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I nomi di 8 architetti famosi che sono diventati sinonimo di uno stile

Progettisti che hanno cambiato il corso della storia dell’architettura lasciando una traccia (e il loro nome) per le generazioni future

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Definizione di stile e nome dell’architetto a volte coincidono, specialmente se quest’ultimo è stato in grado si rompere con la tradizione e creare uno stile innovativo e personalissimo

Un tempo li avremmo definiti architetti famosi o addirittura celeberrimi, oggi li consideriamo delle vere e proprie icone: stiamo parlando di archistar del passato più o meno remoto, che, con il loro stile architettonico nuovo e originale, hanno definito una vera e propria epoca architettonica e creato addirittura -specialmente nella cultura anglosassone- degli aggettivi derivanti dal loro nome.

Se ancora oggi definiamo un edificio in stile palladiano -e parliamo per esempio di opere del livello della Casa Bianca- è merito di grandi innovatori che hanno saputo creare un lascito a lungo termine. Modernissimi e innovativi per il loro tempo, hanno inventato qualcosa di talmente diverso rispetto ai loro contemporanei, tanto da colpire l’immaginario e rivoluzionare la percezione della bellezza anche nelle generazioni future incidendo per sempre nella storia dell'architettura. Ecco gli otto architetti, in ordine rigorosamente cronologico, i cui nomi sono divenuti sinonimi di stili architettonici.

Andrea Palladio

Nato a Padova nel 1508, Andrea Palladio ha rappresentato al massimo l’architettura rinascimentale lasciando dietro di sé un’enorme influenza a livello mondiale. Se le sue opere vicentine e le sue ville venete sono oggi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO molte altre celeberrime opere architettoniche sparse per il mondo -dalla White House statunitense alla Casa Rosada argentina- si possono fregiare del titolo di palladiano, uno stile che si rifaceva alla classicità geca e romana e che divenne estremamente popolare nella Gran Bretagna del 18 ° secolo, per poi diffondersi in altre aree europee e americane.

Tutte le foto: Getty Images

John Ruskin 

Così famoso da lasciare nella cultura anglosassone il termine "stile ruskinian", John Ruskin nasce a Londra nel 1819 e si afferma prima come scrittore, poeta e pittore e in un secondo momento come critico d’arte influenzando fortemente con le sue teorie architettoniche l’estetica prima vittoriana e poi edoardiana. Generazioni dopo di lui lessero il suo trattato “Le sette lampade dell'architettura”, dove descriveva le sue teorie su l’utilizzo di materiali e strutture a vista e sull’uso sobrio ma presente dell’ornamento grazie all’utilizzo decorativo del mattone. Alcune sue teorie hanno radici profonde fino ad arrivare ad elementi e policromia gotica.

Henry Hobson Richardson

Dalla Trinity Church di Boston, al Campidoglio di Albany passando dalla sede del Tribunale di Pittsburgh: tutti esempi dello stile Richardsoniano creato da Henry Hobson Richardson, nato nel 1838, reinterpretando con originale sensibilità moderna la vigorosa monumentalità dei Romanici francesi, italiani e spagnoli. Il risultato è un mix eclettico che influenzerà profondamente gli architetti della Scuola di Chicago e diventerà il fondamento di un’architettura nazionale americana.

Antoni Gaudì 

Sette delle sue opere, situate a Barcellona, sono state inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO: parliamo del geniale Antoni Gaudì, massimo esponente del Modernismo catalano, in grado, secondo Le Corbusier di “plasmare pietra, mattone e laterizio”. Ed è proprio questa l’impressione che dà quando si ammirano le sue opere dalle forme morbide e fluide che sembrano uscite da un film di fantasy. Nato a Reus nel 1852, Gaudì è riuscito a creare un’architettura scultorea e immaginifica tanto unica quanto inimitabile, da cui il termine Gaudiesque.

Louis Sullivan 

È considerato il padre del Movimento Moderno negli Stati Uniti d'America ma anche l’ideatore del verticalismo (o dello stile Sullivanesco) grazie alle innovazioni tecnologiche per permettevano finalmente di costruire in altezza. I primi grattacieli moderni non a caso nacquero a Chicago alla fine dell’ottocento, città dove Sullivan, nato a Boston nel 1858, fu molto attivo per l'influenza teorica e pratica che egli esercitò sulla Scuola di Chicago. Nel suo studio si formò anche Frank Lloyd Wright e forse il concetto di architettura organica.

Mies Van Der Rohe 

Vetro, acciaio e minimalismo essenziale: per tutti Mies van der Rohe e lo stile miesiano rappresentano il ritorno all’essenza dell’architettura attraverso un decalage di orpelli che riporta tutto a linee purissime. L’architetto tedesco nato nel 1886, non amava i fronzoli, e per questo i pochi dettagli presenti nel suo stile diventano importantissimi per l’architetto fondatore del Movimento Moderno: il risultato è un minimalismo meticolosamente elaborato che ha influenzato l’architettura contemporanea dalla creazione dei grattacieli fino all’arredo minimal dei nostri interni. 

Le Corbusier 

Non solo architetto ma anche pittore, designer e urbanista, Charles-Edouard Jeanneret-Gris nasce in Svizzera nel 1887 ma per tutta la sua carriera utilizzerà lo pseudonimo di Le Corbusier. Naturalizzato francese, è tra le figure più influenti dell’architettura contemporanea, e maestro del Movimento Modeno, inventore di un nuovo linguaggio architettonico che segna una rottura precisa con il passato. Ma il suo stile, definito Corbusiano, è difficile da definire nei dettagli proprio perché nel corso della vita, si è evoluto in maniera significativa passando da forme lisce e puriste allo stile brutalista con cemento esposto.

Luis Barragán 

Nella cultura anglosassone viene definito "stile barraganesque" descrivendo quell’accostamento veramente unico di colori brillanti e forme lineari e pulite. Nato a Guadalajara nel 1902 Luis Ramiro Barragán Morfín è considerato a ragione tra i protagonisti del suo tempo, e sicuramente il più importante architetto messicano del XX secolo famoso proprio per essere stato in grado di aggiungere emozionalità all’architettura tramite degli elementi ludici e poetici, i colori vivaci e un’uso intenso della luce, tutte caratteristiche divenute poi punto di riferimento per le generazioni future di architetti.

 

 


di Paola Testoni / 6 Febbraio 2018

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