ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

Patricia Urquiola e i retroscena del suo Elle Decor Grand Hotel

L’architetto e designer ha raccontato al pubblico le sue Stanzas, tanti versi di un’inedita poesia dell’accoglienza

Patricia Urquiola racconta il suo Stanzas ad una folla gremita all'Elle Decor Grand Hotel

Lo scorso ottobre, a Palazzo Morando, Patricia Urquiola, autrice degli spazi privati dell'Elle Decor Grand Hotel, ha conversato con i visitatori della mostra durante una lecture molto speciale.

«Siamo molto contenti di averti qui», ha detto Livia Peraldo Matton, Direttore di Elle Decor Italia, introducendo la designer, «perché senza la tua creatività e quella di Piero Lissoni questo progetto non avrebbe mai potuto prendere forma. Non vediamo l’ora di scoprire le tante citazioni che hai nascosto nelle tue Stanzas, tracce di un cammino fatto di progetti, premi, radici spagnole e influenze milanesi».

La serata del talk nel Séjour dell'Elle Decor Grand Hotel. Di schiena la designer spagnola Patricia Urquiola e il Direttore di Elle Decor Italia Livia Peraldo Matton. Foto di: Valentina Sommariva

«Per parlare sceglierò questa sedia», ha esordito la designer accomodandosi, «un oggetto meraviglioso che mi ricorda Vico Magistretti quando, guardando una seduta per bambini, disse fatela uguale solo più grossa».

«Devo dire che queste occasioni mi piacciono tantissimo», ha confessato, «dovrebbero essercene di più! È bellissimo per un creativo poter condividere il proprio punto di vista. In più, amo le installazioni, perché mi consentono di dar voce a un lato della mia fantasia che nel contesto professionale devo tenere a bada».

In primo piano Il Direttore di Elle Decor Italia Livia Peraldo Matton alla conferenza su Stanzas della spagnola Patricia Urquiola. Foto di: Valentina Sommariva

Un momento della serata del talk Stanzas. In primo piano da sinistra: Dario Rinero CEO Poltrona Frau Group, Alberto Zontone CEO Studio Urquiola e Alessandro Valenti Web Manager di elledecor.it. Foto di: Valentina Sommariva

Un’occasione per stravolgere le regole e seguire una visione piuttosto originale.
«Credo che in un Grand Hotel contemporaneo contino soprattutto gli spazi e la loro qualità», ha continuato la designer riferendosi all'ultimo progetto realizzato sul lago di Como, «in poche parole il mio pensiero si può riassumere in: più architettura, meno lusso. Per quel che riguarda Stanzas, la struttura stessa di Palazzo Morando mi ha aiutato a riguggire dal concetto di camera tipo - che è il primo step in ogni progetto di hotellerie -  e a creare un racconto frammentato, una serie di ambienti immaginati durante il  dormiveglia nei quali realtà e sogno si sfiorano. Così nell'installazione si mischiano fantasia e memoria, citazioni della Milano reale e della mia personale idea della città».

Le Stanzas sono originali rifugi, progettati per 1, 2, 3 o più persone, pensati per ospitare differenti tipi di viaggiatori.
«Le camere dell’Elle Decor Grand Hotel sono stanzas nel senso anglosassone del termine», ha continuato la designer, «le strofe di una poesia. Mi divertiva molto il fatto che il termine sembrasse il plurale spagnoleggiante della parola italiana e che in inglese, invece, significhi versi, quelli del libro Stanzas in Meditation di Gertrude Stein che mi è tornato in mente mentre lavoravo al progetto. La Stanza per 1 è molto austera e rispecchia la mia prima impressione di Milano; è uno spazio umano, severo e minimalista, immerso in un’atmosfera ispirata da una parte al San Girolamo nello studio di Antonio da Messina e dall'altra al film Fino alla fine del mondo di Wim Wenders. Forte è anche il riferimento ai mobili Shaker amati da Maddalena De Padova. La Stanza per 2 esplora l’idea della dualità e dalla coppia, un tema che mi piacerebbe molto affrontare anche nell’ambito professionale. È l’interpretazione delle dinamiche che nascono tra due mondi che iniziano a confrontarsi fin dall’apertura delle valigie. Gli arredi sono fondamentalmente l’espressione del dialogo continuo che può esistere tra un uomo e una donna ma anche tra due uomini o due donne. Infine c’è la Stanza per 3, 4, 5... con tanti letti-abitacolo - liberamente ispirati ad una stanza-baldacchino progettata da Gio Ponti per un'edizione della Triennale di Milano  - che possono diventare mondi a sé. Un ambiente che ho immaginato più simile a un ostello che a un hotel, ma solo per evitare una delle mie nemesi: il lettino aggiunto, un oggetto che sposto quasi sempre quando entro in una camera d’albergo, ma questo, forse, dipende solo dalla mia indole da designer».

Un momento della serata a Palazzo Morando. Foto di: Valentina Sommariva

Poi c'è la stanza per la cura di sè, che è parte delle camere da letto
«Le ciabattine e gli accappatoi per raggiungere la Spa sono sempre di una misura strana», ha scherzato Patricia Urquiola, «così per la Stanza per la cura di sé ho eliminato la necessità di indossarli, dando forma a uno spazio più intimo, collegato direttamente alla camera senza bisogno di uscire sul corridoio e prendere l'ascensore. Per l’atmosfera mi sono ispirata alla Torino di De Amicis... ok lo so che è una città diversa, ma la fantasia è mia e dunque mi prendo qualche licenza. Inoltre mi piace immaginare Torino e Milano come un'unica grande città».

E i retroscena legati agli hotel progettati?
«Ognuno rappresenta un’esperienza a sè», ha spiegato la progettista spagnola, «il Mandarin Oriental di Barcellona è stato il mio primo progetto di hotel: è lì che ho scoperto ‘l’incubo’ di disegnare la stanza tipo, battendomi a spada tratta per utilizzare delle splendide piastrelle che recuperavano un certa tradizione catalana. Con il Das Stue Hotel di Berlino, invece, ho iniziato a esplorare l'bridazione tra spazio pubblico e intimità. Anche qui dopo una lunga battaglia ho progettato una scalinata vivace, con ambienti comuni nei pianerottoli, con arredi che introducevano alle privacy delle stanze da letto. Il Sereno sul Lago di Como, d’altro canto, è stato il mio primo lavoro a 360 gradi in cui ho detto ‘o tutto o nulla’, la scena di una lotta feroce per scegliere il tipo di roccia da utilizzare sia per l'architettura che per gli interni e creare una scenografica passerella. Beh... detta così sembra che il segreto per progettare un albergo sia fondamentalmente litigare per qualcosa...».

Tra gli ospiti della serata Stanzas, Rosita Missoni. Foto di: Valentina Sommariva

A fine serata, spazio alle curiosità del pubblico.

Come è lavorare nel mondo degli hotel a 5 stelle?
«Bisogna entrare nell’ottica. Megli anni mi sono sempre più convinta che per i Grand Hotel occorra creare idee finite. Ironia, contrasti ed escamotage li riservo per altri progetti, come quello del Giulia Room Mate di Milano nato su un'idea di hotellerie più accessibile. Poi rimango comunque me stessa, con le mie ossessioni e convinzioni. Sono fatta così: sono una designer e m’interessa come la gente usa le cose, è più forte di me. Se fossi rimasta in Spagna, forse sarei diventata un classico architetto, ma sono venuta a Milano e ho imparato ad amare anche questo lato dell’arte del progetto, adesso vi tocca tenermi così».

Come vede il mondo dell’hotellerie accessibile?
«Mi piacerebbe molto realizzare un’installazione con Elle Decor su questo tema, magari l’anno prossimo», ha scherzato Patricia Urquiola. «Il mondo degli ostelli è molto stimolante, non c’è la paura di osare legata ai grandi budget e c’è più spazio per rompere gli schemi. Senza arrivare agli eccessi degli alberghi-capsula giapponesi, il bello di questi progetti è che si può sempre inseguire un’idea un po’ folle».

Come è Patricia Urquiola quando viaggia o sceglie un hotel?
«Intanto non vi dirò mai tutta la verità! La cosa che posso confessare è che di fondosono una persona curiosa. Dovunque vada, qualunque cosa io faccia, la mia attenzione è catturata dai particolari, dettagli non per forza belli. Viaggiando ho visto anche posti allucinanti, alberghi più inquietanti dell’hotel di Shining, ma anche questi posti incredibili mi hanno lasciato qualcosa... oltre alla paura, ovviamente».

In chiusura Gianni Fiore dello studio Lissoni Associati ha chiesto se, come lui, anche la designer iberica trovasse un trait d’union tra le due anime dell’installazione di Palazzo Morando.
«Molti tendono a vederli come mondi diversi, ma le mie Stanzas e l’Hotel Particulier di Piero Lissoni hanno radici comuni. Memorie della Milano di Ettore Sottsass, passione per i materiali. Io e Piero abbiamo fatto un pezzo di strada professionale insieme e ci sono cose che convivono bene in entrambe le nostre menti. Diciamo che abbiamo una sensibilità molto simile, se entriamo in una stanza e c’è una cosa orrida il nostro occhio va subito lì...».

Da sinistra: Rossana Orlandi, gallerista, insieme a Livia Peraldo Matton, Direttore di Elle Decor Italia. Foto di: Valentina Sommariva

Un momento della serata Stanzas nel cortile di Palazzo Morando. Foto di: Valentina Sommariva

SCOPRI ANCHE:

Piero Lissoni racconta il suo Hotel Particulier
Piero Lissoni e Patricia Urquiola autori dell'Elle Decor Grand Hotel
Elle Decor Grand Hotel is open
Le camere dell'Elle Decor Grand Hotel disegnate da Patricia Urquiola


di Francesco Marchesi / 21 Ottobre 2016

CORNER

Speciale Contract collection

[Speciale Contract]

L'oceano alla parete

La visione architettonica di Marco Piva per Glamora

Carta da parati

[Speciale Contract]

Il design prende il volo

I 7 lounge degli aeroporti più belli del mondo secondo Elle Decor

edifici pubblici

[Speciale Contract]

Una finestra sul futuro

I luoghi dell'ospitalità scelgono il custom made e l'innovazione

hotel

[Speciale Contract]

Tessuti dalle forma del mare

Il movimento dell’acqua ispira Martyn Thompson in Rock Pool

Textile Design

[Speciale Contract]

Come avere la casa perfetta

Architettura, interior e design: le star del progetto definiscono tutto

Casa moderna

[Speciale Contract]

Stanzas d'hotel

L'hotellerie secondo Patricia Urquiola in una video intervista

Elle Decor Grand Hotel

[Speciale Contract]

Un ostello aristocratico

Una video intervista racconta l'albergo speciale di Piero Lissoni

Elle Decor Grand Hotel

[Speciale Contract]

Gli spazi dello shopping

6 negozi bellissimi ripensano il concetto di vendita

negozi di design

[Speciale Contract]

Total look per THE Pacific

Cucine e bagni Made in Italy nelle residenze di lusso a San Francisco

Cucine di Design

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web