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Elle Decor Italia

L'hotel del futuro è open, stimolante, inconfondibile

Per l’ultimo appuntamento all’Elle Decor Grand Hotel, tre giganti dell’hotellerie si sono confrontati sulle nuove frontiere dell’hospitality

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Filippo Messina

Livia Peraldo Matton, direttore responsabile di Elle Decor Italia, con Giorgio Palmucci, Presidente dell'Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Ignacio Contreras-Iribarren, architetto e direttore de Il Sereno e Renzo Iorio, presidente e amministratore delegato Accorhotels per Italia, Grecia, Israele e Malta

A Palazzo Morando, l’Elle Decor Grand Hotel si è congedato dai suoi visitatori ospitando venerdì sera, nel proprio Séjour, l’appuntamento Design for Hospitality - verso una nuova hotellerie, un’ultima occasione d’incontro e confronto dedicata ai nuovi orizzonti del mondo dell’accoglienza.

Davanti a un pubblico interessato e curioso, tre pesi massimi dell’universo hospitality: Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria Alberghi, Ignacio Contreras Iribarren, direttore di Sereno Hotels, e Renzo Iorio, direttore operativo per Italia, Grecia, Israele e Malta di Accorhotels.

“Siamo molto contenti di ospitare questa serata dedicata al tema ispiratore della mostra”, ha spiegato Livia Peraldo Matton, direttore di Elle Decor Italia, introducendo gli ospiti, “con questa splendida installazione a Palazzo Morando, firmata da Piero Lissoni e Patricia Urquiola, abbiamo provato a esplorare le trasformazioni e i nuovi scenari possibili di un mondo. L’hotel è una magnifica esperienza transitoria che va plasmata seguendo regole precise, leggi dell’ospitalità che ora ci faremo spiegare da questi tre espertissimi signori”.

L’incontro è così iniziato con un piccolo viaggio nell’attuale panorama alberghiero italiano.

“Il mondo dell’hotellerie è la mia passione da più di 30 anni”, ha esordito Giorgio Palmucci, “un universo complicato ma stimolante, che qui in Italia potrebbe esprimere enormi potenzialità. Secondo me il turismo è una risorsa fondamentale di questo paese e gli hotel potrebbero essere tranquillamente la prima vetrina del Made in Italy. Lo scenario attuale è molto frammentato, ma la tendenza sembra premiare le strutture che propongono un servizio diversificato e di qualità. Le aspettative dei visitatori sono cambiate, non siamo più negli anni Settanta con le tranquille pensioncine, gli ospiti sono diventati molto più esigenti. Oggi è importante dare un carattere all’hotel, personalizzarlo, e molte strutture probabilmente andrebbero riqualificate. Certo la crisi ha colpito duro, ma ho avuto modo di confrontarmi più volte con l’infinita passione degli albergatori italiani e sono molto fiducioso che prima o poi si possa ritornare a esportare la Dolce Vita”.

Un ottimismo legato anche al carattere camaleontico del mondo dell’hotellerie che più di una volta ha saputo cogliere importanti successi proprio attraverso inaspettate trasformazioni, come ha raccontato anche Ignacio Contreras Iribarren.

“Una delle mie prime esperienze in questo campo è stata quella di Miami Beach negli anni Novanta”, ha ricordato l’architetto, “all’epoca quella zona era un disastro, era un luogo abbandonato e violento, ma poi è cambiato tutto. Adesso Miami Beach è un esempio di rinascita. Il nostro primo albergo lo abbiamo costruito proprio lì ed è stata un’esperienza magica, non c’era veramente nulla ma alla fine abbiamo vinto la sfida. Dopo tanti anni, credo che il segreto del successo sia appoggiarsi a un’idea chiara e svilupparla. Cinquant’anni fa gli alberghi erano disegnati fondamentalmente come degli ospedali con delle finestre più belle, ma oggi dietro un hotel ci deve essere un pensiero. Con Il Sereno di St. Barths abbiamo enfatizzato la quiete e l’esclusiva privacy di quel microcosmo, mentre per il recentissimo Il Sereno sul Lago di Como ci siamo affidati all’energia, all’entusiasmo e alla fantasia di Patricia Urquiola, per fondere perfettamente idea, design e contesto”.

Proprio perché le idee stanno diventando sempre più determinanti, accanto al mondo dell’hospitality di lusso anche l’universo dell’hotellerie più accessibile sta conoscendo un momento d’interessante fermento, legato soprattutto alle intuizioni.

“La nostra è quella di tradurre in spazi concreti l’idea che vivere è meglio che dormire”, ha spiegato Renzo Iorio, “e sull’onda di questo mantra abbiamo puntato su progetti come Mama Shelter e abbiamo sviluppato format di rottura come Jo & Joe. Il design funziona se riesce ad attrarre le persone e a dare forma a una speciale alchimia tra spazi e individui. Noi puntiamo su strutture concettualmente più simili a spazi di coworking che ad alberghi, dei rifugi alpini reinventati, pieni di comfort e con un’estetica seducente. Con queste realtà stiamo cercando di sviluppare una nuova idea d’hotel, luoghi di qualità aperti alla città, economicamente accessibilissimi, ricchi di spazi d’incontro, che possano dare anche una nuova vita a location dimenticate, in quartieri e destinazioni un po’ fuori contesto, ma molto stimolanti. Una sorta di avamposti immersi in realtà estremamente dinamiche, pieni d’ironia, stile e con dei letti comodissimi”.

A chiudere la serata, una rapida riflessione sul futuro.

“Oggi c’è tanta fantasia e velocità”, ha sottolineato Palmucci, “con il progresso della tecnologia il nostro mondo continua a cambiare rapidamente, bisogna essere bravi a rispondere alle nuove esigenze, consapevoli che il futuro è qui. In Italia non ci sarà una nuova Fiat, i nostri tesori sono il turismo e le idee”. “È vero”, ha concordato, “Contreras Iribarren “qui c’è tanta bellezza e la gente è meravigliosa, l’Italia ha un fascino enorme. Spero che in futuro investire qui possa diventare meno costoso e che si continui a fare turismo con la testa, valorizzando i luoghi senza distruggerli”. La lezione della Milano post Expo è quella che ha ispirato Iorio: “Milano funziona perché è diversa, perché è viva. Tra teatro, design e moda offre sempre stimoli nuovi. Nel futuro vedo hotel sempre più interessanti che uniranno comfort e cultura, diventando parti integranti della vita di una città”.

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di Francesco Marchesi / 25 Ottobre 2016

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