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Elle Decor Italia

La casa a roma di Alessandra Marino

Nel contesto anni ’30 di una architettura d’autore, il progetto limpido e appassionato di Alessandra Marino illumina gli spazi di nuova razionalità

Hanno origini lontane il rispetto e l’ammirazione di Alessandra Marino, imprenditrice e interior designer, per le imponenti architetture di piazza Augusto Imperatore a Roma, quel grande quadrato che accoglie il mausoleo di Augusto e la teca che custodisce l’Ara Pacis, simboli monumentali dell’Urbe degli anni Trenta firmati da Vittorio Morpurgo e Marcello Piacentini. “Sono affascinata dal connubio che il luogo offre”, racconta Alessandra. “Passeggio tra il rigore delle scelte razionaliste che fanno da quinta alle cupole delle chiese e ai camminamenti millenari della tomba del grande Imperatore. È moderno e antico insieme, incastri di linee inflessibili e curve poetiche”.

Alla fine degli anni ’90 Alessandra, appassionata scrutatrice della sua città d’adozione, dava il via a una piccola rivoluzione urbana e sociologica, dedicando la sua attenzione a questa piazza, da tempo abbandonata dalle amministrazioni capitoline. “Era diventata un dormitorio a cielo aperto, guardata con amarezza da romani e turisti”. Da lì l’idea di ridare la giusta dignità e una vita nuova a questo spazio, culla di civiltà millenaria e interventi architettonici prestigiosi, ultimo quello di Richard Meier a custodire l’Ara Pacis. È iniziato così il suo impegno progettuale e imprenditoriale, prima applicato a un ristorante dal concept decisamente innovativo, poi ad abitazioni private e altri ristoranti subito diventati di tendenza. L’impresa più recente è questo appartamento che sorge in largo dei Lombardi, proseguimento naturale della piazza, nuova abitazione di Alessandra, manifesto del suo senso estetico sempre in evoluzione.

Anche qui torna, casualità o rituale misterioso, il rapporto simbiotico con Morpurgo. “Sono affascinata dagli anni ’30 e ’40. Il rigore e l’austerità, espressi nei progetti di quell’epoca, sono spesso la base ideale per le abitazioni che disegno. Amo gli spazi disciplinati, privi di interruzioni, con colori neutri e ariosi, che diventano il contenitore perfetto per gli arredi e le opere d’arte che mi piace ricercare con attenzione”. In questi 350 mq di linee dritte, razionali, Alessandra Marino ha lavorato a stretto contatto con falegnami, vetrai, tappezzieri, decoratori, ricostruendo, pezzo dopo pezzo, la storia della casa attraverso il recupero di elementi fondamentali come la scala disegnata all’architetto Morpurgo, che oggi unisce il living alla zona notte.

Nella razionalità inevitabilmente legata al suo ricordo, si innesta l’elegante armonia di forme e la cura per dettagli e materiali, espressa da una selezione di arredi decisamente raffinata. “Ho maturato una passione per Gabriella Crespi, figura carismatica di architetto e designer tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Il suo segno dinamico dei Plurimi, mobili metamorfici degli anni ’70 che giocano sulla possibilità evolutiva della stessa forma, mi è sembrato perfetto per questo contesto”.

Pareti completamente ricoperte da libri alloggiati in librerie di legno povero e segno minimale danno un senso di calda intimità, contrapposta alla luminosa rarefazione dell’ampio cannocchiale che lega i vari spazi di vita, risultato della cancellazione di pareti divisorie e delle tante porte che avevano mortificato l’impianto originario. Bianco il colore scelto per le pareti e delicate le poche sfumature previste per la cucina. Già dall’ingresso si viene assorbiti dalla luce del terrazzo, che corre lungo tutta la casa e illumina il salotto, la zona pranzo, fino alle stanze di servizio. Anche qui risulta evidente il gioco di contrasto tra i tratti composti degli interni e le curve impetuose della cupola secentesca di San Carlo al Corso. Dal divano si ha quasi la sensazione di poterla toccare...


di Rosaria Zucconi e Doriana Torriero / 21 Aprile 2016

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