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Elle Decor Italia

Casa studio ad Imola

Recuperare un magazzino e un vecchio mulino dove vivere e lavorare

L’architetto Marco Costanzi cerca assonanze con il passato per disegnare il futuro. E sceglie un magazzino annesso a un antico mulino come spazio di creatività e ricerca progettuale.

Andare per il mondo, lasciando la propria impronta architettonica in spazi pubblici, abitazioni private, show room dedicati al made in Italy, conservando sempre un forte legame con Imola, la città in cui è nato nel 1965. E quando l’architetto Marco Costanzi ha dovuto cercare lo spazio dove far nascere, coltivare e lanciare i suoi progetti (insieme a un gruppo di collaboratori che man mano diventava più numeroso) ha scelto un complesso di edifici il cui nucleo originale risale al Trecento, a pochi passi dalla Rocca Sforzesca, simbolo della città.

Il Mulino di Santa Cristina è rimasto in funzione fino a pochi anni fa, nonostante i suoi sette secoli di storia conservava tutto il suo fascino” - ricorda l’architetto Costanzi - “il mio unico rimpianto è di non aver avuto il coraggio di acquistare l’intero edificio dei primi del Novecento adibito allo stoccaggio e alla lavorazione delle granaglie, la mia gioia più grande è stata di trovare intatta nel piano alto dell’edificio quell’atmosfera tipica dell’architettura industriale del territorio, con in più un tocco di rigore nordeuropeo che ho fatto crescere nel restauro. L’impegno maggiore è stato di recuperare alcune preesistenze interessanti come i vecchi pavimenti in massello di larice alto 5 cm, la struttura a capriate del tetto con le travi sbiancate così simile a quella dei fienili che punteggiano la nostra campagna, e sopratutto il silos per lo stoccaggio delle granaglie, trasformato in un’intimo e originale spazio di conversazione”.

I muri levigati dalle cinghie di trasmissione, comandate ancora dal passaggio dell’acqua nel canale, con la loro ineguagliabile matericità raccontano la storia di una costruzione nata per un lavoro essenzialmente manuale che è diventata una fucina di creatività contemporanea. L’idea di Marco Costanzi era di ricreare l’atmosfera della bottega, allo stesso tempo palestra di alto artigianato e spazio per aprirsi al nuovo.

“Alla base della mia filosofia progettuale c’è sempre la ricerca dell’equilibrio, lavoro su differenze sottili, materiali contrapposti, sensazioni tattili, luci e ombre, fino a trovare l’accordo perfetto. In questo progetto la volontà era di definire spazi fortemente contemporanei e senza tempo, il mio fine non è mai stato di rincorrere e dichiarare la novità in quanto tale. Avevo in mente un ambiente in cui si potesse vivere bene anche 24 ore al giorno. Il risultato è andato oltre, se penso che potrei tranquillamente trasferirmi qui con la famiglia e il cane”.


di Rosaria Zucconi / 17 Febbraio 2014

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