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Come sarà la nuova Tel Aviv?

La città israeliana culla del Bauhaus vive un boom immobiliare grazie alla ferrovia in costruzione e a una legge molto speciale

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@ Omri Amsalem

Un nuovo fermento per l'architettura di Tel Aviv, città intrinsecamente moderna e camaleontica, che con le costruzioni ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Ma cosa c'è dietro il boom immobiliare che sta cambiando lo skyline della culla del Bauhaus? Una nuova ferrovia leggera, in sintesi: i treni urbani super veloci che si metteranno in moto dal 2020 per collegare il centro città alle zone limitrofe di Ramat Gan, Ramat HaHayal, Bat Yam, Jaffa e Givatayim, hanno già prodotto un primo risultato: far salire alle stelle la domanda di soluzioni abitative e commerciali, in quello che è già il mercato immobiliare più prospero - e costoso - del Medio Oriente.

Per tutta risposta, Tel Aviv si è tramutata in un gigantesco cantiere a cielo aperto, un'incubatrice di idee e progetti avveniristici che andranno a mescolarsi al suo poliedrico paesaggio urbano. Tel Aviv ha infatti molti volti: quello rurale e raccolto del quartiere yemenita o di Neve Tzedek, coi loro reticoli di case basse che paiono villaggi, quello aguzzo e sfrontato dei grattacieli che punteggiano il lungomare ma sempre di più anche il resto della città, quello trasformista e imprevedibile dei vecchi magazzini convertiti in locali fashion e attrazioni turistiche, come gli hangar del porto o l'antica stazione ferroviaria di HaTachana.

Ma più di tutto Tel Aviv è nell'immaginario collettivo la Città Bianca, patrimonio dell’Unesco dal 2003, riconosciuta come “sorprendente esempio dell’urbanistica e architettura di una nuova città del primo XX secolo”. Si, perché nessun altro posto al mondo può vantare così tanti edifici realizzati secondo i principi del Movimento Moderno: funzionalità ed essenzialità: nessun ornamento o colore fuori posto. Sono più di 4.000 le costruzioni in stile Bauhaus o International Style che sbucano ad ogni angolo di strada. A progettarle, negli anni trenta, i molti architetti tedeschi di origini ebree immigrati nel Territorio britannico di Palestina per sfuggire alla minaccia nazista.

Oggi i maggiori studi di architettura di Israele sono chiamati a confrontarsi con questi illustri predecessori, per traghettare la città nel futuro. In molti casi, però, le nuove costruzioni che stanno sorgendo non sono del tutto nuove. La ragione è in una legge particolarmente azzeccata, chiamata "TAMA 38", che per promuovere la densità, dà agli sviluppatori l'opportunità di aggiungere unità e piani extra in ​​cambio di un adeguato restauro delle infrastrutture esistenti. Così il “vecchio” non scompare, ma si aggiorna e si rigenera, e la città tiene fede alla sua tradizione, fatta di molte anime stratificate. Ecco qualche esempio di cosa bolle in pentola, tra avanguardia e memoria. 

Florentin Tower - Ilan Pivko Architecture

@ Omri Amsalem

 

@ Din Aharoni

Nell’antica zona di Jaffa, dove fino a poco tempo fa c'erano per lo più edifici malconci e abbandonati, sta prendendo forma uno dei quartieri più giovani e vivaci della città: Florentin. Proprio qui sorgerà l'omonima torre, ideata da Ilan Pivko Architecture  Il complesso residenziale si compone di quattro unità che delimitano un'area pedonale piena di verde e spazi comuni. Per ovviare alla peculiarità della pianta - il quartiere si insedia in un punto in cui le strade si intersecano diagonalmente, formando una spigolosa X, invece dei consueti blocchi rettangolari - gli architetti hanno optato per linee morbide e sinuose, che smussano il perimetro che le contiene. Il progetto si propone di moltiplicare la densità della zona, imprimendo una svolta decisa al quartiere, da industriale a misto, ideale per lavorare e vivere.

Harugei Malchut - HQ Architects

@ HQ Architects

Ecco un ottimo esempio dell'efficacia della legge “Tama 38": Harugei Malchut è un progetto residenziale composto da 21 unità, che porta la firma dello studio HQ Architects e dovrebbe essere completato nel 2019. Qui inizialmente c'era un edificio scialbo e bisognoso di restauri ingenti, che di unità ne contava solo 8. Sfruttando la normativa, il team guidato da Erez Ella ne ha aggiunte 13, elevando la struttura a nuovi e impensati standard di lusso. Pregevoli sono soprattutto i balconi spaziosi e aperti integrati nella facciata, che le conferiscono un'aria leggera ed elegantemente retrò. 

Bloch Residences & Hamaapilim Tower - Gottesman-Szmelcman
Nella zona di Givatayim e Bat Yam, Gottesman-Szmelcman ha progettato Bloch Residences & Hamaapilim Tower, una risposta intelligente e pratica al problema della gentrificazione. Se i prezzi alti inducono molti abitanti della città a spostarsi altrove, costruire abitazioni abbordabili, a tasso fisso, può invogliarli a restare. Di nuovo, il merito è della legge “Tama 38”, che ha consentito di convertire vecchie strutture a un passo dalla demolizione in complessi residenziali di lusso. Il residence e la torre, in procinto di essere inaugurati l'anno prossimo, vanteranno ciascuno 60 unità, coniugando densità, sostenibilità e design.

Gindi Love - Yasky Mor Sivan Architects
Situato lungo la strada principale del paese, la Ayalon Highway, il complesso abitativo progettato da Yasky Mor Sivan Architects sta a metà tra la nuova ferrovia leggera e la stazione ferroviaria di Hashalom. Degli 11 edifici previsti, una parte è già pronta. Le restanti aperture procederanno a scaglioni fino al 2020, quando l'intera area sarà completa, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova ferrovia. Non solo case, ma anche spazi commerciali, zone comuni e servizi, per un'esperienza abitativa onnicomprensiva: questo è Gindi Love, il cui fiore all'occhiello è l'anima verde: intorno ai palazzi si estendono infatti 75 mila metri quadri di giardino.

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di Elisa Zagaria / 13 Novembre 2017

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