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A Osaka una casa piena di punti di vista nascosti per riscoprire il solito vecchio quartiere

Ripensare luoghi conosciuti grazie alla propria architettura domestica, questo l'intento di Shogo Aratani Architect & Associates per un committente che torna nel suo quartiere

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Shigeo Ogawa

Nuovi elementi architettonici possono portare a relazionarsi in maniera diversa con il proprio quartiere, succede per esempio in questa casa di Osaka

Pensate di essere nati e cresciuti in un determinato quartiere e di esservene poi andati e di aver voglia - dopo molti anni - di tornarci, pensate di conoscere molto bene questi luoghi ma insieme alla nostalgia di casa regna sempre in voi lo spirito da esploratore avventuroso: come coniugare allora queste due anime che ci appartengono ma spesso appaiono in contrasto? Potrebbe venirvi in aiuto la storia di questa casa a Neyagawa-shi, una delle aree residenziali più densamente popolate di Osaka, dove lo studio giapponese Shogo Aratani Architect & Associates ha progettato la ristrutturazione di un’abitazione per un cliente che ben conosceva il quartiere essendoci vissuto nell'infanzia. Il primo step è stato quindi quello di chiedere al residente di descrivere tutte le caratteristiche del sito che lui conosceva intimamente per poi iniziare un progetto che gli consentisse di scoprire nuove cose all'interno di questo luogo per lui molto familiare.

La prima situazione da risolvere era la vicinanza con le altre case: lo spazio tra le varie unità abitative è infatti talmente stretto da permettere il passaggio di una sola persona alla volta, spesso ulteriormente ostacolato da impianti di aria condizionata o boyler appesi ai muri esterni, le conseguenze sono una forte mancanza di ventilazione e molta umidità negli interni. Naturalmente si poteva risolvere il problema riducendo le dimensioni e lasciando più spazio tra la residenza e i vicini ma in questo modo si sarebbe introdotto un elemento alieno nel quartiere invece che perseguire lo scopo di intonarsi con la tradizione architettonica locale.

La soluzione è quindi parsa quella di mantenere la silhouette della struttura precedente creando piccoli incavi su tre lati che consentano alle brezze che scendono tra le case di entrare in questo micro patio incavato, portando ventilazione ma anche luce naturale negli interni. Si è poi introdotta una fenditura sul lato anteriore rivolto sulla strada che spezza l’imponenza della facciata mantenendo un elemento conosciuto nel quartiere. Queste aperture sui quattro lati della villetta rendono completamente nuova la maniera di dialogare con gli esterni, permettendo punti di vista insoliti su nuovi angoli del quartiere. Un panorama privilegiato è poi quello che si può ammirare dal tetto trasformato in grande terrazza.

Gli interni della casa sono divisi in quattro aree con diverse funzioni ma tutte collegate da una sala principale in posizione centrale, che ha un soffitto a doppia altezza e un piano in lamiera traforata al piano superiore che consente alla luce di penentrare facilmente e di illuminare da quattro diverse direzioni. L’ambiente che ne risulta è quindi estremamente luminoso molto diverso dai tipici interni della zona. Per i materiali e la palette cromatica si è adottato uno stile minimalista alternando lo stesso tipo di legno chiaro -per strutture e pavimenti- a pareti total white: unica eccezione una parete delle due camere da letto dei ragazzi, colorate in tinte vivaci.

http://www.ararchitect.com/


di Paola Testoni / 11 Ottobre 2017

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