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Elle Decor Italia

Parigi: ristrutturare 60 mq

Un mini open space nel Marais. Con mobili abitabili

Creatività tutta italiana in uno degli angoli più autenticamente parigini del Marais. Italiani i proprietari, Marco Lobina, titolare dell’azienda Rezina specializzata nella ricerca e realizzazione di rivestimenti in resina, e Isabella Errani, dell’omonimo studio di p.r. e ufficio stampa di livello internazionale. Italiani Andrea Marcante e Adelaide Testa dello studio di architettura UdA di Torino e gli artigiani e decoratori in trasferta a Parigi che hanno dato un’impronta di qualità a uno spazio già interessante.

Abbiamo scelto il Marais alto perché è ancora intatto”, spiega Isabella, “nelle strade strette con botteghe di artigiani o di artisti non ancora alla moda si respira un’aria speciale. Il palazzo, dall’elegante corte interna e l’imponente scalone, rappresentava ai nostri occhi il 100% dell’esprit parigino. L’interno, risultato dal frazionamento di un grande appartamento, si componeva di due stanze e parte del vecchio corridoio, e non prometteva facili soluzioni. Ma la luce naturale che dalle finestre su strada e sulla corte invadeva lo spazio vuoto e l’assoluta certezza che gli architetti di fronte all’impossibile avrebbero espresso il massimo della creatività hanno determinato la nostra scelta, quasi immediata”.

Il rapporto tra i committenti e lo studio è di lunga data: la prima e l’ultima abitazione torinese della coppia sono firmate UdA e nella ricerca di nuove soluzioni estetiche e strutturali Marco Lobina collabora spesso con Andrea Marcante e Adelaide Testa. “Abbiamo lavorato sul tema della pianta libera e dell’articolazione dello spazio in un ambiente (di 60 mq) con alcuni vincoli piuttosto caratterizzanti, come il lungo lato cieco, e lo sviluppo in profondità dell’appartamento”, spiegano gli architetti.

“Attraverso un sistema di relazioni aperto-chiuso, pubblico-privato, la nuova disposizione delle zone e delle funzioni si sovrappone alla sequenza originaria degli ambienti testimoniata da decorazioni e cornici perimetrali in stucco sui soffitti. Una sorta di autonoma architettura interna ingloba tutte le funzioni e con i suoi volumi sfuggenti ricorda i paesaggi urbani della città. Questo volume centrale che ospita il bagno, la cucina, la lavanderia e il guardaroba è stato realizzato in Italia, premontato in azienda e poi trasportato a Parigi al fine di ridurre costi e tempi. La struttura in legno naturale all’interno, rivestita esternamente in rovere serigrafato su disegno è il risultato di un progetto totalmente sperimentale sviluppato con Sergio Perrero. Nella cucina si alternano parti in legno con altre laccate di bianco come il divisorio a cui è addossata la panca che nasconde alla vista il piano cottura. Il progetto si spinge a indicare una trasformazione nel modo di interpretare e abitare l’ambiente domestico, dove mobili e spazi devono rappresentare qualcos’altro rispetto a ciò che appare”.

Così la microarchitettura dalla pelle sfacciatamente decorativa che si ispira all’iconica casetta sotto le tre querce dove abita la nonna di Cappuccetto Rosso, la fiaba per eccellenza, da nascondiglio del lupo cattivo diventa l’elemento magico da dove nascono armadi che contengono con ante che separano, finestre che si affacciano all’interno di bagni-rifugio, cucine aperte sul soggiorno su cui si appoggiano tavoli e panche per il pranzo e persino nascondono, come per magia, lavanderie super-tecnologiche.


di Rosaria Zucconi / 5 Febbraio 2014

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