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A Stoccolma ci sono le panchine più belle (e strane) del mondo. Ecco perché

Si chiama Superbenches l’istallazione curata da Felix Burrichter nel parco Kvarnbacken di Järfälla, Stoccolma, per riqualificare lo spazio pubblico attraverso arredi urbani di design

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Jezzica Sunmo

 

Non sono solo panchine, ma super panchine per esterni quelle che da Maggio, hanno occupato il parco Kvarnbacken di Järfälla, un quartiere del comune di Stoccolma. Grazie ad un’operazione che si inserisce in Kalejdohill, un più ampio programma di sviluppo urbano biennale che vede Andreas Angelidakis nel ruolo di direttore creativo, il parco è diventato il terreno di sperimentazione per uno dei progetto che vuole che il design e l’architettura siano strumenti di rigenerazione e attivazione di processi insediativi virtuosi, attraverso interventi temporanei, puntuali, mobili.

Arredo urbano design ironia e arte, si incontrano nel progetto di installazione curato da Felix Burrichter che ha invitato 10 talenti del design internazionale, a ripensare il concetto di panchina tradizionale, mantenendo comunque la sua funzione di elemento che genera un luogo d’incontro dove sedersi e rilassarsi. Con la possibilità di poter lavorare su un re-design delle panchine esistenti o su progetti completamente nuovi Soft Baroque, Jonathan Olivares, Max Lamb, MäRta HäGglund & Sanna Gripner, Philippe Malouin, Leon Ransmeir, Luca Cipelletti, Ifeanyi Oganwu, Naihan Li e Scholten & Baijings, hanno dato la loro interpretazione di seduta pubblica con l’opportunità di veder conservate nel tempo le loro opere, a patto di essere apprezzate e soprattutto utilizzate dai cittadini!

Ma vediamo queste dieci Superbenches.

Foto di Jezzica Sunmo

Per la loro super panchina per esterni Spring Break,il duo dello studio Soft Baroque è stato ispirato da un video di YouTube che ritraeva un uomo in sovrappeso in t-shirt colorata, che dondolava avanti e indietro su gioco per bambini all’interno di un parco. La loro panchina è a due posti e su molle! Che cos'è una Superbench per loro? « Essere super è ideologicamente puro ma un po' irrazionale con un elemento di fantasia »

Foto di Jezzica Sunmo

Gli olandesi Stefan Scholten e Carole Baijings hanno collaborato come studio Scholten & Baijings riprogettando le panchine esistenti. “Colour Benches” è un intervento di colore in cui strati opachi e traslucidi vengono applicati alle panchine per esterni per creare un dialogo con i colori del contesto. L'effetto di gradiente che si viene a creare crea un collegamento continuo non solo tra i vari tasselli di una seduta, ma anche tra le varie panchine del parco.

“Core” di Philippe Malouin è un oggetto scultoreo che si attiva in relazione al luogo nel quale si inserisce. Ispirato dalla topografia locale, il designer londinese utilizza aggregati naturali per creare un luogo di incontro all'aperto che offra una pausa dalla vita quotidiana frenetica (foto in apertura). 

Foto di Jezzica Sunmo

La giapponese Naihan Li ha lavorato con blocchi compressi di argilla e ghiaia, ispirati alla solidità della Grande Muraglia cinese, che, costruita in terra sbattuta si conserva ancora dopo centinaia di anni. L’intenzione della designer è stata quella di creare una sorta di gioco. Come se si fosse alla scoperta di un sito archeologico, le forme "pixelate" disseminate sul terreno, danno la possibilità ai visitatori di ri-scoprire il loro rapporto con il paesaggio oltre che quello con la comunità.

Foto di Jezzica Sunmo

101.6 OD 305 CLR, di Max Lamb è un’opera d’arte, un tubo in acciaio inox 316 di spessore 2 mm piegato. Una panchina « come un pezzo di street furniture, onnipresente, sostanziale, utilitarista, familiare, ambiguo, inosservata » dice Max Lamb.

Foto di Jezzica Sunmo

Märta Hägglund & Sanna Gripner progettano invece un salotto esterno. “Cushy” traduce l'estetica e la comodità dello spazio domestico in sedute pubbliche all'aperto che sono poltrone a due posti. La panchina in rete metallica ha forme rotonde che la rendono confortevole e accogliente.

Foto di Jezzica Sunmo

“Primordial Bench”, la Panca Primordiale di Luca Cipelletti è un lavoro concettuale fatto di mattoni realizzati in argilla. La forma ad L, ricalca la rovina archeologica di un'antica struttura architettonica, nella quale si può riflettere in solitudine. « Come simbolo della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale, introduce una nuova relazione tra oggetto e utente » Luca Cipelletti. 

Foto di Jezzica Sunmo

Per Leon Ransmeier l’arredo urbano di design è multitasking. Resting Assortment è un raggruppamento di oggetti progettati per offrire molteplici possibilità di utilizzo, mentre una elegante panchina per esterni in alluminio è la proposta di Jonathan Olivares. “Aluminum Bench” è una variante della seduta che il designer aveva sviluppato per l’azienda di metalli e vetro Zahner. Un piano in alluminio curvo vicino ad un campo da bocce il luogo di sosta ideale per i giocatori e gli spettatori dei tornei.

 

Foto di Jezzica Sunmo

Infine, più che un oggetto, una sorta di micro architettura. “Rotunda” di Ifeanyi Oganwu è esplorazione formale, unita alla ricerca di uno spazio per la socialità e il riparo. La sua panchina è costituita da piastre in acciaio curvato e verniciate con una finitura bi-colore. La circolarità della Rotonda crea privacy all'interno dello spazio pubblico, è come un microamfiteatro, un recinto che protegge dal caos e disegna un oggetto che dall’eterno meraviglia e incuriosisce.

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di Laura Arrighi / 12 Maggio 2017

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