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Zurigo, la città svizzera che abbiamo sempre sottovalutato è un paradiso dell'architettura

Colorata e creativa, la città svizzera continua a rinnovarsi grazie alle idee di celebrati maestri e nuovi talenti.

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Getty Images

Per conoscere il volto della Zurigo da scoprire e i nuovi moderni esperimenti di fresca creatività che hanno trasformato il capoluogo elvetico in un fantasioso puzzle di arte, architettura e design occorre armarsi di curiosità e attraversare un prolifico universo costellato di sfide progettuali, strabilianti rinascite architettoniche ed eleganti esercizi creativi. Un affascinante mondo nel quale la lettera zeta, di Zurich e non di Zorro, ha guidato le gesta, comunque eroiche, di nuovi designer e celebrati maestri dell’arte della progettazione. 

Tra questi ultimi figura sicuramente l’architetto spagnolo Santiago Calatrava che oltre al moderno e articolato volto pedonale della Stazione Stadelhofen FB (Stadelhofen Station), a Zurigo, ha realizzato anche il restyling della Biblioteca della Facoltà di Legge in Rämistrasse. Per l’occasione il progettista iberico ha trasformato il cuore di un palazzo dei primi del Novecento in un luogo di studio super-contemporaneo, grazie a una spettacolare struttura capace di custodire quasi duecentomila volumi. Una seducente combinazione di gallerie/balconate rivestite in legno che danno forma ai sette piani dell’edificio e che sembrano fluttuare attorno a un atrio dalla forma ellittica. A illuminare gli spazi della biblioteca, una cupola hi-tech in vetro, dotata di schermo solare e in grado di ottimizzare la luce diurna in inverno e ridurre il calore d’estate (Rechtswissenschaftliche Bibliothek).

 

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Tra le vie della città svizzera ci si può anche imbattere nell’ultimo edificio disegnato da uno dei grandi maestri dell’architettura moderna. Il Pavillon Le Corbusier in Höschgasse, commissionato al celebre architetto, urbanista, pittore e designer dalla collezionista Heidi Weber, è anche il solo museo progettato da Le Corbu in Europa. La struttura, creata negli anni Sessanta per essere un’opera totale capace di fondere arte, architettura, design, arredamento e paesaggio, presenta un inconfondibile corpo in ferro, vetro e cemento, animato da lastre di metallo smaltato, colorate con le tinte storicamente preferite da Le Corbusier (Pavillon Le Corbusier).

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Per assistere a una vera e propria rinascita architettonica basta percorrere la Limmatstrasse fino al Markthalle Im Viadukt dove, tra gli archi di un viadotto ferroviario, è nato un mercato molto frequentato che riunisce negozi di prodotti biologici, locali di tendenza e boutique alla moda. Un’altra sezione della vecchia linea ferroviaria destinata al trasposto delle merci è stata, invece, trasformata in una zona pedonale dove è possibile passeggiare o fare jogging, un’illuminata anticipazione dell’attualissima moda delle high line riconvertite (Markthalle Im Viadukt). Poco lontano da qui, un progetto di upcycling architettonico pieno di stile: Il Freitag Flagshipstore. I due fratelli proprietari di Freitag, il brand di borse e accessori realizzati riabilitando materiali di scarto come teloni di camion, cinture di sicurezza e airbag scoppiati, per creare questo spettacolare punto vendita si sono affidati alla fantasia degli architetti Annette Spillmann e Harald Echsleha. In perfetta sintonia con la filosofia del marchio, i due progettisti hanno trasformato diciassette vecchi container in una scenografica torre alta quasi 30 metri, dalla quale è possibile ammirare tutto il paesaggio urbano circostante (Freitag Flagshipstore).

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Per una confortevole sosta all’insegna del colore e della freschezza, il luogo perfetto è il 25Hours Hotel Zurich West in Pfingstweidstrasse. Situato al centro di una delle zone più vivaci della città, l’hotel è composto da diverse tipologie di stanze caratterizzate da differenti soluzioni di interior, nate dalla fantasia del noto designer locale Alfredo Häberli. Ogni ambiente è stato concepito per rispecchiare un lato della personalità di Zurigo e comporre una guida 3D diffusa, in grado di raccontare l’anima della città al di là dei classici stereotipi. Colori vivaci, dettagli pieni di carattere e continue sorprese caratterizzano anche gli spazi comuni: un’accogliente zona living, una cucina per attività didattiche, un’elegante sauna con vista, uno spazio espositivo e una piccola biblioteca (25Hours Hotel Zurich West).

 

Le strade di Zurigo ospitano interessanti realtà legate al design, quotate gallerie, tane di avventurosi cacciatori di modernariato e showroom di brand internazionali. A questi, fino al 27 gennaio, si aggiunge anche uno sfuggente temporary store, dedicato a una delle più iconiche sedute di sempre: la Eames Plastic Chair. Nel Vitra Pop-Up di Poststrasse, la fortunata creazione di Charles and Ray Eames sarà assoluta protagonista per i prossimi tre mesi, facendo bella mostra di tutte le sue migliaia di possibili configurazioni, tra originali allestimenti fisici e moderni supporti digitali (Vitra Pop-Up).

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Per concludere questo fresco viaggio alla scoperta di Zurigo e la sua architettura, una vera e propria oasi della creatività: l’Haus Konstruktiv di Selnaustrasse. Nascosto dietro le austere mura dell’ex-stabilimento ewz-Unterwerk Selnau, questo museo rappresenta una dei più interessanti progetti di recupero industriale presenti in città e una delle poche istituzioni europee completamente dedicate all'arte concreta, costruttiva e concettuale. I cinque piani e gli oltre 1200 mq della struttura ospitano mostre temporanee, incontri e gioielli come il leggendario Rockefeller Dining Room dell'artista svizzero Fritz Glarner. Tutti da scoprire, anche l’accogliente café e la biblioteca, con le sue scenografiche strutture a vista in metallo risalenti agli anni ’40 (Haus Konstruktiv).

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di Francesco Marchesi / 29 Ottobre 2017

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