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Come trasformare una casa classica con un pavimento blu

Opere d’arte e design del Novecento nella casa di Carlo Prada, giornalista e collezionista milanese d’adozione, che ha scelto di vivere in una residenza a misura di sé

Arte contemporanea e design del Novecento dialogano in un gioco di continue relazioni fra i linguaggi più innovativi e i capolavori che hanno fatto la storia del progetto. Siamo a Milano, a casa di Carlo Prada, giornalista e collezionista appassionato che si è trasferito da poco nel quartiere di Porta Vittoria dopo aver selezionato, fra tante, la sua dimora ideale.

“È stata una ricerca durata due anni, ma alla fine l’ho trovata”, ci spiega emozionato. “Volevo un palazzo tipicamente milanese ma non potevo assolutamente ambientare la mia collezione d’arte contemporanea in un edificio appena costruito. Così ho avuto la fortuna di imbattermi in questa casa degli anni ’30 con una facciata rigorosa in pietra grigia e uno splendido terrazzo sul retro”. L’appartamento aveva la classica distribuzione con corridoio centrale, ambienti di rappresentanza caratterizzati da soffitti a stucco d’epoca e parquet intarsiato, da un lato, e una sequenza di piccole stanze e servizi, sul retro. “C’erano gli elementi che mi avevano fatto innamorare, come i decori e gli infissi originali, ma anche le armadiature su disegno e le porte a vetri, frutto di una ristrutturazione della fine degli anni ’60. Queste caratteristiche andavano conservate assolutamente, mentre il disimpegno e gli ambienti che portavano al terrazzo dovevano subire alcune modifiche”, ci spiega il padrone di casa. Così per il progetto sceglie l’architetto Hannes Peer, del quale apprezza il lavoro d’interior design, in bilico fra le residenze e gli spazi della moda, da Iceberg a N°21, brand di Alessandro Dell’Acqua.

“È stato un lavoro che ha unito restauro, ristrutturazione e trasformazione architettonica di alcuni spazi”, ci spiega Peer. “Abbiamo voluto enfatizzare le due anime della casa: quella classica e quella contemporanea. Rendendo gli ambienti più fluidi, creando collegamenti visivi prima impediti dai muri esistenti e trasformando la zona cucina in una ‘veranda’ collegata al terrazzo e aperta al resto della casa”, continua. Questa nuova area dell’appartamento è sottolineata dalla resina di colore ‘azzurro Gio Ponti’, delimitata da un battiscopa d’ottone, che mette in relazione gli armadi dalle linee grafiche con la nuova configurazione degli ambienti.

L’uso del colore, grigio a parete e celeste sul pavimento, è fondamentale per costruire lo sfondo dell’importante collezione di opere d’arte, di arredi e oggetti di design raccolti dal padrone di casa. “Ho iniziato una decina d’anni fa grazie ad amici che mi hanno educato al design italiano, in particolare Sharon Goldreich della galleria milanese Deco XX° Secolo”, confessa Prada. “Mi piace ricercare i progetti dei nomi che hanno fatto la storia del design: Albini, Caccia Dominioni, Zanuso, BBPR, Ponti, Sottsass. L’arte è venuta dopo, anche se l’ho sempre coltivata fra i miei interessi”, racconta. Così in poco tempo ha saputo costruire una collezione con il meglio dell’arte contemporanea più attuale: Christian Rosa, May Hands, Marcel Dzama, Paul Cowan, Jonathan Monk tra i tanti. “Le opere dovevano essere inserite con disinvoltura, per vivere in perfetta armonia con lo spazio e creare situazioni domestiche sempre diverse”, continua. “Mi piace giocare con l’arte e con gli arredi, cambiandone spesso la disposizione. A partire dallo spostamento di un pezzo può variare tutto il resto”. In maniera volubile o razionale, in funzione degli stati d’animo e di nuovi desideri.

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di di Rosaria Zucconi, testo di Filippo Romeo / 6 Ottobre 2016
tags:

restyling , Milano

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