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Elle Decor Italia

Passato, presente e futuro

Be Original: gli studi dei maestri

L’emozione di scoprire gli studi dei maestri che gli eredi hanno aperto al pubblico. Ma anche il piacere di consultare documenti o di vedere dal vivo pezzi originali o non più in produzione. Queste le esperienze uniche offerte da fondazioni, eredi, curatori, musei e archivi. Un tesoro prezioso per i progettisti di oggi e di domani

Fondazione Franco Albini
via telesio 13 20145 Milano
t. +39.024982378
fondazionefrancoalbini@gmail.com
www.fondazionefrancoalbini.com

Da aprile 2013 l’archivio storico e lo studio originale di Franco Albini, uno dei protagonisti del pensiero razionalista italiano in architettura, nell’arredamento e nel design, si aprono alle visite guidate. Le organizza su prenotazione la Fondazione Franco Albini, che gestisce il patrimonio culturale costituito dai documenti e dallo studio. “È più dalle nostre opere che diffondiamo delle idee, che non attraverso noi stessi”, sosteneva Franco Albini. E sono proprio le sue opere a parlarci di lui, della filosofia sottesa al suo lavoro; di una tensione sociale forte, espressa senza ridondanze. Il suo modo di progettare, “onesto ed etico”, finalizzato al miglioramento della qualità della vita; le sue invenzioni museali progettate per educare lo spettatore; i suoi pezzi di design, capaci di coniugare artigianato e serializzazione, e i suoi progetti urbanistici, fedeli alle esigenze della civiltà moderna, raccontano con efficacia la grandezza del progettista. La fondazione ospita al suo interno, oltre a numerose collane delle più rinomate riviste dell’epoca, i disegni originali su carta da lucido in diversi formati, per un totale di oltre 22.000 documenti, comprese foto d’epoca, interviste e riproduzioni tridimensionali. Guide d’eccezione del percorso preparato attraverso trenta pezzi di design sono il figlio dell’architetto, Marco Albini, e la nipote Paola, che hanno istituito la fondazione nel 2008.

Fondazione Studio Museo Vico Magistretti
via conservatorio 20
20122 Milano
t. +39.0276002964
fondazione@vicomagistretti.it
www.vicomagistretti.it

Costituito nel gennaio 2010, lo Studio Museo Vico Magistretti è una fondazione di partecipazione promossa e presieduta da Susanna Magistretti, figlia del progettista, cui aderiscono il Triennale Design Museum, in qualità di fondatore istituzionale, e le società Artemide, Cassina, De Padova, Flou, Oluce e Schiffini, con la carica di fondatori. La fondazione tutela e valorizza l’archivio e con esso il lavoro di Vico Magistretti, mostrando non solo gli artefatti progettati dall’architetto ma anche l’iter che li ha generati. Il museo, ospitato nelle stesse stanze in cui Magistretti lavorava assistito da un unico collaboratore, interagisce con altre strutture del circuito milanese, prima tra tutte la Triennale. La fondazione si propone di realizzare, promuovere e sostenere la creazione di un circuito museale urbano che includa gli edifici più significativi progettati da Vico Magistretti e realizzati a Milano. Il museo a cielo aperto è principalmente un itinerario di architettura, ma comprende anche gli showroom di Artemide, Cassina, De Padova, Flou, Oluce e Schiffini, aziende per le quali Magistretti ha disegnato tanti oggetti indimenticabili. La fondazione s’inserisce in un immaginario piano urbanistico della città di Milano come polo globale del design e punto di partenza di percorsi di approfondimento sul tema dei giacimenti di design, promuovendo la nascita di un “museo diffuso” imperniato su Milano e la Lombardia.

Museo Alessi
via privata Alessi 6
28882 Crusinallo di Omegna (VB)
t. +39.0323868611
museo.alessi@alessi.com
www.alessi.com

Il Museo Alessi è un formidabile punto di vista per conoscere i mille approcci attraverso i quali può esprimersi il design. Nato per volontà di Alberto Alessi, inaugurato nel 1998 su progetto di Alessandro Mendini e curato da Francesca Appiani, testimonia la storia dell’impresa dal 1921 a oggi; è ospitato all’interno della fabbrica e occupa una superficie di 555 mq. Raccoglie oltre 24.000 oggetti e prototipi, 13.000 disegni, 20.000 fotografie, 4.000 pubblicazioni monografiche, periodici, rassegne stampa, cataloghi Alessi e di altre aziende che documentano la storia del casalingo e del design italiano. L’archivio/museo ha una duplice funzione: coniugare le esigenze di conservazione e di ricerca tipiche dell’archivio con quelle espositive di una collezione di design. La raccolta si connota perciò come un “archivio di archivi”. Grazie alla continua attività di sperimentazione, Alessi ha prodotto negli anni innumerevoli prototipi che, insieme alla produzione storica e ai numerosi oggetti raccolti per decenni in tutto il mondo, rappresentano uno spaccato prezioso della storia del progetto. Lo scopo del Museo Alessi è di archiviare questo prezioso patrimonio storico e arricchirlo costantemente. Prototipi, prodotti non più in catalogo, documenti grafici e progettuali, stampi, allestimenti d’autore, immagini storiche, libri, riviste e cataloghi costituiscono una collezione specializzata di arte applicata e di design del XX secolo, che funge da archivio organizzato dell’identità culturale dell’azienda. L’oggetto di design è inserito nella rete di documenti eterogenei che servono a ricostruire l’infinità di scambi, relazioni e scoperte, talvolta accidentali, dai quali nasce un prodotto industriale.

Museo Kartell
via delle industrie 3
20082 Noviglio (mi)
t. +39.0290012269
info@museokartell.it
www.kartell.it

Il museo è il custode e il narratore di uno dei più affascinanti capitoli della storia del design italiano: Kartell, l’azienda fondata da Giulio Castelli nel 1949. Realtà davvero unica, Kartell è stata artefice del connubio tra plastica e design, animata da un costante impegno rivolto alla sfida tecnologica. Il Museo Kartell, fondato da Claudio Luti nel 1999 per celebrare i cinquant’anni dell’azienda e vincitore nel 2000 del premio Guggenheim come miglior museo d’impresa, si sviluppa su più livelli con una superficie di 2.500 mq, all’interno dello stabilimento Kartell. Nella mostra permanente allestita da Ferruccio Laviani sono esposti oltre 1.000 prodotti, molti dei quali fanno parte del nostro paesaggio quotidiano. Il percorso aziendale è ricostruito attraverso gli oggetti disegnati per Kartell da Maestri storici italiani (tra cui Marco Zanuso, Anna Castelli Ferrieri, Joe Colombo, Gino Colombini, Vico Magistretti) e dai migliori progettisti contemporanei (Antonio Citterio, Ron Arad, Philippe Starck, per citarne solo alcuni). La collezione è costituita da diverse tipologie di oggetti disposti in ordine cronologico, a partire dall’iniziale portasci (1949), cui si sono aggiunti nel tempo casalinghi, lampade, articoli per laboratorio, mobili e complementi d’arredo. Le pareti dell’allestimento sono caratterizzate da una tavola sinottica che guida il visitatore offrendogli possibili chiavi interpretative. Presso la sede del museo è consultabile il catalogo informatico, con schede su prodotti, tecnologie, materiali e sui designer che hanno collaborato con l’azienda. Negli archivi sono conservati ulteriori documenti, per un totale complessivo di oltre 3.800 prodotti, 15.000 fotografie, 5.000 disegni.

Studio Museo Achille Castiglioni
piazza Castello 27 20121 Milano
t. +39.028053606
info@achillecastiglioni.it
www.achillecastiglioni.it

Visitare lo studio di Achille Castiglioni significa scoprire un mondo fatto di progetti, immagini, disegni tecnici, documenti d’archivio, schizzi originali, oggetti anonimi. Calarsi nella sua atmosfera aiuta a capire come nacquero gli oggetti che hanno reso famoso nel mondo il maestro italiano: tutti ne rimangono affascinati e ne traggono ispirazione, soprattutto coloro che iniziano ad avvicinarsi al mondo del design. Come scrive Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum, i luoghi in cui si fanno le cose sono “importanti o addirittura decisivi per capire il modo in cui le cose stesse nascono e prendono forma [...]. Quelle cinque stanze in piazza Castello conservano una sorta di memoria tattile e atmosferica dei progetti che lì dentro sono stati concepiti e realizzati [...]. Nello studio di Castiglioni ci sono i suoi progetti, i suoi disegni, i modelli, le foto, gli oggetti, i libri, le riviste: c’è la storia materiale di una vita e insieme vi si riflette la grande Storia, quella con l’iniziale maiuscola, quella che deposita tracce e impronte anche in un microcosmo o in un laboratorio di assoluta libertà e creatività come era quello in cui lavorava Achille Castiglioni”. Lo studio rimane un laboratorio creativo, nel quale la memoria del passato alimenta le attività organizzate per tutelare e far conoscere il patrimonio culturale e il metodo progettuale di Achille Castiglioni, attraverso mostre, incontri, workshop, eventi.

Triennale Design Museum
viale Emilio Alemagna 6
20121 Milano
 t. +39.02724341
biblioteca@triennale.org
www.triennaledesignmuseum.org

Inaugurato nel 2007, Triennale Design Museum è il primo museo del design italiano e ne rappresenta la molteplicità di espressioni. È un museo dinamico, che si rinnova continuamente mettendo in scena il design italiano attraverso un sistema di rappresentazioni che di volta in volta cambiano tematiche, ordinamenti scientifici e allestimenti. La sesta rappresentazione di questo sistema, dal titolo La sindrome dell’influenza (foto), è stata inaugurata il 6 aprile 2013 e sarà in mostra sino al 23 febbraio 2014. Il design italiano è un sistema complesso e policentrico. Aziende, enti e fondazioni hanno spontaneamente creato luoghi di conservazione e valorizzazione delle proprie opere. Lontano dalle rotte principali del turismo e della cultura, giace così un patrimonio diffuso di collezioni eterogenee, musei aziendali e archivi sconosciuti al grande pubblico. Triennale Design Museum intende essere il luogo capace di rappresentare e valorizzare questa somma di espressioni in un progetto museale coordinato. In particolare, Triennale Design Museum ha messo in rete a Milano la Fondazione Franco Albini, lo Studio Museo Achille Castiglioni e la Fondazione Studio Museo Vico Magistretti con l’intento di tutelare e promuovere il loro vasto patrimonio storico e archivistico, e rafforzando così la propria natura di museo mutante, aperto alla città e al territorio. Presso il Palazzo della Triennale è inoltre ospitata la Biblioteca del Progetto: documenta l’evoluzione del pensiero creativo nell’Italia del Novecento e conserva la memoria della contemporaneità. Come biblioteca specialistica e Centro di Documentazione è accessibile agli studenti e ai dottorandi di Architettura/Urbanistica, Belle arti, Beni culturali, Comunicazione, DAMS, Design, Filosofia, Lettere, Moda, Storia, Sociologia, Ingegneria civile, ambientale, territoriale, dei materiali, industriale, edile.

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia di Valserena
piazza di Paradigna 1
43122 Parma
t. +39.0521033652

Il CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione fu costituito da Carlo Arturo Quintavalle alla fine degli anni Sessanta presso l’Università degli Studi di Parma e riconosciuto nel 1986, con il compito istituzionale di raccogliere, tutelare, conservare, catalogare e mettere in consultazione materiali afferenti cinque ambiti: Arte, Media, Progetto, Fotografia e Spettacolo. Oggi è diretto da Gloria Bianchino. Fortemente centrato sugli sviluppi di ricerca dell’Istituto di Storia dell’Arte di Parma, il CSAC ha raccolto primariamente materiali artistici relativi alla Pop Art, all’Informale e al rapporto d’impatto tra media e fruitori; in seguito a ciò si sono aperti altri filoni d’interesse per la produzione artistica riferita a comunicazione, pubblicità, satira politica, moda e fotografia, architettura, disegno progettuale e design, che hanno creato un rapporto osmotico di tipo orizzontale, di matrice culturale-antropologica, tra i materiali raccolti, tutti leggibili trasversalmente come espressioni documentarie dell’epoca cui si riferiscono. Il centro conserva archivi e collezioni di molti progettisti, tra cui: Mario Bellini, Achille Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Gio Ponti, Roberto Sambonet, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass. La consultazione dei materiali è riservata a specialisti e studiosi. Il CSAC ha ora sede nell’antico complesso cistercense di Valserena, i cui spazi ben si prestano alla valorizzazione del patrimonio custodito e all’allestimento di mostre a tema.

Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro
Fondazione ADI per il design italiano
via bramante 29
20154 Milano
t. +39.0233100164/0241
www.adi-design.org

La Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro è stata costituita a Milano nel novembre 2001 con il nome Fondazione ADI per il Design Italiano per iniziativa di ADI, Associazione per il Disegno Industriale. Nell’aprile 2002 la Fondazione ha ottenuto il riconoscimento giuridico nazionale. La missione statutaria e le sue risorse umane e finanziarie sono destinate alla tutela e alla divulgazione della cultura del design, ma anche alla promozione della sua eredità storica e delle sue prospettive future, con un impegno particolare a garantire un design sostenibile, rispettoso dell’etica della qualità verso gli individui, la società civile e l’ambiente. Il patrimonio della Fondazione è costituito dai marchi Compasso d’Oro ADI e ADI Design Index e dalla Collezione storica del Premio Compasso d’Oro, che ha la peculiarità di arricchirsi dei prodotti insigniti del riconoscimento a ogni nuova edizione del premio, assegnato ogni tre anni. Nel 2004 il ministero dei Beni culturali, soprintendenza regionale per la Lombardia, ha dichiarato la Collezione Storica del Premio Compasso d’Oro ADI “bene di eccezionale interesse artistico e storico”, inserendola nel patrimonio nazionale. La collezione non possiede ancora un luogo espositivo permanente, ma tutti gli oggetti che ne fanno parte sono visibili online (ftp.adi-design.org/ collezione-storica-test.html), ordinati a partire dal 1954, prima edizione del premio.

Museimpresa
via pantano 9
20122 Milano
t. +39.0258370502
www.museimpresa.com

Museimpresa è l’associazione italiana dei musei e degli archivi d’impresa, promossa da Assolombarda e Confindustria. Nata nel 2001, si propone di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare la cultura come strumento di comunicazione e sviluppo economico. Gli associati – musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane di ogni settore (dall’alimentare alla meccanica), affiancati da sostenitori istituzionali – hanno deciso di investire nella valorizzazione del proprio patrimonio industriale (costituito da documenti, materiali iconografici, oggetti, prodotti e macchinari), mettendolo a disposizione della collettività. L’associazione promuove la valorizzazione della cultura d’impresa attraverso attività che si rivolgono agli associati, alla comunità archivistico museale e al grande pubblico. L’iniziativa più recente ha riguardato l’organizzazione della mostra Che storie! Oggetti, miti e memorie dai musei e dagli archivi d’impresa (Milano, Palazzo della Ragione, 11 aprile-12 maggio 2013), che attraverso oggetti, prototipi, bozzetti, manifesti e filmati ha raccontato con vivacità gli ultimi 100 anni della storia industriale italiana.
Portale Archivi d’Impresa
www.imprese.san.beniculturali.it/web/imprese/progetto/portale

Il Portale è stato ideato e promosso dalla Direzione Generale per gli Archivi (DGA) con l’obiettivo di salvaguardare gli archivi storici delle imprese pubbliche e private italiane, valorizzare la cultura d’impresa nel nostro Paese e promuovere gli studi e la ricerca in questo settore, in concomitanza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il Portale consente di accedere a fonti archivistiche – più di mille archivi d’impresa – e a fonti bibliografiche; sono inoltre disponibili testi, immagini, audio, video, conservati e messi a disposizione dagli archivi delle grandi, medie e piccole imprese italiane. Per rafforzare il progetto, nel 2009 la DGA ha stipulato un accordo con l’Associazione Museimpresa (vedi) e nel 2010 una convenzione con l’Università Luigi Bocconi e l’Istituto della Enciclopedia Italiana. Grazie a quest’ultimo accordo, un’équipe di docenti della Bocconi, in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana, ha curato la redazione di 150 biografie di imprenditori e personalità del mondo del lavoro, sezione aperta a successivi arricchimenti. Il Portale dà inoltre accesso a un’importante banca dati dedicata ai marchi d’impresa, in cui sono memorizzate le immagini, con relative schede descrittive, dei 171.200 marchi conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato, nel fondo Ufficio italiano Marchi e brevetti, 1867-1965. La convenzione del 2010 con il Centro sperimentale di cinematografia - Archivio nazionale del cinema d’impresa di Ivrea ha consentito inoltre la messa a punto di una web tv (300 film) dedicata al cinema d’impresa.

Be Original continua sul prossimo numero con un altro appuntamento
Si ringraziano i partner del progetto Be Original Alessi/ B&B Italia/ Cassina/ Flaminia/ Flos/ Kartell/ Knoll International/ Vitra e la Rinascente


di a cura di Laura Maggi - testi di Lisa Corva e Maria Cristina Tommasini - ha collaborato Grazia Baccari / 13 Maggio 2013

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