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Elle Decor Italia

In prima linea

9 testimonianze degli addetti ai lavori

In prima linea

Le testimonianze di presidenti e responsabili degli enti coinvolti nelle diverse problematiche della contraffazione di prodotti di design. Le leggi a tutela dell’originale e le proposte per la sua difesa. L’inchiesta di Elle Decor Italia

Daniela Mainini
Presidente CNAC - Consiglio Nazionale Anticontraffazione

Qual è il vostro compito?
Indirizzare, dare impulso e coordinare, da un punto di vista strategico, ciò che le diverse amministrazioni già fanno per combattere il fenomeno. Questo è il compito che il legislatore ha assegnato al Consiglio Nazionale Anticontraffazione. L’obiettivo che mi sono posta nel 2011 nell’assumere, su delega del ministro dello Sviluppo economico, la presidenza del CNAC è stato quello di dare un significato concreto a questo compito. Impresa non semplice, in quanto per la complessità del fenomeno i soggetti che se ne occupano sono numerosi (dai ministeri alle forze dell’ordine, dalle associazioni imprenditoriali a quelle dei consumatori). Gli interessi in gioco sono alcune volte contrastanti e possono toccare i diritti fondamentali degli individui - penso al dibattito sulla proprietà intellettuale in Internet - oltre a livelli decisionali molteplici perché riguardano non solo l’ambito nazionale (centrale e locale), ma anche quelli europeo e internazionale. Credo tuttavia di essere stata avvantaggiata in questo compito dall’esperienza che mi deriva da oltre venticinque anni di esercizio della professione legale nel campo della tutela della proprietà intellettuale e nella lotta alla contraffazione. E così ho cercato di dare un’impronta pragmatica, privilegiando l’ascolto delle esigenze concrete di chi è danneggiato dalla contraffazione (imprese e consumatori), di chi la combatte quotidianamente (forze dell’ordine, polizia municipale e dogane) e di chi deve delineare le strategie di lotta (ministeri e comuni). Un grande lavoro di squadra di tutti gli interlocutori coinvolti ha permesso poi di individuare le priorità in tema di lotta alla contraffazione, con le relative proposte di azione, in 13 settori, tra i quali il design. Questo lavoro ha rappresentato la base di partenza per l’elaborazione del Piano Nazionale Anticontraffazione.

Che cos’è il Piano Nazionale Anticontraffazione?
È lo strumento che definisce le strategie nazionali nella lotta alla contraffazione e orienta l’azione dei soggetti che la combattono. Le strategie si riferiscono ai seguenti ambiti: comunicazione e informazione ai consumatori, per renderli più attenti e consapevoli, e per colmare nei giovani il vuoto di consapevolezza sull’importanza della proprietà intellettuale; enforcement, ossia applicazione delle leggi esistenti, e rafforzamento del presidio territoriale; lotta alla contraffazione via Internet, per affermare anche nel mondo digitale il rispetto della proprietà intellettuale; sostegno alle imprese e difesa del Made in Italy da fenomeni di usurpazione all’estero.

Quando è stato presentato?
Ufficialmente alle autorità politiche e all’opinione pubblica il 19 novembre scorso in un evento svoltosi a Milano. Gli Stati Generali Lotta alla Contraffazione - questo il nome dell’evento che ha riunito tutto il Sistema Italia impegnato nel contrasto al fenomeno - sono stati il momento culminante del grande lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti nel Consiglio Nazionale con grande entusiasmo e impegno e con una visione che indica chiaramente quale sia la direzione da prendere in questa importante battaglia di legalità.

Quali gli obiettivi futuri?
Il lavoro del Sistema Italia e del Consiglio Nazionale deve ripartire nel 2013 da qui. Il nostro compito è di continuare questa battaglia, che è prima di tutto una battaglia culturale che richiede un grande coinvolgimento istituzionale e risorse adeguate alle sfide che ci impone. Nell’anno in corso quindi valuteremo, alla luce delle priorità sopra elencate che costituiscono reali fronti di lotta, il merito delle diverse iniziative e proposte. Senza questa valutazione, tutti i progetti, pur lodevoli, sono destinati a rimanere iniziative prive di una visione sistemica, fondamentale per la loro reale efficacia.

CNAC
ANNO DI FONDAZIONE: il Consiglio è stato istituito presso il ministero dello Sviluppo economico dalla legge 23 luglio 2009 n. 99. Presieduto dal ministro dello Sviluppo economico o da un suo delegato, è stato formalmente insediato il 22 dicembre 2010 alla presenza dei rappresentanti di altri dieci ministeri e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), che partecipano in qualità di Membri.
RAPPRESENTA: è un organismo interministeriale (riunisce 11 ministeri più l’Associazione dei Comuni Italiani) di carattere strategico, sovraordinato a tutte le amministrazioni che si occupano di contraffazione.
MISSIONE: le strategie delineate dal Consiglio sono indicate nel Piano Nazionale Anticontraffazione (www. cnac.gov.it/index.php/gli-stati- generali-lotta-alla-contraffazione/ piano-nazionale-anticontraffazione) presentato a novembre a Milano durante gli Stati Generali Lotta alla Contraffazione (www.cnac.gov.it).

Carlo Guglielmi
Presidente INDICAM - Istituto del Centromarca per la lotta alla contraffazione

Da quando si occupa di contraffazione?
Come presidente INDICAM da 12 anni. Il problema è molto complesso e radicato nel tessuto produttivo italiano. Non stupisce o forse sì che, in termini quantitativi, il peso della contraffazione sul Pil si aggiri attorno al 9%. Risolvendolo, si eviterebbero dannose manovre finanziarie.

Che cosa vuol dire vendere prodotti contraffatti?
Vuol dire vendere in nero e procurare danno alla fiscalità collettiva. E comprarlo, sostenere indirettamente le organizzazioni del malaffare: è la malavita che gestisce questo business.

Cosa fa INDICAM?
Prima di tutto abbiamo chiesto una reazione concreta allo Stato di fronte al fatto che l’Italia è il terzo Paese al mondo sia per produzione sia per acquisto di prodotti contraffatti. Ogni volta che è stato il caso, abbiamo denunciato alla Commissione europea i governi italiani (sia Prodi che Berlusconi che Monti) per norme in conflitto con la legislazione europea in termini di tutela mediante il copyright del design. Molto recentemente abbiamo portato all’attenzione dell’Antitrust, insieme all’Associazione di Consumatori Adoc, il problema della divulgazione delle copie illegali su Internet. Chi copia è un potenziale delinquente, chi acquista il prodotto copiato ne è un complice.

Perché la contraffazione è così diffusa?
Molti attori del sistema design, dove sempre più spesso si sente parlare di mercato e di marketing, sono naturalmente condannati a essere secondi. È primo chi sperimenta, e chi sperimenta non lo fa per il mercato, ma per innovare: fa qualcosa di nuovo senza pensare al nuovo, ma investendo capitali ed energie. Chi copia invece, ed è secondo, non investe capitali ed energie, ma in comunicazione.

INDICAM
ANNO DI FONDAZIONE: 1987
RAPPRESENTA: oltre 180 aziende, associazioni, enti, studi professionali, organizzazioni impegnati nella lotta alla contraffazione dei prodotti di marca.
MISSIONE: attiva sull’insieme delle problematiche della difesa dei diritti di Proprietà Intellettuale, l’associazione collabora con i titolari di marchi, le imprese della distribuzione, le organizzazioni dei consumatori e le pubbliche autorità per la prevenzione e la repressione della contraffazione (www.indicam.it).

Claudio Luti
Presidente COSMIT - Comitato Organizzatore del Salone del Mobile Italiano

Che dimensioni ha oggi la contraffazione?
Come capo di un’azienda (Kartell, ndr), è un fenomeno che combatto tutti i giorni: quasi tutti i prodotti di successo sono imitati. Gran parte di questa produzione poi viene venduta via Internet, canale che praticamente garantisce l’anonimato a chi copia. Abbiamo scoperto che i contraffattori arrivano a usare le nostre immagini per pubblicizzare i loro prodotti, altri imitano addirittura i nostri negozi. Siamo pochissimo protetti, non riusciamo a fare sistema, non abbiamo istituzioni che ci rappresentino abbastanza: basta pensare che in Italia l’applicazione della legge anticontraffazione è stata prorogata... Per un’azienda che innova questo è un problema, ed è difficile vincere una causa in Brasile o in Cina, Paesi dove il fenomeno della copia è purtroppo molto diffuso.

È un fenomeno che riguarda tutto il mondo?
Purtroppo anche l’Europa ha fatto la sua parte, pronunciandosi contro una legge per imporre il “made in”, la dichiarazione di dove un prodotto è realizzato. Le istituzioni ci chiedono di esportare, ma dobbiamo essere difesi. E tutelati. Dal 2001 c’è una legge che protegge il diritto d’autore su modelli e disegni industriali, oggi una legge europea riconosce gli stessi diritti anche ai pezzi disegnati pre-2001: è un buon segnale. Ma bisogna andare avanti.

Come COSMIT, quali sono le vostre strategie?
Siamo molto attenti a chi ammettiamo alle nostre manifestazioni. Facendo controlli sui cataloghi, prima di accettare una candidatura. Ma anche in fiera: abbiamo istituito un ufficio anticontraffazione operativo nei giorni del Salone, con ispettori e penalità come l’esclusione.

COSMIT
ANNO DI FONDAZIONE: 1961
RAPPRESENTA: organizza ogni anno, ad aprile, il Salone del Mobile, le biennali Euroluce, EuroCucina, SaloneUfficio, Salone Internazionale del Bagno e l’annuale Salone Internazionale del Complemento d’Arredo. Dal 1998, inoltre, organizza anche il SaloneSatellite. Dal 2005 COSMIT gestisce all’estero i Saloni WorldWide Moscow, a ottobre.
MISSIONE: promuovere le esportazioni italiane di mobili e complementi (www.cosmit.com).

Roberto Snaidero
Presidente FederlegnoArredo

Qual è l’impegno dell’Associazione rispetto al tema della contraffazione?
La Federazione è da sempre in prima linea, in particolare sulla protezione del design con il diritto d’autore. Grazie a una nostra concreta azione in sede parlamentare, infatti, nel 2010 è stato possibile modificare l’art. 239 del Codice di Proprietà Industriale nel senso di riconoscere la protezione del diritto d’autore al design che prima del 2001 era di pubblico dominio, concedendo una moratoria di 5 anni a coloro che fabbricavano copie, allora lecite, al fine di smaltirle.

Che cos’è successo con il Decreto Milleproroghe?
Purtroppo, il Decreto Milleproroghe del 2012 ha introdotto, su pressione delle lobbies dei contraffattori, uno slittamento della moratoria da 5 a 13 anni, con l’effetto che la durata della stessa è prevista fino al 2014, autorizzando in questo modo i contraffattori a proseguire indisturbatamente senza incorrere in violazioni. Tale provvedimento ha suscitato la nostra veemente reazione culminata, insieme ad ADI e a INDICAM, nella denuncia dello Stato Italiano alla Commissione europea per infrazione del diritto comunitario. Parallelamente, la nostra battaglia è proseguita anche nelle sedi giudiziarie.

Impegni futuri?
FederlegnoArredo continuerà il suo impegno a favore della protezione del design con il diritto d’autore. Consapevole dell’importanza e dell’attualità di certe tematiche, ha infatti istituito al suo interno un ufficio tutela, con l’obiettivo di fornire assistenza e sensibilizzare le imprese su tutte le problematiche legate alla contraffazione, organizzando anche seminari e pubblicazioni sul tema, cercando in tal modo di “educare” le aziende a investire nella protezione dei beni immateriali, punto di partenza per una tutela a 360 gradi dell’eccellenza del Made in Italy.

FEDERLEGNOARREDO
ANNO DI FONDAZIONE: 1945
RAPPRESENTA: Assarredo, Assobagno, Assoimballaggi, Assolegno, Assoluce, Assopannelli, Assufficio, EdilegnoArredo, Asal, Fedecomlegno, Assoallestimenti. Aderiscono: Aippl, Apil e Assocofani.
MISSIONE: incontrare gli imprenditori del legno e dell’arredo per sostenere il desiderio di fare impresa (federlegnoarredo.it).

Giovanni Anzani
Presidente Assarredo

Quali sono le problematiche legate al diritto d’autore nel settore dell’arredamento?
Il problema è doppio: registrare con un brevetto internazionale ogni prodotto è laborioso e costosissimo, sono poche le aziende che vanno in questa direzione. E poi la protezione di cui si può godere è poca e ha tempi lunghi: basta un dettaglio cambiato e la copia è legittima. Lo scenario internazionale poi è particolarmente complesso, con Paesi produttori che copiano sfacciatamente e che talvolta arrivano a brevettare la loro imitazione: così l’azienda che produce l’originale ha poi delle difficoltà a far entrare quel determinato prodotto in quel Paese.

Cosa si può fare in una situazione così complessa?
Ci stiamo concentrando su una strada alternativa alla difesa del progetto: quella di chiedere al governo dell’Unione europea il varo di un programma di protezione per il cliente finale. Un mezzo potrebbe essere l’istituzione di un libretto di garanzia con una carta d’identità del prodotto (chi l’ha prodotto, chi l’ha progettato, dove è stato realizzato, con quali materiali ecc.). Se a un’ispezione il prodotto non dovesse risultare conforme a questo documento d’accompagnamento, allora scatterebbe il sequestro: cosa che oggi non è possibile con i container carichi di imitazioni che vengono scaricati ogni giorno nei grandi porti del Nord Europa. È una questione anche di salute dell’utente.

Non ci sono sufficienti leggi a tutela dell’autenticità di un prodotto?
Una legge che va in questa direzione in Italia ci sarebbe anche, solo che il pubblico non lo sa. E, quel che è peggio, non viene osservata. Si dovrebbe fare un grande lavoro di sensibilizzazione sul pubblico. E dobbiamo anche difenderci dal falso Made in Italy, oggetti che sono fabbricati chissà dove ma che vengono etichettati come realizzati nel nostro Paese. Questo è un argomento portato avanti principalmente da quattro delle sigle di FLA: Assarredo (che da sola pesa circa per il 40% dell’Associazione), Assobagno, Assoluce e Assufficio. È una difesa del prodotto indispensabile per difendere le imprese.

ASSARREDO
ANNO DI FONDAZIONE: 1979
RAPPRESENTA: industrie produttrici di mobili, imbottiti, cucine, sistemi per dormire, complementi d’arredo e arredamenti commerciali.
MISSIONE: rappresentare, assistere e tutelare le aziende, promuovendone gli interessi a livello locale, nazionale e internazionale.

Piero Gandini
Presidente Assoluce

Come si pone Assoluce nella delicata questione del diritto d’autore?
Come parte di FederlegnoArredo recepiamo il Codice Etico dell’Associazione, che tutela la proprietà intellettuale e che è un codice di comportamento condiviso. Questo vale per tutte le aziende che fanno parte di Assoluce, sia le nuove associate sia quelle che ne fanno parte da sempre. Svolgiamo anche azione di supporto nei confronti dei nostri associati: suggeriamo studi legali specializzati a chi ne ha bisogno, promuoviamo informative. A tutela del diritto d’autore l’Associazione fa anche una cosa molto importante, che ho potuto sperimentare nella mia veste di imprenditore quando non ricoprivo ancora la carica di presidente: Assoluce si è infatti costituita parte civile, dichiarandosi quindi danneggiata dal reato contestato, nella causa Flos-Semeraro (a proposito di copie della lampada Arco di Castiglioni, prodotta da Flos, ndr). Una causa che ha fatto giurisprudenza in materia di diritto d’autore.

ASSOLUCE
ANNO DI FONDAZIONE: 1997, dalla fusione tra Gruppo Luce di Assarredo e Unionluce di API.
RAPPRESENTA: le più importanti aziende italiane produttrici di apparecchi di illuminazione domestica.
MISSIONE: operare per il continuo miglioramento dei livelli qualitativi del settore dell’illuminazione e aggregare tutte le aziende operanti secondo linee di qualità e sicurezza dei propri prodotti e, insieme, di correttezza e serietà di comportamenti sia nei confronti della distribuzione sia dei consumatori finali.

Luisa Bocchietto
Presidente ADI - Associazione per il Disegno Industriale

Che cosa avete fatto, come e quando?
ADI non è una associazione di categoria nata per difendere gli interessi di qualcuno, ma un’associazione che da più di 50 anni promuove il disegno industriale italiano. Accomuna designer, imprese, scuole, critici e distributori nella valorizzazione del miglior design, che ogni anno seleziona attraverso ADI Design Index, premiandolo ogni tre anni con il Compasso d’Oro. Il tutto avviene senza contributo pubblico, senza sponsorizzazioni. La grande libertà di intenti ci permette di fare delle battaglie di principio che non sono vincolate agli interessi di nessuno. Questa esperienza maturata nella selezione indipendente a favore della ricerca, dell’innovazione e del merito ci autorizza a prendere posizione decisa contro chi copia.

Quali figure avete coinvolto e/o creato per combattere il problema?
Nell’ADI esiste il Giurì del design, creato per dirimere questioni di proprietà intellettuale, in collaborazione con Confindustria e con esperti legali: una sorta di commissione sopra le parti che può esprimere pareri competenti al servizio della magistratura, del cittadino, delle imprese e dei progettisti. Il nostro compito è quello di contribuire al confronto tra i diversi attori: giuristi, progettisti e produttori in modo da aumentare la cultura della materia e fornire oggettivi elementi di giudizio. Spesso per ignoranza reciproca non si comprendono a fondo alcuni aspetti che risultano poi condivisi una volta divenuti patrimonio comune. Alcune sezioni della magistratura sono più competenti di altre in materia e ADI può fornire supporto nell’indicare il più adatto approccio. Molti legali collaborano da anni con ADI e cerchiamo anche di promuovere una maggiore attenzione alle procedure di difesa e registrazione dei prodotti da parte di progettisti e imprese. Purtroppo la disaffezione di chi produce e progetta è grande a causa di politiche discutibili adottate nel nostro Paese.

Qual è la situazione della contraffazione in Italia: quali difficoltà ci sono rispetto all’estero?
Le battaglie condotte lo scorso anno in modo congiunto da parte di ADI, Confindustria, Altagamma, Federlegno, COSMIT, riunite - in occasione di una conferenza stampa promossa proprio da ADI - per chiedere la difesa della proprietà intellettuale in Italia ci hanno visto soccombere. Ha prevalso un approccio demagogico che nasconde interessi particolari. Il Parlamento ha approvato emendamenti di legge a favore delle copie, in contrasto con la normativa europea in vigore. Per l’Europa ogni progettista è proprietario di diritto della sua creazione, indipendentemente dalla registrazione brevettuale e commerciale fatta dall’azienda, che poi mette in produzione il suo progetto. Si tratta di un’affermazione di principio intellettuale prima ancora che di una questione economica. Copiare le idee equivale a rubare. In Italia invece, purtroppo, è stata prorogata ancora per alcuni anni la possibilità di copiare favorendo quelle aziende che lo fanno a dispetto delle norme europee, con l’appoggio di politici compiacenti. Questo non è accettabile per chi investe in originalità, porta la bandiera del Made in Italy e contribuisce a valorizzarlo. Come possiamo chiedere ad altri Paesi di non copiarci se accettiamo che venga fatto nel nostro? In quella occasione abbiamo perso; con noi perdono la qualità, l’immagine, la meritocrazia a favore della disonestà di intenti e di azione. Ci auguriamo che la situazione evolva. A questo proposito interveniamo in “adiuvandum”, cioè appoggiando, come associazione, tutte quelle cause in cui siamo certi di poter difendere chi viene copiato. Un peso maggiore dato a chi cerca di ottenere giustizia.

ADI
ANNO DI FONDAZIONE: 1956
RAPPRESENTA: riunisce e rappresenta i principali protagonisti del Sistema del Design.
MISSIONE: attuare strategie innovative per favorire e divulgare l’eccellenza del prodotto in rapporto all’innovazione tecnologica, alle tendenze socio-economiche e alle problematiche ambientali; promuovere norme e procedure, eventi e mostre, convegni, concorsi e pubblicazioni. L’associazione è impegnata nel processo di riconoscimento giuridico del ruolo del designer nello scenario normativo (www.adi-design.org).

Armando Branchini
Segretario Altagamma

Come lavora Altagamma?
In sintesi posso dire che la nostra attività principale è quella di fare lobby nei confronti delle istituzioni, per esempio stimolando Guardia di Finanza, Annona, dogane. Operiamo all’interno del CNAC (vedi scheda a pag. 40), una struttura che ha cambiato lo scenario in termini sostanziali. L’Italia è l’unico dei grandi Paesi europei ad avere un’istituzione di questo tipo (la Francia la sta osservando con molto interesse). Prima c’era un Alto Commissario che si occupava delle problematiche legate alla contraffazione, ma non c’era interazione con i ministeri e con le forze dell’ordine. A dire il vero, la normativa italiana in merito è sostanzialmente corretta. Solo che ci sono notevoli limiti nella sua applicazione sul territorio. C’è bisogno di un impegno continuo: le operazioni spettacolari ma non sistematiche magari fanno notizia. Ma se rimangono isolate non servono a niente.

Come si può combattere la contraffazione?
Il fenomeno negli anni è andato crescendo di volume e importanza. Non crediamo ci sia bisogno di ulteriore normativa, basterebbe l’individuazione di sedi specializzate anche nel penale, degli uffici appositi nei tribunali. Sarebbe una norma organizzativa importante. Il CNAC ha le competenze e gli strumenti per promuovere iniziative di questo tipo. All’interno del CNAC, inoltre, sosteniamo l’importanza di un’attività di educazione del consumatore. Abbiamo anche un nostro gruppo di lavoro a tutela della proprietà industriale, coordinato da Laudomia Pucci e dall’avvocato Pier Luigi Roncaglia, che raccoglie più di trenta specialisti, all’interno del quale c’è uno scambio di informazioni su problemi e best practice.

ALTAGAMMA
ANNO DI FONDAZIONE: 1992
RAPPRESENTA: imprese italiane di reputazione internazionale che operano nella fascia più alta del mercato, che esprimono la cultura e lo stile italiano nella gestione d’impresa e nel prodotto e che si distinguono per innovazione, qualità, servizio, design e prestigio. Altagamma fa anche parte dell’ECCIA, European Cultural and Creative Industries Alliance, che rappresenta più di 400 imprese europee.
MISSIONE: promuovere l’industria italiana d’eccellenza e la cultura che la sostiene (www.altagamma.it).

Massimiliano Dona
Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori

Che cos’è la contraffazione?
La contraffazione è una ingannevole seduttrice e molte sono le categorie merceologiche interessate.

Quali ambiti coinvolge?
Non riguarda più solo i prodotti, ma si estende ai servizi. E non è tutto perché si possono taroccare e falsificare le idee: è quella che potremmo chiamare contraffazione “ideologica”. Il fenomeno del falso non riguarda solo ingredienti o denominazioni, materie prime o lavorazioni: è contraffazione ideologica una certa pubblicità che illude i consumatori non più solo sulle caratteristiche dei prodotti, ma altresì sulla opportunità stessa dell’acquisto, sul prezzo, sull’accessibilità. Ma più di ogni altra è contraffazione ideologica quella che vuol farci credere che voluttuario sia necessario, che sia importante acquistare il prodotto che hanno tutti. È contraffazione anche questa se è vero che etimologicamente la parola significa proprio “fare come” gli altri, e quindi imitare.

Come si comporta l’Italia?
Il nostro Paese è allo stesso tempo la prima vittima della contraffazione, ma anche uno dei primi produttori mondiali del falso, e il consumatore è vittima e carnefice. Ecco perché con un preciso scopo di sensibilizzazione abbiamo deciso di dedicare proprio alla contraffazione la 6a edizione del Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori tenutosi a Roma a novembre 2012. Alla presenza di autorevoli personalità del mondo politico, accademico e istituzionale abbiamo ampiamente dibattuto sul tema: perché la contraffazione è una minaccia che non va sottovalutata, perché oggi il mercato del falso è un fenomeno purtroppo decisivo per la nostra economia.

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI
ANNO DI FONDAZIONE: 1955
RAPPRESENTA: i cittadini e i consumatori. L’associazione è riconosciuta dal Codice del Consumo (d. lgs. n. 206 del 6 settembre 2005) e iscritta nell’Elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale e legittimata ad agire a tutela collettiva di consumatori e utenti.
MISSIONE: tutelare e rappresentare i consumatori attraverso proposte di norme legislative e regolamentari e attività di assistenza, consulenza, informazione, educazione e orientamento (www.consumatori.it).

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Si ringraziano i partner del progetto Be Original Alessi/ B&B Italia/ Cassina/ Flaminia/ Flos/ Kartell/ Knoll International/ Vitra e la Rinascente

a cura di Laura Maggi - testi di Lisa Corva, Paola Carimati e Ruben Modigliani - ha collaborato Maria Cristina Tommasini


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