ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Tour Montparnasse, il grattacielo più odiato di Parigi diventerà ancora più alto (e forse più bello)

Il progetto del consorzio Nouvelle AOM vince il concorso per la ristrutturazione. E indovinate? Sarà green.

tour-montparnasse-parigi-piu-alta
Nouvelle AOM / Luxigon

Il consorzio di studi parigini Nouvelle AOM (frutto della collaborazione tra Franklin Azzi Architecture, Chartier-Dalix Architectes, Hardel et Le Bihan Architectes) è stato proclamato vincitore di un concorso internazionale indetto nel 2016 per ristrutturare la torre Maine-Montparnasse di Parigi, in nome della sostenibilità. Per capire di cosa stiamo parlando, forse è meglio fare un passo indietro.

Cosa direste se accanto alla Tour Eiffel comparisse improvvisamente, nel romantico skyline della Ville Lumière, un immenso e imponente grattacielo? Gridereste allo scempio e popolereste i social di commenti rabbiosi contro chi minaccia la bellezza di un panorama. E se vi rivelassimo che è già successo? 

Costruita nel 1973 -  chi c’è andato l’ha vista di certo - la Tour Montparnasse è alta 210 metri e ospita 59 piani. Per la maggior parte dei parigini è quello che si dice un pugno nell’occhio. Per molti, però, il luogo migliore della città: perché è quando sei in cima all’obbrobrio che finalmente smetti di vederlo (parafrasando la celebre battuta di Nicolai Ouroussof sul progetto di Eugène Beaudouin, Urbain Cassan and Louis Hoym de Marien).

Bene, adesso immaginate che dopo un lungo dibattito sul destino di questa odiatissima Montparnasse Tower – tra chi ne invoca a gran voce l’abbattimento, e chi ne difende il belvedere turistico (più di un milione di visitatori l’anno) - si giungesse infine alla decisione di… alzarla di 17 metri. Assurdo, no? Roba da futuro distopico (come inquietante è scoprire che fu autorizzata da André Malraux, allora ministro della cultura francese). E invece lo scorso 19 settembre, la chiusura del concorso di cui sopra ha decretato proprio questo. 

Foto a sinistra di: Nouvelle AOM / Photo RSI Studio / Ida+; foto a destra di Nouvelle AOM / Luxigon

Forse, però, non tutto il male viene per nuocere, perché il progetto dei vincitori di Nouvelle AOM (nouvelle agence pour l’opération maine-montparnasse) – che hanno superato studi come MAD, OMA e Studio Gang - pur scontentando i più radicali, è innovativo e potrebbe trasformarsi in una grande opera di architettura bioclimatica. Almeno a giudicare dal rendering. 

Se l’immagine infatti diventasse realtà, quella che finora era una visione insostenibile potrebbe - forse - trasformarsi in un capolavoro di sostenibilità: al bando le tinte scure che fanno somigliare la torre a un monolite kubrikiano: la struttura promette di acquistare finalmente luminosità, anche se 40 mila delle attuali vetrate saranno riciclate da quelle già presenti.

Foto di: Nouvelle AOM / ida+

L’attenzione al verde, però, riguarderebbe anche la vetta: già ribattezzata dai parigini “corbeille de légumes” (cesto di verdura), ospiterebbe una serra con vista sulla città. Ecco perché la torre sarà ancora più alta. Chissà quanti saranno disposti a vedere in ciò un omaggio a COP21, l’ultima conferenza sul clima svoltasi a Parigi e oscurata dagli eventi del Bataclan.

E ancora, i 300 milioni di euro che saranno investiti dal 2019 serviranno anche e soprattutto a ridurre di dieci volte il fabbisogno energetico del grattacielo e ad aggiungere, altre 6 mila postazioni di lavoro alle attuali 6 mila, ridisegnando completamente gli spazi interni.

Foto di: Nouvelle AOM / Luxigon

Il problema, però, è che tra rendering e realtà corre una bella differenza: lo aveva già sottolineato il giornalista Kurt Kohlstedt, con un illuminante articolo (se avete tempo leggetelo) in cui paragonava l’acclamatissimo bosco verticale di Boeri al suo rendering: l’opera conclusa era, per quanto ammirevole, molto meno seducente di quella annunciata. Inoltre, secondo Kohlstedti grattacieli verdi richiedono più energia di quanto aiutano a risparmiarne, oltre a rinforzi speciali per sostenere gli arbusti sulle facciate divenuti ormai una vera e propria moda. Che non servano soltanto ad accalappiare investitori?  

Di progetti di grattacieli verdi ne vengono annunciati ogni giorno. Recente la notizia della costruzione da parte di Mvrdv di tre torri con una valle dentro ad Amsterdam (leggi anche → Le torri verdi di amsterdam con una valle dentro). Ma lì, oltre all’attenzione all’ecologia c’è una chiara intenzione urbanistica per spingere i cittadini a ripopolare quello che per i cugini olandesi è un distretto invivibile, di bruttezza “capitale”: lo Zuidass Business District.

Qui, invece, c’è in ballo il futuro di Montparnasse, che tra le orme di Picasso e le fantasie di Woody Allen (ricordate Midnight in Paris?), è davvero nel cuore di tutti. Non resta che darci l’appuntamento al Café des Artistes per i giochi olimpici del 2024, per vedere conclusa la nuova Torre Maine-Montparnasse.

nouvelle AOM


di Roberto Fiandaca / 22 Settembre 2017

CORNER

Architettura collection

[Architettura]

Gli occhi delle torri

Le foto di Laurent Kronental scattata dalle Tours Aillaud

costume

[Architettura]

Just do it

Watts Towers: storia di un capolavoro italiano a Los Angeles

Travel

[Architettura]

La nuova vita di Detroit

Tra le strade della ex-Motor City rialzatasi grazie alla creatività

Itinerari

[Architettura]

Lo stadio smontabile

Mondiali Qatar: Fenwick Iribarren realizza uno stadio fatto di container

Architettura contemporanea

[Architettura]

Swing in Verticale

Herzog & de Meuron firma il suo primo grattacielo residenziale a NY

casa moderna

[Architettura]

Arte immersiva

Camminare dentro un quadro? A Parigi si potrà

progetti

[Architettura]

Steven Holl riscopre Scarpa

Grazie all'architetto americano riapre la Fondazione Masieri

progetti

[Architettura]

La Beirut segreta

Elegante e resiliente, la capitale del Libano in un tour da intenditori

Itinerari

[Architettura]

Una stanza in mezzo al lago

Una vecchia centrale idroelettrica diventa hotel sull'acqua

hotel di design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web