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Cosa vedere a Venezia in 2 giorni? I consigli di Cristina Celestino

La designer ci accompagna per un weekend a Venezia tra negozi, ristoranti, architetture, chiese e scorci mozzafiato

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A Venezia con tutti gli indirizzi segreti di Cristina Celestino (Foto: David Lehman) 

La Venezia turistica la conoscono in molti, con le classiche passeggiate (con foto) sul Ponte di Rialto e sul Canal Grande, le gite a Murano con il vaporetto, le pause caffè in Piazza San Marco. La Venezia dei veneziani invece, la scoprono in pochissimi.

In occasione della Biennale (scopri di più → Speciale Biennale Venezia 2017) abbiamo incontrato la designer Cristina Celestino, che è molto legata a questa città sin dai tempi dei suoi studi universitari, e ci ha accompagnato in un weekend a Venezia tra ristoranti tipici e scorci suggestivi, per mostrarci una città diversa, in grado di sorprenderci come fosse la prima volta.

Ecco quindi cosa vedere a Venezia in 2 giorni!

 

Le chiese più belle da vedere:

Ai confini della città, in un'atmosfera onirica, visitare le chiese del Palladio, relegate all'epoca ai margini del centro abitato, ora offrono punti di vista inaspettati: Chiesa del Redentore, Chiesa di San Giorgio Maggiore, Chiesa San Pietro di Castello, Chiesa di San Francesco della Vigna.

Nella foto: la chiesa di San Giorgio Maggiore

Un bar dove fare colazione:

Alla pasticceria Tonolo, aperta dal 1886. Una vetrina super invitante e dolci buonissimi. Per San Martino, l'11 novembre, le vetrine si riempiono di biscotti di pasta frolla a forma di cavallo con cavaliere (San Martino a cavallo), di molte misure (da quello piccolissimo “monodose”, al dolce per la famiglia) e guarniti con decorazioni coloratissime: un vero spettacolo.

Un luogo dove fare shopping:

Il Fondaco dei Tedeschi, storico palazzo veneziano, nei miei anni universitari era la sede delle poste. Ora, dopo l'intervento di Rem Koolhaas, è stato riconvertito in centro commerciale.

 

Foto: Wikipedia

Una spiaggia:

La Spiaggia del Bacan a Sant'Erasmo, l'isola piu' grande della laguna, silenziosa e ricca di coltivazioni. Si raggiunge solo in barca o in vaporetto scendendo a “Capannone”. È una meta classica per i veneziani, dominata da una suggestiva torre di epoca asburgica.

Un luogo dove andare a pranzo:

Antiche Carampane. Si trova nel sestriere di San Polo, non lontano da Rialto, in una calle nascosta. Piccolo e accogliente, è uno dei migliori ristoranti di pesce, da consumare anche crudo.

 

Uno scorcio imperdibile:
Gli scorci a Venezia sono infiniti e ogni volta che ci torno trovo nuove prospettive di cui innamorarmi. Sono particolarmente affezionata a due viste della città.

La prima è la vista della chiesa di Santa Maria dei Miracoli dal campo di Santa Maria Nova. Da lì, la chiesa sembra un piccolo baule, compatto e preziosissimo, rivestito di marmi policromi, piombato dal cielo.

Il secondo scorcio si trova a nord della città, con una piccola digressione dalle fondamenta della Misericordia, ed è la Sacca della Misericordia. Nell'unica zona di confine della città priva di fondamenta verso la laguna, questo “ritaglio” del tessuto urbano è ora usato come porticciolo.

Le architetture da visitare:

Quelle di Carlo Scarpa: dalla Fondazione Querini Stampalia al negozio Olivetti in piazza San Marco, all'Università Iuav Tolentini.

Nella foto: L'ingresso dell'Università Iuav di Venezia, disegnato da Carlo Scarpa.

Dove andare a cena:

Due indirizzi. Il primo è Venissa: si trova a Mazzorbo, un'isoletta suggestiva collegata con un ponte di legno a Burano. Qui sono ancora molti gli orti e anche le vigne, il paesaggio è inaspettato e la cucina è raffinata. Poi, alla Trattoria Alla Rivetta, nel sestriere di Castello. Un locale veneziano, semplice ma genuino, frequentato da veneziani e gondolieri, dove assaggiare piatti tipici.

 

Un albergo dove soggiornare: 

Generator Hostel, un ostello di lusso che si trova nell'isola della Giudecca e si affaccia sulle fondamenta che offrono la vista del bacino di San Marco e della Punta della Dogana.
Nato a metà dell'ottocento come magazzino per il grano, poi riconvertito per l'accoglienza, ha interni coloratissimi ed è arredato con un mix di oggetti di design e pezzi di recupero.

Un prodotto tipico da assaggiare:

Lo Spritz, consumato con i tipici cicchetti veneziani.

Dopo aver concluso il percorso universitario alla facoltà di Architettura IUAV di Venezia, Cristina Celestino inizia a collaborare con prestigiosi studi di progettazione e dedica la sua attenzione all'architettura d'interni e al design. Nel 2009 si trasferisce a Milano dove fonda il brand Attico Design: una produzione di lampade e arredi caratterizzati dalla ricerca meticolosa sui materiali e sulle forme. Nel 2012 viene selezionata per partecipare al Salone Satellite e dopo questa esperienza i prodotti di Attico Design vengono esposti in numerose gallerie e showroom internazionali. Tra questi il progetto Atomizer, prodotto da Seletti, entra a far parte della collezione permanente del design italiano della Triennale di Milano. Oggi Cristina Celestino disegna progetti esclusivi per una clientela privata e per aziende come Alpi, Atipico, BBBemmebonacina, Budri, Durame, Fendi, Fornace Brioni, Flexform, Ichendorf, Mogg, Paola C., Pianca, Seletti, Tonelli Design e Torremato.
Nel 2016 riceve il Premio Speciale della Giuria “Salone del Mobile.Milano Award”. Nello stesso anno disegna la collezione “The Happy Room” per Fendi presentata a DesignMiami/.

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di Valentina Mariani / 8 Giugno 2017

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