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La casa per lui (blu) e per lei (rosa) nella baraccopoli cinese

"His House Her House", universo maschile e femminile in un'installazione di Wutopia Lab sul rapporto tra generi e cucina

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Courtesy photo: CreatAR Images (AI Qing)

Per la Biennale di Shenzhen, lo studio di architettura Wutopia Lab di Shanghai ha ristrutturato due edifici della baraccopoli urbana Dameisha Village trasformandoli nell’installazione concettuale His House and Her House: una “casa di lui”  e una “casa di lei” per fare riflettere sui diversi ruoli di uomini e donne in cucina e nel loro rapporto con il cibo. 

Leggi anche: Cucine moderne, cosa è cambiato da quando i piloti si sono messi ai fornelli

Oltre a Wutopia Lab, la Biennale ha invitato altri quattro studi a ristrutturare 10 edifici in questa zona difficile di Shenzhen, moderna metropoli che collega Hong Kong al resto del territorio cinese. 

Avete visto il film The tree of Life di Terrence Malick? His house Her house riprende quella eterna polarità tra maschile e femminile e porta la bellezza del colore nel Dameisha Village. 

L’idea è quella di reinterpretare il concetto di “cucina del villaggio” con dei luoghi capaci di abbattere i muri tra questo grigio quartiere dormitorio e il resto della città. Che lo scopo sia stato raggiunto o meno, una cosa è certa: gli edifici n°4 e 5 adesso si stagliano vivaci contro lo squallore della miseria circostante, indicando forse la possibilità di una speranza. 

La riflessione di Wutopia Lab è che la cucina “in pubblico” è di solito a carico degli uomini, mentre le donne hanno un ruolo maggiore in quella domestica. L’installazione His House and Her House tenta di comunicare questo pensiero attraverso la contrapposizione dei colori. 

Anche se il blu è associato all’uomo e il rosa alla donna, lo studio ha precisato che l’intenzione non era tanto quella di assecondare gli stereotipi: il rosa e il blu sono colori molto usati in città come materiali isolanti, e hanno un forte valore simbolico. 

Il colore blu della facciata di His House è infatti un simbolo di sopravvivenza e competizione. Il blu tinge anche i pavimenti e i soffitti interni, mentre le pareti sono verdi in un complessivo omaggio alla tavolozza di Matisse. Il carattere maschile è accentuato da un leitmotiv di forme triangolari nelle porte.

L’esibizione nella casa dell’uomo si dipana attraverso tre stanze. Ognuna fa riferimento a un cibo “maschile” e testosteronico, ma anche alla lotta per la sopravvivenza. In una stanza la pancetta pende dal tetto; in un’altra un’intera parete è decorata con bottiglie di birra vuote e un “laghetto di birra”; in un’altra ancora, quasi segreta, la luce penetra dal tetto e il pavimento è cosparso di sale. Affumicatura, salatura, fermentazione: tre tecniche di conservazione che l’umanità ha appreso per preservare gli alimenti. Il tema che lega gli ambienti è “Wine Pool Meat Forest”. 

Attraverso un patio coperto di salgemma rosa, che segna il passaggio tra universo maschile e femminile, si entra in Her House: la casa della donna. Naturalmente rosa

Qui ai motivi triangolari maschili delle porte si sostituiscono quelli semicircolari, più gentili e “femminili”. Tonalità e temi parlano “di lei”: la terrazza per la raccolta contemplazione raggiungibile da una scala verticale,; l’interconnessione tra le stanze ottenuta grazie ai fori introdotti dall’architetto Yu Ting; le bande verticali di tessuto che scendono su una facciata e che evocano l’introspezione - di nuovo - “femminile”. 

 

facebook.com/WUtopia-Lab


di Roberto Fiandaca / 16 Marzo 2018

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