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Elle Decor Italia

Art design: 3 lecture a Palazzo Morando a Milano

Claude Missiri, Marco Lavit e Davide Rapp insieme nelle stanze dell'Elle Decor Grand Hotel

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Lounge Chair Venezia Black di Atelier Lavit per Nilufar. La seduta è uno dei pezzi di art design selezionati dallo studio Citterio-Viel per il progetto Elle Decor Grand Hotel-The Open House

L'art design è sempre più argomento di interesse nonché un campo in piena espansione. Se ne è parlato ieri, durante un talk tenutosi a palazzo Morando negli spazi di Elle Decor Grand Hotel, insieme agli architetti Claude Missir, Marco Lavit e Davide Rapp che hanno illustrato le rispettive storie professionali, e gli intrecci con il mondo dell'arte, mostrando quanto oggi la contaminazione con tra arte e design sia frequente. Le tre lecture – che sono parte di un calendario di panel in programma fino a domani 18 ottobre - si inseriscono nell'ambito delle riflessioni innescate dal progetto The Open House, firmato da Antonio Citterio e Patricia Viel, relative alle nuove forme di ospitalità che sempre più, nel futuro prossimo, saranno destination dove sperimentare esperienze uniche. In questo contesto si innestano gli interventi artistici e le limited edition che proprio nell'Elle Decor Grand Hotel svolgono un ruolo fondamentale conferendo carattere e originalità alla location.

Il primo a prendere la parola è stato il franco-libanese Claude Missir. Suo è il tavolo Butterfly (foto sopra) che fa mostra di sè nel ristorante The Chef's Table del Grand Hotel. Il pezzo, volutamente non rotondo nè quadrato, è disegnato per avere un centro vicino a tutti i commensali e prende ispirazione dalla forma delle ali di una farfalla. Basato a Beiurut, Missir, che nel 1998 ha fondato il proprio studio con commesse importanti in Europa e in Medio Oriente, lavora su un’idea di interior design personalizzato che ha trovato nella collaborazione con la galleria milanese Nilufar un'importante forma di espressione. Parlando di spazi pubblici contemporanei – e del coinvolgimento di artisti e designer nella loro progettazione – ha sottolineato come negli ultimi anni il gusto sia cambiato e quanto oggi le persone siano alla ricerca di novità ed esperienze sia nella ristorazione sia negli alberghi. In un breve excursus ha poi mostrato alcuni lavori particolarmente traccianti iniziando dalle prime ricerche intorno ad oggetti di uso quotidiano come specchi (foto sotto), attaccapanni, lampade, per arrivare agli arredi disegnati per Nilufar. Tra questi: mobili ispirati al periodo moderno del design che sono un omaggio a Jeanneret e le Corbusier, sedie eleganti con schienale alto, un divano modulare dalla forma convessa. Belle anche le ville realizzate a Beirut, gli appartamenti ristrutturati a Parigi, gli hotel semplici ma eleganti.

Il secondo intervento è stato quello di Marco Lavit, giovane architetto italiano che lavora a Parigi dove ha fondato l’Atelier Lavit nato come studio e laboratorio con l'intento di valorizzare il savoir faire. Nella Library del Grand Hotel è esposta la poltrona Venezia Black da lui disegnata per Nilufar (foto apertura). La sua ricerca spazia dal design alla sperimentazione legata ad unità abitative speciali che interpretano in maniera innovativa tanto il tema residenziale quanto quello dell'hospitality. Un suo pezzo è stato esposto alla Biennale di Venezia del 2014: si tratta di una seduta con struttura in metallo, prodotta da Nilufar, con rivestimento in pelle di cui esiste anche una versione in maglia metallica. Lo stesso materiale è stato usato per il sofà modulare Atem sviluppato su struttura in tubolare di acciaio, frame in legno e elementi in cuoio che fungono da cuscini (foto sotto). Anche Atelier Lavit lavora alla scala dello spazio. Ne è un esempio il piccolissimo appartamento parigino di 25 mq realizzato con mobili in legno su misura e superfici in marmo. Più sperimentali i progetti di architettura che rappresentano nuove forme di ospitalità come gli hotel sugli alberi: mini resort nella campagna francese che offrono agli ospiti esperienze uniche; capanne, le cui dimensioni oscillano tra architettura e design, che sono pensate come un nido per l’uomo. Ulteriori progetti di capanne-suite, totalmente in armonia con il paesaggio, sono state realizzate ad Avignone, in parte galleggianti e in parte su pilotis. L’ispirazione nasce dalle canne lacustri. Ogni capanna è a suo modo unica. Tutte le capanne hanno una sorta di Spa e sono intime e confortevoli. Alcune sono rettangolari e altre sono circolari. La notte, illuminate, sembrano delle lanterne.

Davide Rapp, architetto e videomaker, è intervenuto per ultimo. Autore delle 4 videoinstallazioni che animano il Grand Hotel, ispirate ad aria, acqua, terra e fuoco (foto sotto), Rapp lavora con Elle Decor Italia dal 2015 e ha collaborato a diversi progetti espositivi prodotti dal magazine. Nella mostra i 4 elementi sono associati a 4 stanze e sono interpretati attraverso la manipolazione, i giochi di luce, i rallentamenti, i suoni. Rapp ha ricordato come in passato abbia lavorato per la prima edizione dell’Elle Decor Grand Hotel, collaborando con Patricia Urquiola, per il cui progetto ha usato materiali cangianti su cui proiettare immagini manipolate (foto finale). Altro progetto condiviso con Elle Decor è la mostra Soft Home a Palazzo Bovara in cui ha elaborato contenuti multimediali per una casa del futuro. La prima collaborazione risale però alla mostra Design for Life in cui ha dato vita alle foto del giornale pubblicate negli ultimi 25 anni. Per chiudere la sua lecture Rapp ha proiettato il trailer del film Elements, commissionato da Rem Koolhaas per la Biennale Architettura del 2014.


di Alec Cinque / 17 Ottobre 2017

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