svedesi, Ne’-Na favorisce lo scambio disciplinare e culturale in un contesto molto stimolante.

Hin Bus Depot è un centro artistico che a George Town, Malesia, ha rimesso a nuovo un vecchio deposito di autobus. Un edificio in stile déco anni ‘40, dismesso che doveva ospitare una tantum la mostra di Ernest Zacharevic, artista lituano, noto in zona per aver introdotto i murales. L’evento fu un tale successo da convincere un gruppo di creativi a continuare l’opera. L’ambiente ospita oggi varie iniziative, tra performance artistiche, mostre ed esibizioni.

Aperto nel 1988 a Yogyakarta, in Indonesia, Cemeti è il primo centro per le arti nel Paese. Fondato con lo scopo di documentare e preservare l’arte contemporanea locale, Cemeti sta oggi espandendo le sue attività. Mentre i fondatori storici Nindityo Adipurnomo e Mella Jaarsma lasciano il campo a un board più giovane, il duo olandese Collective Works ha rimesso a nuovo il locale che ospita un programma di residenza, nonché talks e workshop. Un centro che fa della riflessione sociale il suo fulcro e che al contempo orgnanizza mostre ed esibizioni artistiche di rilievo.

The Factory Contemporary Arts Centre a Ho Chi Minh City è il primo edificio in Vietnam nato con lo scopo preciso di ospitare un centro artistico. Una fabbrica di idee ma anche uno spazio in continua evoluzione. Fondato nel 2016 dall’artista Ti-A, Factory si propone di aiutare artisti locali emergenti e sperimentali nella realizzazione e nella promozione dei loro progetti. 500 metri quadrati organizzati da HTA + Pizzini Architects, con grande spazio all’aspetto conviviale e al bar i cui proventi servono a sostenere le opere artistiche.

Da una stanza in una scuola artistica per bambini, a un garage con stanza da letto annessa, fino a un magazzino dedicato alla propria attività, dal 2014 Tentacles di strada ne ha fatta molta. Progetto artistico che all’esposizione affianca da sempre programmi di residenza per creativi di tutto il mondo, Tentacles è uno dei progetti più freschi di Bangkok. Con altri 7 partner, N22 è lo spazio che accoglie mostre, seminari e progetti comuni, un posto imperdibile per capire cosa stia succedendo nel panorama artistico del Paese e non solo.

98B a Manila, Filippine, è uno spazio artistico, che è anche una cucina, che è anche una biblioteca… insomma una comunità. Un luogo che si presta ai progetti più svariati, da talk, a bazar, a rappresentazioni artistiche ed esposizioni. Un laboratorio multidisciplinare che vuole creare un terreno fertile per le collaborazioni tra artisti, film makers, musicisti. Fondato nel 2012 da Mark Salvatus e Mayumi Hirano, 98B ha per sete un bel palazzo déco di sei piani del 1928.

In Birmania, a Yangon, Myanm è proprio quel che il turista non si aspetta. Un mix di giovani artisti e di maestri affermati, come Aung Myint, i cui lavori sono esposti anche al Guggenheim di New York, ci proietta nell’avanguardia del paese. Uno spazio espositivo gratuito, una biblioteca e una direzione convinta di una cosa: c’è troppo talento che non trova il giusto spazio… è il momento di farlo conoscere al mondo. Per questo il centro offre anche tour artistici alla ricerca di quello che nelle guide turistiche non c’è.

 

www.hinbusdepot.com

www.98-b.org

www.nena-artspace.com

www.substation.org

myanmartevolution.com

www.cemeti.org

www.tentaclesgallery.com

www.factoryartscentre.com


di Stefano Annovazzi Lodi / 14 Novembre 2017

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