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Da Londra l'idea che arreda un monolocale... intelligente

Lo studio CIAO disegna un mini-appartamento compatto, in cui per definire gli spazi non si usano muri, ma soluzioni originali e materiali diversi

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© Francesco Russo

A seconda di come si arreda un monolocale può diventare molto più ampio, tanto da poterci stare comodamente in quattro. L'esempio è in un monolocale di 35 metri quadrati progettato come uno spazio smart, disegnato su misura e adattabile alle esigenze di chi lo abita. In questo caso, un ragazzo di Londra, desideroso di mettere radici. Mica facile, in una città che diventa sempre più popolosa ogni giorno che passa, dove il mercato immobiliare è schizzato alle stelle. Tanto più se non si può contare su un budget astronomico. Ma chi l'ha detto che allora bisogna accontentarsi di una sistemazione di fortuna o di un appartamento a due ore dal centro?

© Francesco Russo

Questo mini-appartamento a Islington Park è la dimostrazione concreta che l’ampiezza dello spazio è un concetto relativo. Appena entrati, si ha l'impressione di trovarsi in un posto molto più grande degli effettivi 35 metri quadri riportati sulla pianta.  Ad ingannare l'occhio provvedono innanzitutto i soffitti alti, il doppio affaccio e l’assenza di partizioni superflue: la luce così è libera di fluire attraverso gli ambienti.

© Francesco Russo

Ma è il design intelligente a fare la differenza. Merito dello Studio CIAO, un team internazionale diviso tra Londra, Milano e Trento, che ha tramutato questo minuscolo nido in una micro-casa ariosa, comoda e accogliente. La caratteristica che subito balza agli occhi è la scelta di arredare il monolocale con mobili in diagonale, semplici e funzionali, tutti realizzati ad hoc per ottimizzare al massimo gli spazi. La linea tracciata dal piano della cucina prosegue idealmente fino alla postazione ufficio, tagliando in due il monolocale. Senza comprometterne il layout aperto, si crea così un confine virtuale tra il lato pubblico e quello privato.

© Francesco Russo

Anche il contrasto dei materiali contribuisce al medesimo scopo: la zona notte è foderata da pannelli in legno, più intimi e caldi, mentre nella zona living i mattoni sono lasciati a vista, una scelta di carattere, che fa il paio con lo stile raw della cucina, realizzata in acciaio corten rivestito da un piano in metallo con effetto ruggine. A definire ulteriormente gli spazi, ci pensa il livello rialzato, che aggiunge dinamismo e tridimensionalità al mini-appartamento. Salendo tre scalini in cui si celano altrettanti vani contenitori, si arriva al letto, che è schermato da una libreria e sorveglia dall’alto la vita domestica. Un letto supplementare è poi nascosto proprio sotto la scrivania, così se amici o genitori vogliono venire in visita non è necessario mandarli a dormire in hotel. Basta tirare avanti un cassetto. Invisibili, perché incastonati nei muri o ricavati in ogni angolo utile, sono anche armadi e scomparti, come quello posto sul mezzanino, proprio in cima al bagno.

© Francesco Russo

E per finire, i pavimenti: se la superficie calpestabile è ridotta, che almeno sia gradevole. Questa sembra essere la filosofia dietro la scelta del rivestimento in tessuto di vinile, così morbido che è un piacere camminarci sopra a piedi nudi. Insomma, nessun dettaglio è lasciato al caso, perché se 35 metri quadri sulla carta sono pochi, con le idee giuste e una buona dose di creatività possono diventare la micro-casa perfetta, un rifugio cittadino da vivere e condividere. 

www.ciao.archi

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di Elisa Zagaria / 10 Ottobre 2017

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