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Alla Fondazione Prada di Venezia architettura e cinema in mostra

Con la mostra Belligerent Eyes | 5K Confinement la sede di Ca’ Corner della Regina si trasforma in una scuola di cinema ultra-sperimentale

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Jacopo Farina

Il palazzo settecentesco Ca’ Corner della Regina è la sede veneziana della Fondazione Prada che ha presentato finora in questi spazi cinque mostre di ricerca, in concomitanza con il restauro conservativo del palazzo che si sta attuando in più fasi.

La Fondazione Prada di Venezia lancia una nuova sfida per la produzione di immagini in movimento:Belligerent Eyes | 5K Confinement (dal 27 maggio all’11 settembre) non è una mostra convenzionale, ma un esperimento di avanguardia. Il rapporto tra architettura e cinema è un tema caro alla Fondazione: il movie center di OMA by Rem Koolhaas presso la nuova sede milanese ha di recente ospitato una rassegna curata dal regista messicano del due volte premio Oscar Alejandro Gonzales Iñarritu.

I saloni di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada, sono contaminati da un’aliena apparecchiatura hi-tech. Tutte le foto: Jacopo Farina

Presso Ca’ Corner il progetto diventa molto più ambizioso: quindici giovani studenti di scuole internazionali, guidati una una equipe di figure accademiche, intellettuali e professionisti, sono stati selezionati per elaborare metodi alternativi di produzione delle immagini. Belligerent Eyes | 5K Confinement è un progetto di ricerca per le nuove generazioni dove libertà e autonomia di scelta potranno condurre al completamento di un esperimento di produzione di conoscenza in un modo ancora non scritto.

Gli studenti selezionati per Belligerent Eyes | 5K Confinement hanno a disposizioni l’uso di apparecchiature come telecamere a infrarossi e telecamere mobili automatizzate.

L’idea nasce da Luigi Alberto Cippini e sviluppata in collaborazione con il regista Giovanni Fantoni Modena: la domanda a cui rispondere è come produrre immagini in un mondo che produce fin troppo immagini? Il programma si compone di sei fasi interdisciplinari e un modulo quindicinale che affronteranno temi quali la trasmissione e divulgazione delle informazioni, la questione della censura e i reportage dalle zone di guerra; ogni sessione è anticipata da una settimana preparatoria e ha una durata di sette giorni, in questo modo la Fondazione Prada accoglierà un’associazione borderline dove professori e studenti, facendo parte di un unico corpo accademico, si misureranno con attività ed elementi innovativi. Quali saranno i loro strumenti? La tecnologia più evoluta è il dispositivo di ripresa: le stanze del palazzo veneziano sono dotate di apparecchiature hi-tech come telecamere a infrarossi e camere termiche.

Le pareti delle stanze del palazzo sono rivestite di un tessuto di nylon che nasconde telecamere CCTV, solitamente impiegate come telecamere di sorveglianza nelle città.

Le pareti affrescate dei salotti subiscono uno shock, un cambio di veste totalizzante per la scena: un tessuto nero in fibra di nylon riveste le superficie e dietro di esso si nascondono telecamere di sorveglianza, oggetti ormai caratteristici dell’ossessione per la sicurezza della nostra società, che riprenderanno tutto ciò che accade e si muove all’interno ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette.Un ambiente che incute quasi timore, sapientemente asettico, che potrebbe richiamare lo Stanley Kubrick di 2001 Space Odyssey.

Una camera telecomandata consente riprese a 360 gradi all’interno del salone centrale di Ca’ Corner.

I muri neri sono definiti dai curatori del progetto come una struttura incompleta ed imperfetta, sono una restrizione totale verso l’ambiente ma nella loro imperfezione anche diventano opportunità per la creazione. E’ lo stesso potere simbolico della immagini ad essere messo in discussione: sarà proprio lo “sguardo belligerante” degli studenti sul mondo a restituire un immaginario ancora sconosciuto. L’obiettivo finale è quello della definizione di un nuovo medium attraverso la composizione, l’uso e il consumo di diversi apparati tecnologici già esistenti all’interno della realtà della comunicazione di massa e dell’informazione ma che all’oggi non rientrano nella lista della apparecchiature cinematografiche convenzionali. Comprendere l’origine e la natura dell ’immagine è aspetto primario, come risultante, nella Storia, prima di un gesto manuale, poi di gesto meccanico e oggi di un gesto digitale e forse già oltre.

Nel salone centrale della Fondazione Prada un grande tavolo di lavoro monolitico contiene prese, cavi, apparecchiature tecnologiche necessarie agli studenti per la produzione delle immagini.

Le discipline coinvolte saranno moltissime: dall’architettura alle arti visive, dalla geopolitica alle neuroscienze, dall’economia alle discipline performative. Alla conclusione di ogni sessione, che partirà con il titolo di Transmission Compound, dove interverranno John Palmesino e Ann-Sofi Ronnskog fondatori di Territorial Agency, sarà possibile, previa prenotazione, visionare i lavori finali elaborati sul tema specifico. 

 

Dettaglio a parte: ll tessuto in fibra di nylon ha una trama ad alveare. La componente riflettenti, dietro cui si celano le CCTV, permette agli affreschi del soffitto di specchiarvisi.

 

 

 

www.fondazioneprada.org

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di Giovanni Carli / 31 Maggio 2016

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