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Formentera wild life, la casa ecologica riservata ai veri amanti della natura

Materiali naturali, progetto ambientalista e forza architettonica in questo progetto dell’architetto Marià Castelló Martínez

Una villa a Formentera in simbiosi con l’ambiente, tra materialità e luce, tra terra e aria

A Bosc d’en Pep Ferrer vicino alla spiaggia di Migjorn, sulla costa sud dell'isola, si trova la casa ecologica a Formentera progettata dall’architetto Marià Castelló Martínez. Si tratta di una casa ecologica moderna che si fonde letteralmente con l’ambiente in un angolo di paradiso dove la vista panoramica sul mare è tagliata solo dalla silhouette della settecentesca Torre des Pi des Català, una delle quattro torri difensive dell’isola.

Il progetto architettonico della casa ecologica in legno si muove su un terreno binario tra il tellurico e il tettonico, la materialità e la luce, la terra e l’aria. Ma anche tra artigianato locale e tecnologia innovativa, in un gigantesco contrasto di forze tra compressione e trazione.

La roccia, che affiora superficialmente nel luogo infatti, sembra sia stata pian piano modellata fino a diventare una vera scultura che si trasforma pian piano in un progetto di casa ecologica monolitica offrendo dei vuoti che ricordano le cave di pietra della vicina Marès.

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Il progetto, commissionato da una famiglia particolarmente sensibile al rispetto ambientale, è composto da tre moduli luminosi costruiti intorno a dei vuoti che paiono generati dalla sottrazione di materiale. Questa disposizione longitudinale dà origine ad una successioni di cortili, passaggi di collegamento, visioni trasversali e, alla fine, alla sorprendente scoperta di uno spazio scolpito dal tempo: una grotta naturale nel cortile principale di accesso, che è stato integrata durante i lavori di costruzione.

La struttura della casa ecologica si manifesta in tre strati con livelli ascendenti: al piano inferiore si fa subito evidente la mancanza di muri di contenimento aggiunti al substrato roccioso, come pure una piccola struttura di calcestruzzo che regolarizza la parte superiore di questo livello e costituisce la piattaforma di supporto del piano terra.

Al piano superiore, l'assemblaggio della struttura in legno, come un modello in scala reale, è ben visibile dall'interno.

Quest’ultima è stata lasciata, per la maggior parte, a vista e viene fatta convergere in un solo elemento cioè una serie di pannelli di legno che prevede varie funzioni non solo quella di struttura decorativa ma anche quella di divisione di ambienti chiusura e finitura stilistica.

Gli interni vasti e minimalisti, giocano con una palette bicromatica composta da bianco e legno chiaro mentre l’unica divisoria del living è rappresentata da una parete di fili sottili.

Nella fase di progettazione della casa ecologica ed esecuzione si è tenuto gran conto della scelta dei materiali proprio perché elemento stilistico e ambientale fondamentale.

Tra i criteri della bioedilizia infatti importantissima è l’origine del materiale utilizzato che deve essere naturale e locale. In questo caso abbiamo: roccia scolpita, ghiaia frantumata proveniente dallo scavo stesso, pietra calcare, legno di pino e abete rosso, pannelli di cotone riciclato, marmo bianco macael, pittura a silicato ad alta permeabilità.

Il risultato è una chiusura igroscopica che consente un ambiente interno più salubre e salutare, e contemporaneamente un minor fabbisogno energetico per la corretta funzionalità della dimora. Per restare in parametri ambientali più che sostenibili, il progetto incorpora sistemi bioclimatici passivi di comprovata efficacia adatti al tipo di ambiente locale mentre l'autosufficienza idrica viene fornita da un grande serbatoio che riutilizza l'acqua piovana.

m-ar.net


di Paola Testoni / 23 Febbraio 2018

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