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Il tempio Baha'i in Cile, un'architettura spettacolare per ogni religione, o per nessuna

Firmato dallo studio Hariri Pontarini a Santiago, un gioiello a forma di cupola in marmo e vetro pensato per accogliere tutti, senza distinzione di religione, sesso, razza o posizione sociale

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Guy Wenborne, Sebastián Wilson León

Costruito tra le Ande cilene, il Tempio Bahá'í del Sud America affaccia su Santiago ed è definito esternamente da nove "vele" multisfaccettate in vetro che riflettono la luce e riecheggiano le curve del paesaggio circostante.

Il Tempio Bahá'í a Santiago del Cile è un omaggio alla luce e alla natura. Firmato dall'architetto Siamak Hariri dello studio canadese Hariri Pontarini a Peñalolén, è l'ottavo e ultimo dei santuari commissionati dalla comunità internazionale Bahá'í in ciascun continente. Immerso nella natura, tra le colline alla base delle Ande, è un vero capolavoro d’ingegneria che ha richiesto 14 anni di progettazione e costruzione, un gioiello a forma di cupola imponente e multisfacettato del valore di 30 milioni di dollari. 

Costruito in vetro colato e marmo traslucido, materiali che catturano e moltiplicano la luce, il tempio Bahá'í è accessibile da nove ingressi situati intorno alla cupola a simboleggiare l'accoglienza di pellegrini provenienti da ogni angolo del mondo, segno dell'apertura verso persone di ogni sesso, razza, religione e posizione sociale che contraddistingue questo credo. Nove sono anche le ali che contraddistinguono la struttura esterna, imprimendole dinamismo e leggerezza e riprendendo l'andamento delle curve andine. Nelle parole di Siamak Hariri, "l'obiettivo era ricomporre una serie di apparenti contraddizioni: immobilità e movimento, semplicità e complessità, intimità e monumentalità. Abbiamo cercato di realizzare un edificio robusto ma che al tempo stesso desse l'idea di dissolversi nella luce". 

Il rivestimento esterno del tempio è prodotto a partire da milioni di bacchette di vetro borosilicato fuse in apposite fornaci. Per ogni vela sono stati assemblati più di mille pezzi di vetro, mentre per l'interno è stato scelto un pregiato marmo traslucido, l'Estremoz portoghese. Il progetto è innovativo anche dal punto di vista ingegneristico, e non poteva essere altrimenti in un luogo esposto a terremoti catastrofici. L'ossatura del tempio, infatti, è stata studiata per assorbire i movimenti del terreno grazie a una rete d’isolatori sismici elastomerici in acciaio e cemento.  

Circondato da specchi d’acqua e da un paesaggio di piante e alberi autoctoni curato dall'architetto cileno Juan Grimm, il tempio è raggiungibile da scalinate di pietra e percorsi che si arrampicano per i fianchi delle colline, pensati per permettere ai visitatori di dedicarsi a lunghe passeggiate meditative. La religione Bahá'í, fondata da Baha'u'llah in Iran nella seconda metà dell'800, dà molta importanza al volontariato. Perciò fedeli di tutto il mondo hanno contribuito a finanziare e costruire questo tempio come luogo di preghiera e incontro, punto di riferimento per tutta l'America Meridionale. Una gemma di architettura contemporanea da ammirare e dalla quale ammirare la maestosità delle Ande.

www.hariripontarini.com

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di Alessandra D'Angelo / 1 Marzo 2017

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