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Semplicità e armonia

A Capri si respira lo stile raffinato dei Thun

A Napoli per il servizio militare, un giovane Matteo Thun scopre Capri, la frequenta insieme al gruppo Memphis, contagia di questa passione la moglie Susanne e i due figli Constantin e Leopold che, fin da piccoli, assaporano il senso di libertà e la speciale aria di vacanza che fa di Capri un luogo magico. Un’estate, ospiti dello scrittore Raffaele La Capria, conoscono questa parte segreta e selvaggia dell’isola e hanno la fortuna di acquistare una costruzione rurale completamente in rovina.

“Era una loggia affacciata sull’anfiteatro di Marina Piccola. Alla sua sinistra la roccia del Castiglione, tanto simile alla pietra dolomitica da far sentire Matteo a casa, a destra la Grotta delle Felci, il Monte Solaro a proteggerla dall’alto, e davanti l’orizzonte infinito del mare in direzione della Sicilia” – ricorda Susanne - “La casa si può raggiungere solo a piedi, camminando per 10 minuti sulla terra battuta, tra i campi, in una sorta di lento distacco dalla Capri-cartolina per andare incontro alla sua vera natura, fatta di profumi, sapori, silenzio, gente di mare e di campagna, operosa e cordiale. Il nostro spazio è diventato un’isola nell’isola, immersa in un giardino bianco e blu, con limoni che profumano l’aria, una piscina rubata alla roccia, un campo di bocce sotto il pergolato, un gazebo lontano da tutto. All’inizio, persi nella bellezza del posto, non avevamo valutato le difficoltà della ristrutturazione, considerato che tutto va trasportato e lavorato a mano. Il cantiere è durato sette anni, a volte sognavo una fila di muli carichi dei materiali... Tra i tanti impegni non è stato facile seguire i lavori per Matteo, determinato a mettere in pratica a Capri la sua filosofia progettuale di sostenibilità ambientale e di uso di energie pulite come quella geotermica. Con entusiasmo le maestranze locali hanno scoperto come dalle sonde geotermiche posizionate sotto gli ulivi si poteva produrre acqua calda e riscaldamento tutto l’anno al costo di una lampadina da 50 watt, accesa giorno e notte. Intanto osservavo ogni dettaglio dell’architettura e dello stile caprese, ma le idee si sovrapponevano, senza mai convincermi. Finalmente ho deciso di far tesoro della mia continua, a tratti ossessionante, ricerca di armonia estetica. Ho capito che il vero lusso sarebbe stato lo spazio, semplice, pulito, bianco come un foglio su cui scrivere la nostra storia, neutro per accogliere piccoli tocchi di colori solari, a volte hippy, mai cittadini, arredi essenziali, qualche oggetto amato, le ceramiche fatte a mano che combinano i decori classici del chiostro di Santa Chiara con i disegni di Gio Ponti per il Parco dei Principi di Sorrento. Ogni scelta è stata calcolata, Matteo continuava a ripetermi: 120 gradini (quelli sulla via che porta a casa) e tutto sulle spalle di un nostro operaio! All’inizio ci sentivamo un po’ turisti, molti ci assicuravano che con il tempo saremmo diventati veri capresi, ma io ho scelto una strada diversa. Ho invitato a Capri amici di tutto mondo, parenti e clienti dello studio, giovani compagni di Constantin e Leopold, artisti insieme ad architetti e designer, e a loro ho fatto scoprire la parte più glamour di Capri, come in un film. Passando da un set sportivo di arrampicate sul monte Solaro, a quello più mondano di una sosta in piazzetta da Tiberio, fuori dagli orari canonici, dalle gite in gozzo al chiaro della luna, alla scoperta della vera cucina caprese preparata da Maria Rosaria, la nostra fantastica cuoca, che sa valorizzare le verdure dell’orto e il pesce appena pescato. Mi piace organizzare cene, gite, incontri, adoro occuparmi della famiglia, prestare attenzione ai desideri degli altri, e a Capri tutto questo è facile. Il piacere di guardare il mare, ballare con gli amici a mezzanotte il twist, cantare tutti insieme da Anema e Core, ascoltare Mozart sola con Matteo, fare lunghe passeggiate, tuffarmi dal gozzo, accarezzare con lo sguardo la cornice barocca - regalo di un caro amico napoletano come buon augurio per la casa nuova - riabbracciare Jackie, il nostro amato Jack Russel, sono pillole di vera felicità”.


di Rosaria Zucconi / 14 Luglio 2010

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