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La casa piccola e piena di libri di Antonio Gnoli a Roma

A Roma una biblioteca con uso di cucina. Lo spazio ideale per scrivere, leggere e pensare

Ciascuno, al di là dell’ovvia relazione percettiva con le cose, interiorizza lo spazio in modo diverso, che modifica a seconda delle sue esigenze e anche delle sue nevrosi. Ne è perfettamente consapevole Antonio Gnoli, filosofo, scrittore, giornalista, a suo agio in questo appartamento piccolo, appartato, silenzioso. Dove si compiace di coltivare la propria fondamentale solitudine, non triste, né da anacoreta, libero di decidere gli spazi della sua vita dedicandosi alle proprie passioni: la lettura, lo scrivere, il piacere dell’arte, la cucina. Il suo lungo, entusiasmante, percorso nel giornalismo, iniziato nella dotta ma noiosa sfera culturale del Manifesto, è proseguito spaziando dalla filosofia alla musica raccontata in radio, dalla matematica alla battente attualità, fino all’economia e alle neuroscienze.

Antonio Gnoli, per 26 anni nella redazione di Repubblica, anche alla guida delle pagine culturali, ha coltivato con la seguitissima rubrica Straparlando, il piacere di raccontare personaggi dalla vita interessante, in tutti i campi, che non devono dimostrare più nulla. Anche la passione per la cucina ha per lui una doppia valenza. “Strumento per acquisire una certa abilità manuale e occasione di stare con pochi ospiti fissi e persone nuove che mi piace conoscere, per parlare di tutto. La cena è il mio momento di apertura sociale, un pretesto per indagare pezzi di vita che in quel momento mi interessano, vita culturale o dissipata.

Se i nuovi filosofi counselor con i loro spiccioli di verità hanno sostituito gli psicoanalisti, io ho sostituito la psicoanalisi con la cucina”. Uno sguardo profondo nella vita del committente, le sue abitudini, i suoi interessi hanno dato alla progettista Alessandra Marino (leggi anche → La casa a Roma di Alessandra Marino) la possibilità di disegnare una casa da indossare, con elegante sobrietà, da vivere nelle lunghe immersioni di studio e nell’unica concessione alla convivialità, il cibo, vissuto anche questo come collante per dissertazioni culturali.

Nessuno spazio è definito, ma tutti, compreso il bagno, sono pronti ad accogliere libri, appunti, poesie, foto e piccole opere, dono di amici artisti. Lo studio diventa zona letto e viceversa, l’ampio spazio centrale è dedicato alla cucina. Il progetto è semplice, mette al centro la necessità di accumulare e ordinare libri in tutti gli ambienti, attraverso arredi e moduli sempre asciutti, quasi monacali, vista l’antipatia di Antonio Gnoli verso qualsiasi forma di ostentazione. La natura dell’appartamento ha permesso di disegnare stanze dove si potesse leggere e scrivere ovunque.

“Antonio passa da un lavoro all’altro nello stesso tempo, è incostante, vuole fare tante cose in successione ravvicinata, una sola scrivania non basta, i libri devono essere sempre a portata di mano”, aggiunge divertita Alessandra Marino. “Per fortuna la casa ha una bella terrazza con vista su Roma. A ricordargli che fuori dal suo guscio c’è molto altro”.


di Rosaria Zucconi / 3 Ottobre 2016

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