ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Abbiamo visto The Deuce, e ci siamo chiesti com’è cambiata Times Square negli ultimi 30 anni

La nuova serie Tv di HBO, in onda su Sky Atlantic da ottobre, è l'occasione perfetta per capire com'era il cuore della Grande Mela negli anni '80

the-deuce-times-square-anni-80

Lo scorso 10 settembre è andata in onda sulla rete televisiva statunitense HBO la prima puntata della nuova serie The Deuce, prodotta tra gli altri dall’apprezzatissimo David Simon, famoso principalmente per quel pilastro cult che fu The Wire, e che annovera un cast da fare invidia ad una produzione hollywoodiana, con James Franco e Maggie Gyllenhaal a contendersi la scena da protagonisti.

Al centro di tutte le storie che si dipanano per le puntate – dal 24 ottobre 2017 su Sky Atlantic – troviamo però la vera protagonista, il vero pretesto per cui la serie è stata scritta, raccontare una delle vie più famose e trasformiste del mondo: Times Square nella sua discussa e discutibilissima parentesi degli anni 70 e 80. Quella degli eccessi, della libertà sessuale, delle prostitute e degli spacciatori… quella che già Martin Scorsese mostrò nel suo capolavoro Taxi Driver, per intenderci.
Da quel periodo, ricordato come il peggiore nella storia della città di New York, dove il declino della zona era evidente, e tutta la quarantaduesima strada era diventata una sfilata di insegne a luci rosse e una pericolosa piazza di spaccio, Times Square ha subito una repentina trasformazione dalla fine degli anni 80, che l’ha portata ad essere uno dei luoghi più visitati e vivi del pianeta. 

Foto courtesy: Sky Italia

Il 1984 fu l’anno del primo sussulto, l’allora sindaco Ed Koch fece approvare un piano di ristrutturazione di tutta l’area, un’opera gargantuesca di ricostruzione che prevedeva grattacieli, hotel e fondi per trasformare i vecchi teatri come il New Amsterdam e il New Victory in strutture no- profit per intrattenimento legittimo, con la collaborazione degli architetti Philip Johnson e John Burgee. Il progetto purtroppo andò alla deriva a causa dello stallo del mercato immobiliare con il relativo disinteresse degli investitori. Alcune grosse compagnie però, tra il 1990 e il 1993, attirate comunque dalla posizione centrale e dal calo dei prezzi, iniziarono lentamente ad insediarsi nell’area, in prima istanza Nickelodeon, Mtv e Morgan Stanley.

Foto: Getty Images

Da qui il ruscello diventò un fiume in piena portando Times Square in quel processo che prese ironicamente il nome di Disneyfication. Sotto la guida del sindaco Rudolph Giuliani che attuò una politica rigidissima per debellare la piaga della criminalità e il continuo flusso di grossi nomi che si accalcavano per prendere il proprio posto in prima fila, come l’emittente televisiva AMC, Il  famoso museo Madame Tussaud, e appunto la Walt Disney Company che rinnovò il New Amsterdam Theater facendolo diventare insieme al New Victory, uno dei due teatri di punta per la proiezione di film d’animazione della città.

Broadway ebbe il suo miglior anno in due decadi, nel 1997, quando registrò 10,6 milioni di spettatori nei suoi 38 spettacoli annuali, un dato che consacrava l’avvenuta rinascita culturale e commerciale, che nel frattempo aveva invaso di nuovi grattacieli ospitanti hotel e compagnie di vario genere, e rinnovato i suoi esterni passando dai cartelloni pubblicitari ai giganteschi ledwall, come quello della torre Nasdaq, che ora illuminano a giorno tutta la parte centrale della zona.

Foto: Getty Images

Il passaggio di testimone tra Giuliani e Bloomberg, nel 2002, non ha certo frenato la corsa progressista di New York, firmando una legge antifumo in tutta l’area pedonale di Times Square, atto che puntò a migliorare la qualità dell’aria, tendenza che ha poi portato alla chiusura al traffico stradale della zona di Broadway nel 2009, e al successivo progetto dello Studio norvegese Snøhetta, che con un intervento che interessa tutta la parte del cosiddetto Bowtie ha reso Times Square una superficie totalmente pedonale (leggi anche → Times Square non sarà più la stessa), ripavimentando tutto il manto stradale e rendendo la via più famosa della Grande Mela un luccicante spazio aperto e più votato ad ospitare in modo sicuro e salutare i turisti che ogni giorno ne affollano le attrazioni, i negozi, i diner (leggi anche → No, i diner di New York non sono passati di moda) e naturalmente i teatri. 


di Alessio Gentile / 21 Settembre 2017

CORNER

Architettura collection

[Architettura]

Lo zen e l'arte del giardino

Il Japanese Garden di Portland è il tempio della pace

green design

[Architettura]

New memorial per Libeskind

Una stella di David contro le forme "razionali" dello sterminio

Architettura contemporanea

[Architettura]

L'osservatorio da abitare

Un nuovo concept a Roccascalegna, perla medievale in Abruzzo

progetti

[Architettura]

Ritorno al futuro a Dubai

Itinerario alla scoperta di una città che ha già un piede nel futuro

itinerari

[Architettura]

Un Museo della Romanità in Francia?

A Nîmes il progetto di de Portzamparc, tra storia e modernità

Musei

[Architettura]

Berlino città verticale?

Upper West Tower, cronache dalla Berlino dei grattacieli

costume

[Architettura]

Cosa vedere a Perugia

Viaggio tre le architetture contemporanee della città umbra

itinerari

[Architettura]

Mostri all'italiana

Le architetture abbandonate fotografate da Amélie Labourdette

costume

[Architettura]

Scuole di terra

L’architettura d'emergenza pensata da EAHR per i campi profughi

Architettura contemporanea

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web