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La storia di Milano in 5 bar: cosa vuol dire mangiare nelle architetture più famose della città

Niente vi farà sentire così milanesi come una colazione o un pranzo nelle vecchie residenze nobili o nelle architetture contemporanee più amate

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Getty Images

Come raccontare la storia di Milano se non attraverso i suoi bar? In realtà potremmo farlo in tantissimi modi, ma ci piace l’idea di provare a cavalcare l’onda di quella che chiamavano la Milano da Bere, una città che “rinasce ogni mattina, pulsa come un cuore; Milano è positiva, ottimista, efficiente; Milano è da vivere, sognare e godere” come recitava il famoso spot dell’amaro Ramazzotti negli anni Ottanta.

Oggi Milano è cambiata: all’immagine di città alla moda si è aggiunta quella di capitale della cultura, che spazia dall’arte all’architettura, passando ovviamente per il design. Una città produttiva certo, ma dove si vive bene, e dove le opportunità nascono anche dal rituale del caffè mattutino, momento perfetto per conoscere gli habitué del quartiere. Ed è ancora il caffè l’occasione giusta per scoprire i suoi palazzi più belli o le nuove architetture celebrate in tutto il mondo da veri insider. Niente vi farà sentire così milanesi come una colazione o un pranzo in luoghi pensati per essere altro, che si reinventano per accogliere nuovi flussi turistici e nuovi modi di lavorare, che permettono a chiunque di scegliere il proprio ufficio quotidiano dove preferisce, che si tratti di un museo o di Galleria Vittorio Emanuele.

E nella migliore tradizione milanese, che degli spazi fluidi e multitasking ha fatto una filosofia, ecco un articolo su Milano e i suoi bar nascosti nelle grandi architetture da leggere in due modi: come fosse una giornata, dalla colazione al’aperitivo, oppure in ordine cronologico, dall’edificio più antico al più recente. In modo che ognuno possa scrivere la propria storia di Milano.

COLAZIONE

1700

Realizzata tra il 1790 e il 1796 come residenza del conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, su progetto dell'architetto austriaco Leopoldo Pollack, la Villa Reale di via Palestro, attuale sede della Galleria di Arte Moderna, è un capolavoro del Neoclassicismo milanese.

Qui, sotto  il porticato di transito per le carrozze e limonaia, ora ripensato come giardino d'inverno, nel 2017 ha aperto il Lù Bar, caffetteria-bistrot di stampo street-food nato in Sicilia nel 2013 arredata con sedie Kartell.

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2015

La Fondazione Prada, inaugurata nel su progetto di Rem Koolhaas, è già diventata un’istituzione per i milanesi, che qui vengono per vedere le tante mostre di arte contemporanea, che hanno il pregio di affrontare temi impegnati e impegnativi con freschezza e audacia, per guardare la grande cisterna tutta d’oro che svetta nel quartiere Vigentino (una periferia fino a qualche anno fa, oggi in piena gentrification), e per un cappuccino al Bar Luce, la piccola perla progettata da Wes Anderson che sembra un salto indietro nel tempo. Sedie dai colori pastello, carte da parati ispirate alla Galleria e flipper.

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PRANZO

1931

La Stazione Centrale è una delle opere di architettura più sottovalutate della città, eppure basta fermarsi a guardare la sua facciata imponente, i marmi e i mosaici che rivestono i suoi pavimenti per capire l’immagine imponente che la città voleva dare di sé costruendo quest’opera monumentale, tra eclettismo, liberty e razionalismo fascista. Il restyling del 2010 ha fatto discutere per l’allungamento del percorso dei passeggeri a tutto vantaggio degli esercizi commerciali: ora a qualsiasi ora del giorno troverete bar e ristoranti ad accogliervi. Per immergervi nel milanese consigliamo Panino Giusto, aperto a Milano nel 1979 (siamo agli albori dell’epoca dei paninari) in corso Garibaldi con l’idea di far conoscere il panino italiano nel mondo.

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XIII - XIX secolo

A Milano tutti conoscono Giacomo e il suo quartier generale in via Pasquale Sottocorno, dove si divide tra ristorante, bistrò, pasticceria e tabaccheria. Da qualche anno il suo tocco vintage ha ridato vita al Caffè di Palazzo Reale, progettato da Giuseppe Piermarini su commissione di Maria Teresa d’Austria e per molti secoli sede del governo della città di Milano, del Regno del Lombardo-Veneto, poi residenza reale fino al 1919.

Da raggiungere per pranzo, per assaggiare la cucina milanese reinventata all’interno di una delle architetture simbolo della città.

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APERITIVO

1867

Per l’aperitivo milanese, degna conclusione di questo viaggio a Milano nei suoi bar, non possiamo dare nessuna alternativa: l’indirizzo giusto è il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele, fondato da Davide Campari,  i cui interni furono rinnovati e realizzati, nel 1923 da Eugenio Quarti, Alessandro Mazzucotelli e decorati dal pittore Angelo d'Andrea.

Ai tempi dell’apertura la Galleria era la grande novità di piazza Duomo, inaugurata nel 1867 e diventata immediatamente il punto di ritrovo della borghesia milanese tanto da essere soprannominata il "salotto di Milano".

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di Carlotta Marelli / 15 Giugno 2017

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