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Eleganza istintiva

Ad Amburgo tra opere d’arte e modernariato

Tra le querce e i sicomori di Amburgo, il rifugio del guru creativo Wolfgang Behnken. 300 mq di vero interior design, dove pezzi-icona di modernariato trovano il giusto equilibrio tra opere d’arte e di fotografia.

Ha più ponti di Venezia ed è il più grande porto della Germania con il più alto numero di carte di credito: Amburgo, in fondo, è anche una città umile, aperta verso il mondo e le contaminazioni. Qui vivono icone della moda come Karl Lagerfeld e guru del cinema e della pubblicità, tra i quali anche Wolfgang Behnken, direttore creativo di Young & Rubicam (celebre agenzia di pubblicità). Wolfgang ha scelto un luogo speciale dove far convivere pezzi vintage e arte moderna, grafica e fotografia: 300 mq fra il verde delle querce e le storiche dimore neobarocche.

All’ingresso, nella caotica biblioteca, una libreria immensa e grandi pile di libri fotografici su Mario Testino e Helmut Newton, per citarne alcuni, e accanto, il divano Barcelona di Ludwig Mies van der Rohe e la sedia in legno di Erich Dieckmann. “Può sembrare caotico, ma io anche alla cieca, so sempre dove trovare i miei libri. Quando mi occorre qualcosa, la prendo dalla pila e poi la rimetto esattamente nello stesso posto. Mia moglie e io abbiamo acquistato questo appartamento nel 1985, i miei tre figli Johanna, Simon e Antonia sono nati qui. Era così grande che non sapevo che cosa farne”.

Oggi, dopo il divorzio, ci vive con la nuova compagna, Manja Stuhlmann-Laeisz. “Lentamente” - continua il creativo - “le possibilità dell’appartamento sono emerse molto chiaramente: il progetto di interior design è nato come compromesso fra ricerca della bellezza e passione. Quando ho comperato la prima opera di Cartier Bresson, ho iniziato la mia raccolta privata e ufficializzato la mia natura da collezionista d’arte. Di lì a poco ho avviato la seconda, di mobili vintage. Fin da piccolo, sono sempre stato affascinato dallo stile Bauhaus. Quasi fossi una specie di food traveller, ho setacciato ovunque i negozi di antiquariato e modernariato”.

Parecchi anni fa, durante una visita allla Neue Nationalgalerie di Berlino Wolfgang ha incontrato Heinz Berggruen “il quale, dopo avermi autografato il suo libro, mi ha raccontato che il volume che avevo appena acquistato, apparteneva a una collezione di circa 110 pezzi pubblicata fra il 1950 e il 1990”. E’ stato un attimo. Oggi la collezione è completa, eccezion fatta per il n. 2. “Lancio quindi un appello ai lettori: cerco il Katalog der Galerie Berggruen, Paris: Henri Matisse. Gravures récentes. 1952. Nr. 2”.


di Marc Heldens / 21 Settembre 2010

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