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Il padiglione di cristallo di Studio Maks e Junya Ishigami nel giardino di una delle ville più belle d'Olanda

Park Vijversburg, una residenza del XVIII secolo, si arricchisce di un'architettura organica e trasparente, prosecuzione ideale della villa

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Iwan Baan

Park Vijversburg, una residenza del XVIII secolo inclusa nella lista dei luoghi più amati d’Olanda dove sono ospitate mostre d’arte e performance musicali, ha un nuovo oggetto architettonico capace di ridefinire i gradi di separazione tra antico e contemporaneo. Il progetto è firmato da Studio Maks & Junya Ishigami + Ass. - esito di un concorso bandito nel 2011 - e, come dichiara Marieke Kums, leader architect di Studio Maks, è stato immaginato e disegnato come parte integrante del paesaggio. 

In foto: Vista di Villa Vijversburg e del nuovo padiglione

Ci troviamo nella leggendaria Frisia, la provincia più settentrionale d’Olanda, esposta ai venti e alla maree del Mare del Nord. Il nuovo padiglione non può prescindere dall’indagare il rapporto con la Natura che è presente nella bandiera stessa della regione il cui simbolo sono quattro foglie di giglio d’acqua. L’intervento, motivato dalla necessità di accogliere un numero sempre maggiore di visitatori, è un’estensione organica della villa storica, con funzione di spazio espositivo e conference hall. 

In foto: Vista di Villa Vijversburg e del nuovo padiglione

L’architettura segue le linee naturali del contesto e con un gesto di delicatezza e senso della misura le linee del contemporaneo si insinuano tra tre elementi esistenti cercando di comporre una figura unica. Sono infatti i filari degli alberi, il disegno del giardino della villa e il piccolo lago artificiale a guidare il progetto, risolto in una forma sinuosa le cui parole chiave sono leggerezza, luce e trasparenza. Il padiglione cristallino si compone di un’unica sala di 270 metri quadri a pianta triangolare dai cui vertici si allungano tre corridoi d’accesso completamente vetrati.

In foto: Vista del nuovo padiglione e del giardino

I disegni di Studio Maks descrivono un’oggetto morbido, una cellula paleozoica in scala macroscopica che diventa l’architettura della nuova evoluzione. Il percorso all’interno del padiglione è ribassato di un metro rispetto alla quota zero del terreno circostante, così da suscitare la sensazione di appartenenza al suolo e di fusione con la natura. Un calcolo statico-strutturale ragionato e proporzionato sulla sezione massima degli interni ha permesso di eliminare colonne e muri verticali: lo spazio è fluido e continuo, dall’esterno verso l’interno e vice-versa.

In foto: Vijversburg, Glass Geometry, pianta ⓒ Studio Maks

Le pareti di vetro, quasi invisibili, riflettono i giochi di luce e le forme del parco disegnando pattern effimeri che mutano al variare delle ore del giorno e delle stagioni. Se la trasparenza è la condizione (fisica e mentale) per vedere oltre gli ostacoli dell’opacità, nel padiglione di STUDIO MAKS la visione sul mondo è priva di misteri in quanto l’architettura è manifestazione di chiarezza compositiva.

In foto: Interno dal padiglione guardando verso lo spazio centrale, con 100 posti a sedere

Oltre al padiglione, Studio Maks insieme a Junya Ishigami ha rinnovato anche gli spazi della villa e progettato un palco open air per eventi, al quale si aggiunge il progetto paesistico di 15 ettari di ampliamento del parco ad opera di LOLA Landscape, Deltavormgroep, Piet Oudolf e Tobias Rehberger. 

In foto: vista aerea di Park Vijversburg 

www.studiomaks.nl


di Giovanni Carli / 26 Settembre 2017

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